Cronaca

Mazza: “Impegno massimo a favore della mitilicoltura”

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Mazza (IdV)

Il consigliere regionale Mazza (IdV)

Bari – IL consigliere regionale Patrizio Mazza (IDV) è interventuto al tavolo tecnico sul tema dell’inquinamento del Mar Piccolo e sulle problematiche della mitilicoltura riunitosi alla Camera di Commercio di Taranto : “Condivido la necessità di trovare immediatamente una soluzione che garantisca a questi ultimi la prosecuzione dell’attività lavorativa in aree marine diverse da quelle individuate come inquinate. La camera di commercio deve perorare per l’assegnazione delle aree facendo pressioni su comune, provincia, regione, capitaneria di porto e marina militare ed il sottoscritto s’impegna al massimo per quanto compete al proprio ruolo considerando la mitilicoltura uno dei migliori settori economici caratterizzanti il territorio tarantino.

Ciò non toglie che si debba focalizzare l’attenzione su altri due aspetti: uno biologico- medico e l’altro politico. Sul piano medico- biologico ritengo che ognuno di noi qualora abbia mangiato cozze inquinate continua comunque a vivere, ciò in quanto le cozze non costituiscono la base prioritaria della nostra alimentazione quotidiana, ragione per cui se mangiate ogni tanto, da adulti o anziani, non sono mai deleterie per la salute più di quanto non lo sia l’aria che l’intera popolazione di Taranto respira quotidianamente, intrisa d’ inquinanti industriali cancerogeni, ben testimoniati dalla densa nube marrone che avvolge la città ogni mattina e che è ben visibile ad occhio nudo percorrendo ad esempio la Taranto-Martina Franca.

Chi inquina o ha inquinato paghi. Questo è il discorso vero che andrebbe subito affrontato considerato che scientificamente c’è la possibilità di stabilire a chi sono attribuibili determinate sostanze che inquinano e da dove provengono. Si tratta di affrontare un discorso tecnico, politico, giuridico, che ha moltissimi aspetti e risvolti, specie se c’è chi sostiene la possibilità di eco-compatibilità ambientale con il territorio riferendosi a determinate realtà come quelle rappresentate dal polo industriale di Taranto.

Un’industria come l’ILVA, o altre realtà inquinanti, non potrà mai essere eco-compatibile e semmai l’inquinamento provocato e/o prodotto si disperderà per via aerea, in mare, attraverso le falde, o ancora potrà essere spostato altrove, nascosto etc, ma sicuramente non potrà mai essere eliminato definitivamente senza lasciare alcuna traccia di sè. Esiste nel Mar Piccolo un problema, provocato da qualcosa o qualcuno, che va affrontato scientificamente e del cui studio dobbiamo essere promotori tutti insieme: politici ed enti unitamente alla camera di commercio di Taranto; quest’ultima in particolare dovrebbe tutelare tutti i settori di produzione del territorio ionico indistintamente e senza privilegiare solo talune realtà.

Inoltre, preciso che la questione delle bonifiche, qualora attuata, deve prevedere la cessazione delle attività d’inquinamento da parte di coloro che ancora oggi lo provocano, ecco che bisogna entrare nell’ottica di ragionare su alternative economiche rispetto a quelle inquinanti, altrimenti bonificare risulterebbe inutile, esageratamente dispendioso per chiunque, ed improponibile secondo la comune intelligenza.
Se si vuole portare tutta la problematica su un piano di SERIETà la politica e la società civile si devono far carico, di trovare alternative economico- lavorative per le circa 11.000 persone che lavorano nel polo industriale e pertanto dopo aver creato nuova economia diversificata si arrivi a prefigurare la chiusura di tutte le industrie inquinanti”, ha concluso Mazza.

LOSPINUSO: “GRAVI RESPONSABILITA’ DELLE AMMINISTRAZIONI DI SINISTRA” – Il Consigliere regionale e Coordinatore provinciale PdL, Pietro Lospinuso: “Mentre i danni arrecati ad un settore storicamente trainante dell’economia tarantina quale la mitilicoltura dall’inquinamento del Mar Piccolo si manifestano in tutta la loro gravità a carico di centinaia di operatori, delle loro famiglie e dell’immagine complessiva del nostro territorio, non si può non amaramente ricordare la miope ed infausta politica delle nostre Amministrazioni di sinistra, dalla Regione alla Provincia, che ci ha portati alla perdita secca di un finanziamento di 25 milioni, 626 mila euro lasciato loro in eredità dal precedente Governo-Berlusconi e da quello regionale di Fitto, proprio per il risanamento del Mar Piccolo”.

“Tali risorse furono di fatto restituite al mittente per un mix di responsabilità della Regione e della Provincia a guida del centro-sinistra a seguito di decreto firmato Vendola del 25 gennaio 2007 che bloccava le operazioni di gara. Nelle cronache dell’epoca si possono perfino rinvenire espressioni di giubilo da parte di colleghi della maggioranza dell’epoca, seguito all’immancabile opposizione all’opera dei soliti ideologi del ‘no’ a tutto ed al contrario di tutto, in fragorosa contraddizione con la loro stessa conclamata ragion d’essere, ossia con le ragioni autentiche della salvaguardia ambientale.
Sempre da quelle cronache emerge la nostra inascoltata denuncia nei confronti di un andazzo che in pochi mesi ci fece perdere – oltre ai circa 26 di cui sopra – i 56 milioni per il risanamento dei Tamburi ed i 20 per il Distripark, per non parlare delle prime, pesanti avvisaglie dello smantellamento scientifico della Sanità jonica, per le cui infrastrutture ed attrezzature Vendola stanziava la miseria di 14 milioni a fronte dei 123 destinati a Lecce”.


“L’evitabilissima crisi della mitilicoltura altri non è cioè che l’ultimo misfatto compiuto dalla sinistra di regime ai danni di Taranto, della sua provincia, della sua economia e delle sue condizioni di vita. Un misfatto consapevole ed imperdonabile, rispetto al quale i rimedi tardivi ed improvvisati rischiano di tradursi in ulteriori ritardi ed aggravanti, oltre che in lacrime di coccodrillo. E comunque dovrebbero essere accompagnati da pubbliche scuse, che non abbiamo ancora ascoltato”.

Redazione Stato



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