Capitanata

Housing sociale a Foggia, il Comune tarda nelle varianti del piano

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Housing Sociale (image by www.progetto-rena.it)

Foggia – OBBLIGO per il Comune di Foggia “a provvedere alla determinazione conclusiva in ordine al procedimento di variante urbanistica” avviato con la deliberazione del Consiglio Comunale n.42 del 20 aprile 2009 relativamente alle aree oggetto degli interventi previsti nel Programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa del territorio comunale. La decisione è del Tar della Puglia di Bari, terza sezione, con obbligo – per il Comune foggiano- di provvedere alla determinazione conclusiva entro trenta giorni dalla pubblicazione della sentenza di recente emanata (8 settembre 2009). Questo, specifica il Tar di Bari, anche “tenuto altresì conto del protrarsi dell’inerzia da oltre un anno”, così emergendo la necessità di adottare una deliberazione di C.C. per l’approvazione dell’accordo di programma in variante, unitamente ad una convocazione successiva dei rappresentanti delle amministrazioni interessate per la sottoscrizione dell’accordo, con nomina, nell’ipotesi di inottemperanza, del commissario ad acta architetto Francesco Ciccarelli in qualità di Dirigente Ufficio Progettazione I.A.C.P. Foggia a riposo, “il quale dovrà provvedere entro novanta giorni dalla scadenza del termine di cui sopra”.

FOCUS, HOUSING SOCIALE A FOGGIA: RICONOSCIUTO “IL PUBBLICO INTERESSE” – Housing sociale, a Foggia riconosciuto il ‘pubblico interesse’. Diritti di proprietà per Z.167

IL ricorso era stato presentato dalle società: Lucia Vittozzi”, “Meta s.r.l.”, “Leccese Omero”, “L.E.C.A.M. Costruzioni di Leccese Ciro Antonio Menotti”, “Russo Vito s.a.s. del Geom. Russo Pietro e C”., “Eurocos s.r.l.”, “S.I.C.E. s.r.l.” in persona dei rispettivi legali rappresentanti contro il Comune di Foggia per l’accertamento della “illegittimità del silenzio-rifiuto” formatosi a seguito della deliberazione C.C. del Comune di Foggia n. 42 del 2 aprile 2009 “Programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa – Avvio del procedimento di variante urbanistica” con la quale era stato avviato il procedimento di variante urbanistica per le aree oggetto degli interventi previsti.

IL RICORSO DELLE SOCIETA’ DOPO LA GRADUATORIA – Le società ricorrenti fanno presente nel loro ricorso di aver tutte partecipato a selezione pubblica indetta dal Comune di Foggia, finalizzata alla realizzazione di un programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa, all’esito della quale le ricorrenti risultavano tra le 29 imprese utilmente collocate in graduatoria. Con la citata deliberazione C.C. n. 42 del 2 aprile 2009 il Comune di Foggia dava espressamente atto dell’avvio del procedimento di variante urbanistica per le aree oggetto degli interventi previsti. A fronte della successiva inerzia serbata dall’amministrazione comunale, il 5 maggio 2009 parte delle imprese ricorrenti avanzavano richiesta di determinazione conclusiva in ordine all’accordo di programma ex art 34 t.u.e.l., richiamato dall’art 15 c. quarto l.r.20/2001, reiterata il 22 ottobre 2009.

Con atto di diffida del 15 dicembre 2009, le società ricorrenti intimavano al Comune di Foggia di adottare gli atti di competenza al fine di concludere il procedimento avviato con la deliberazione C.C. n.42/2009, ricorrendo al procedimento di cui all’art 34 t.u.e.l. ai sensi dell’art 15 l.r. 20/2001. Con ricorso notificato in data 1 aprile 2010, ritualmente depositato, le imprese ricorrenti chiesero l’accertamento dell’inadempimento dell’obbligo giuridico di concludere il procedimento di variante urbanistica da parte del Comune di Foggia, assunto mediante la deliberazione CC n. 42 del 2 aprile 2009, e relativa condanna a provvedere entro termine congruo. In seguito la costituzione in giudizio del Comune.

CAMERE DI CONSIGLIO, TAR DISPONE RINVIO PER CONSENTIRE IL “PERFEZIONAMENTO” NELLA PIANIFICAZIONE – Alle camere di consiglio del 13 maggio e del 10 giugno 2010, il Tar disponeva il rinvio per “permettere all’amministrazione il perfezionamento dell’avviato strumento di pianificazione”. con memoria depositata il 10 giugno 2010, il Comune chiedeva la cessazione della materia del contendere, depositando la deliberazione G.C. n.55 del 9 giugno 2010 con cui si stabiliva, in particolare, di presentare al Consiglio comunale deliberazione di autorizzazione al Sindaco alla promozione ed alla sottoscrizione degli accordi di programma con la Regione ex art 34 t.u.e.l., finalizzati all’attuazione del programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa di cui alla citata del. C.C. n.42/2009.

SOCIETA’ RICORRENTI EVIDENZIANO NATURA ‘MERAMENTE ENDO-PROCEDIMENTALE’ DELLA DELIBERA 55/2010 – Alla camera di consiglio del 22 luglio 2010 le società ricorrenti insistevano per l’accoglimento del ricorso, evidenziando la natura meramente endo-procedimentale della deliberazione G.C. n.55/2010 inidonea ad assolvere l’obbligo di concludere il procedimento di variante urbanistica, evidenziando anche “la necessità di procedere all’adozione di specifica deliberazione da parte dell’organo consiliare, propedeutica alla sottoscrizione dell’accordo di programma”.

