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Emergenza incendi: una ferita per il Gargano

Le due facce della medaglia: Gargano tra faggete vetuste e incendi ‘cronici’ (I)

Faggete vetuste: riconoscimento Unesco segno della ricchezza naturalistica garganica


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Da un lato il recente riconoscimento delle faggete vetuste come Patrimonio Naturale dell’Umanità, e tra di esse quelle della Foresta Umbra. Dall’altro gli incendi, che da giorni sono tornati, come ogni estate, a divorare la vegetazione garganica. Intorno, la cornice dell’Oasi Lago Salso, con i suoi specchi d’acqua, gli aironi che attraversano un cielo azzurro estivo. Un percorso sterrato off-road conduce all’incontro sulla torretta panoramica dell’Oasi, con l’avvocato Stefano Pecorella, già Presidente del Parco Nazionale del Gargano.

Quello che ha premiato le faggete vetuste, racconta, è il suo “secondo Unesco”, vissuto partecipando alle azioni rispettivamente come Presidente dell’Ente Parco e come cittadino, dopo il riconoscimento avvenuto nel contesto delle azioni sui siti della Via Sacra Langobardorum del 2012 (del quale recentemente è stata apposta targa sulla Basilica di San Michele). Il riconoscimento alle faggete vetuste, di stampo prettamente naturalistico, nelle sue parole “sta a significare che il Gargano ha un patrimonio ricco non solo di storia e di tradizioni ma anche da un punto di vista naturalistico”.
La Foresta Umbra è espressione, secondo quanto riferisce, di quasi il 33% della biodiversità europea.

Il riconoscimento delle faggete vetuste come Patrimonio dell’Umanità presuppone l’esigenza di una valorizzazione efficace. Rifocalizzarne le strategie?
“L’Unesco ha dei piani di gestione che prevedono delle azioni specifiche per il mantenimento delle caratteristiche che hanno determinato il riconoscimento e anche per le azioni di valorizzazione. Queste saranno svolte secondo il piano che è stato redatto e che sarà incluso nel riconoscimento”.

Il discorso passa poi al tema incendi, al Gargano arrovellato dai roghi degli scorsi giorni.
“Nella vita ci sono sempre due facce della medaglia. Questi incendi così frequenti, così ampi, così estesi, pur se in una stagione molto calda e con un vento che non agevola certo le azioni di spegnimento, hanno del sospetto perché non si può pensare solo alla distrazione: probabilmente c’è anche una mano criminale dietro questa attività incendiarie. E’ una ferita che colpisce il Gargano.”

 

Prevenire, certo, è meglio che curare e quest’anno, ci fa sapere, la vacanza alla presidenza del Parco ha fatto sì che non siano state condotte campagne di sensibilizzazione sulla tematica.
(SEGUE)

[A cura di Valentina Sapone, PhD]

Le due facce della medaglia: Gargano tra faggete vetuste e incendi ‘cronici’ (I) ultima modifica: 2017-07-12T21:41:31+00:00 da Valentina Sapone



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Commenti


  • Natura si

    Però vorrei fare una domanda. Nelle due estati di commissariamento a Bosco Quarto non c’è stato mai nessun incendio. La presenza dei Commissari era un deterrente per quei delinquenti piromani, però vedevo circolare in zona bosco anche le auto dei vigili e la campagnola del Comune. Quest’anno non c’è stata sorveglianza comunale.


  • miki

    Ma a nome di chi parla? di cosa? IN CERCA DI VISIBILITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA… Basta …al PARCO!

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