IL Tar di Bari ha ritenuto fondato il ricorso. La giurisprudenza, in via del tutto pacifica ritiene infatti che l’adozione di atti a carattere endo-procedimentale – quali ad es. la comunicazione dell’avvio del procedimento o del c.d. preavviso di diniego ex art 10 bis l.241/90 – non abbia alcun valore di adempimento del generale obbligo di provvedere codificato dall’art 2 l.241/90 e s.m entro il termine stabilito dal terzo comma- peraltro pacificamente applicabile in via suppletiva anche agli atti generali di pianificazione (T.A.R. Puglia Bari sez I, 6 maggio 2008, n.1079, Consiglio di Stato, Sez. V, 29 maggio 2006, n. 3265) – essendo necessaria l’adozione di un provvedimento di contenuto decisorio.

ANCHE CON L’ADOZIONE DELLA DELIBERA DEL GIUGNO 2010 IL CONTENDERE NON SAREBBE STATO CESSATO – Pertanto, “in mancanza di diverso termine stabilito dall’amministrazione”, il termine generale codificato dal c. terzo dell’art 2 l.241/90, va applicato in via suppletiva anche agli atti amministrativi generali di pianificazione e di programmazione (T.A.R. Puglia Bari sez I, 6 maggio 2008, n.1079, Consiglio di Stato, Sez. V, 29 maggio 2006, n. 3265) essendo ad essi sottratta l’applicazione della legge 241 limitatamente al Capo III inerente la partecipazione procedimentale, mentre nessuna deroga è disposta in relazione alla disciplina concernente il termine di durata degli ulteriori procedimenti. Da qui, il Tar non ha condiviso la difesa del Comune secondo cui l’adozione della deliberazione G.C. n.55 del 9 giugno 2010 avrebbe determinato la cessazione della materia del contendere, dato che la stessa delibera del 2010 non avrebbe fatto altro che “reiterare l’avvio del procedimento, con l’effetto, puramente dilatorio, di procrastinare ad libitum il peraltro già avviato iter di variante urbanistica mediante accordo di programma, senza alcuna soddisfazione degli interessi pretensivi azionati dalle imprese ricorrenti”, consistente nella attuazione del programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa, risultante dall’approvazione della graduatoria di selezione pubblica (in base al collocamento delle ricorrenti).

Secondo il Tar, con la citata deliberazione C.C. 42/2009, il Comune aveva assunto infatti “inequivocabilmente” nei confronti delle società ricorrenti l’obbligo di concludere uno specifico procedimento di variante urbanistica, che secondo il chiaro disposto dell’art 15 l.r.20/2001 si attua mediante lo strumento di semplificazione dell’accordo di programma previsto dall’art 34 t.u.e.l., “senza allo stato adottare alcuna determinazione conclusiva”. Da qui, “l’interesse qualificato” delle imprese ricorrenti, a fronte del procedimento ad iniziativa pubblica, per la relativa conclusione entro il generale termine codificato dall’art 2 l.241/90, come detto “pacificamente valevole anche per l’attività di pianificazione urbanistica”, laddove “la natura complessa degli atti, richiedente il consenso di più amministrazioni, obbliga comunque l’autorità comunale a terminare il segmento di propria competenza”.

“RESPONSABILITA’ PENALE, DANNO ERARIALE, RESPONSABILITA’ RISARCITORIA CAUSA RITARDO DELL’AMMINISTRAZIONE NELL’ESERCIZIO DEL POTERE” – Il ritardo dell’Amministrazione nell’esercizio del potere risulta in aperto contrasto con l’obbligo imposto dall’art 2 l.241/90, la cui violazione – secondo il Tar – “è fatto idoneo ad integrare oltre la responsabilità amministrativo-contabile per danno erariale in relazione al pagamento delle spese del presente giudizio, la responsabilità penale per il reato di cui all’art. 328 c.p. (ex multis Cassazione penale 2 aprile 2009 sent n. 14466) oltre che, quantomeno a partire dall’entrata in vigore della l. 18 giugno 2009 n. 69, la eventuale responsabilità risarcitoria per il danno da ritardo in conseguenza dell’inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, per la quale vi è giurisdizione del G.A. (art. 2-bis l. 241/90 nel testo introdotto dalla l. 18 giugno 2009 n. 69)”.

IL COMUNE HA TRENTA GIORNI PER PROVVEDERE ALLA DETERMINAZIONE CONCLUSIVA PER IL PROCEDIMENTO DI VARIANTE URBANISTICA – Il Tar ha dichiarato pertanto l’obbligo del Comune di Foggia a provvedere alla determinazione conclusiva in ordine al procedimento di variante urbanistica avviato con del C.C. n. 42 del 20 aprile 2009 relativamente alle aree oggetto degli interventi previsti di cui al Programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa del territorio comunale, entro il termine di trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza – tenuto altresì conto del protrarsi dell’inerzia da oltre un anno – mediante adozione di deliberazione di C.C. di approvazione dell’accordo di programma in variante, unitamente a successiva convocazione dei rappresentanti delle amministrazioni interessate per la sottoscrizione dell’accordo, nominando sin d’ora per l’ipotesi di inottemperanza un commissario ad acta nella persona dell’Architetto Francesco Ciccarelli in qualità di Dirigente Ufficio Progettazione I.A.C.P. Foggia a riposo, il quale dovrà provvedere entro novanta giorni dalla scadenza del termine.

Housing sociale a Foggia, il Comune tarda nelle varianti del piano ultima modifica: 2010-09-12T18:03:57+00:00 da Redazione



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