Capitanata

Mongelli contro Manovra: “per Foggia meno 7,5 mln di trasferimenti statali”

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Il sindaco di Foggia Gianni Mongelli (ST)

Foggia – IL sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha aderito alla giornata nazionale di protesta organizzata dall’Associazione Nazionale Comuni d’Italia per manifestare il “profondo e convinto dissenso verso una manovra finanziaria che, sostanzialmente, cancella l’autonomia dei Comuni, ci privano della possibilità di operare per rendere le nostre città più vivibili e determinerà l’inasprimento della pressione fiscale, l’ulteriore riduzione dei servizi e l’impoverimento generale della nostra comunità”.

Giovedì prossimo, 15 settembre, tutti i municipi d’Italia riuniranno infatti i propri organi per protestare contro gli effetti della manovra del governo. I sindaci, contestualmente, restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe. Si configura così il primo ‘sciopero’ dei sindaci d’Italia (scarica i documenti) , deliberato oggi dal Direttivo dell’Anci. Alla mobilitazione (hanno aderito anche Conferenza delle Regioni e Upi) si uniranno una serie di altre iniziative, tra le quali il ricorso alla Corte costituzionale contro gli articoli 4 e 16 della manovra, ovvero quelli che obbligano i Comuni alla dismissione delle società partecipate e che intervengono sull’organizzazione istituzionale dei 5800 Piccoli Comuni sugli 8 mila totali.

Nel caso specifico di Foggia, la stretta sui conti pubblici ha innalzato a quota 7,5 milioni il taglio ai trasferimenti statali per l’anno in corso, mentre per il 2012 si prospetta una riduzione per 13 milioni. “Ciò che il Governo continua a non voler comprendere – conclude Mongelli – è che i tagli ai Comuni sono tagli ai diritti dei cittadini”. A titolo simbolico, come accadrà in tutti i Comuni aderenti alla protesta, il sindaco consegnerà nelle mani del prefetto le deleghe esercitate quale ufficiale di Governo in materia di anagrafe e stato civile; per cui gli stessi uffici saranno chiusi al pubblico nel pomeriggio di giovedì 15 settembre.

Di seguito, i testi della lettera aperta ai cittadini e della comunicazione al prefetto concordati in sede ANCI – Chiudono gli uffici anagrafe per protesta

Carissimi cittadini,
oggi dirò al Prefetto e al Ministro dell’Interno che questo Comune non è più in grado di dare i servizi ai cittadini. Chiuderò simbolicamente l’ufficio Anagrafe e stato civile. Si tratta di una forma di protesta molto forte, contestuale in tutti i Comuni italiani, alla quale siamo arrivati perché non siamo riusciti a far cambiare una manovra economica necessaria ma sbagliata nelle parti riguardano le istituzioni territoriali.

Non vogliamo peggiorare la qualità della vostra vita ma cercare di migliorare i servizi e le prestazioni in tutti i settori e di difendere i vostri diritti. Oggi non è più possibile perché si preferisce togliere ai Comuni invece di andare a vedere dove le risorse si sprecano realmente.
Ogni anno i Comuni hanno portato soldi alle casse dello stato per un totale di oltre 3 miliardi di euro. Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi.
Ho deciso di scrivervi per far conoscere a che punto siamo arrivati e perché ognuno di voi possa rendersi conto che la protesta che i Comuni e l’ANCI stanno facendo non è la protesta della “casta” ma di chi lavora seriamente per rendere i nostri Comuni ed il nostro Paese sempre più solidi, competitivi e vivibili. Se mi verrete a trovare vi aprirò le porte del vostro Comune.


Oggetto: riconsegna al Governo delle deleghe del Sindaco quale ufficiale del Governo ai sensi dell’articolo 54 del d.lgs.n.267/2000 – La presente per informarLa in via preventiva che nella giornata del 15 settembre p.v. le funzioni esercitate dal Sindaco in qualità di ufficiale del Governo, attraverso i relativi uffici del Comune, riguardanti in particolare la tenuta dei registri di stato civile e di popolazione potranno subire sospensioni temporanee nel corso della giornata lavorativa nell’erogazione dei relativi servizi, a causa dello svolgimento di un’iniziativa generale su tutto il territorio nazionale finalizzata a illustrare ai cittadini gli effetti negativi sui servizi erogati dal Comune conseguenti alle norme contenute nella manovra economico finanziaria approvata. Il personale impiegato in codesti servizi verrà, nel pieno rispetto della disciplina contrattuale, nel periodo di tempo considerato impiegato in altre attività.


Redazione Stato@riproduzione riservata



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Commenti


  • Bruno Maizzi (MC)

    Gent.mo Signor Sindaco del Comune di Foggia,

    con la presente, in nome e per conto di migliaia di Cittadini che rappresento nella Città di Foggia, nella mia qualità di presidente prov.le del Movimento Consumatori, non posso che lamentare il mio sdegno per l’incredibile comportamento vessatorio, da Lei assunto nei confronti dell’intera popolazione.

    In particolare, mi riferisco all’assurdo aumento della TARSU che è stato approvato “in sordina” dalla Giunta del 02.08.11. Assurdo, in quanto, il contribuente, oltre ad elargire una spesa per un servizio inesistente, si ritrova a pagare anche un aumento del 30% a fronte del… nulla!

    A mio modesto parere, tale sconsiderata azione, doveva essere affrontata, ponderata e decisa, non in modo monarchico, ma solo dopo aver ascoltato tutti gli organi che rappresentano la collettività e con opportuna delucidazione che ne giustificasse il motivo.

    Il sottoscritto, nella sua qualità, desidera opportune e necessarie pubbliche spiegazioni in merito, perché non ritiene affatto giusto che, i cittadini paghino le conseguenze di una cattiva gestione e/o di assurde decisioni e prese di posizioni nettamente dittatoriali e conseguenzialmente illecite!

    Non certo basta al Contribuente foggiano, sapere che l’Azienda AMICA è al collasso e/o che il Tribunale ha rigettato il “troppo tardi” richiesto fallimento.

    Il Contribuente deve sapere a fronte di cosa, si ritrova a pagare tale aumento. E’ opportuno che Lei, lo spieghi in modo estremamente chiaro.

    Il sottoscritto, analizzando l’intera questione Rifiuti del Comune di Foggia, desidera esternarLe una personale rendicondazione, dovuta ai fatti reali che, si sono succeduti dal 2010 ad oggi e per i quali i Cittadini tutti, attendono Suo necessario chiarimento: Il Servizio della Riscossione TARSU era affidato, come da cent’anni a questa parte, alla Società GE.MA. SpA di Foggia che, riceveva a fronte del Servizio, un utile netto del 3% del riscosso.

    Finito il suo mandato, si è ricorso ad opportuna Gara d’Appalto. In tale Gara, la Società Ge.MA. offriva i suoi servizi ad un costo aggiornato del 4% più I.V.A. sul riscosso, mentre la concorrente A.I.P.A. S.p.A. offriva stesso servizio al 7,69 più la relativa I.V.A., per un totale quindi del 9%. Qualsiasi buona Amm.ne avrebbe, senza indugio alcuno, a parità di servizio, preferito la già conclamata GE.MA poichè aldilà della realtà esistente da sempre sul territorio, garantiva il servizio ad un costo decisamente inferiore, che tradotto in cifre, con un carico iniziale di €.16.000.000,00 (totale ricavo Comunale TARSU senza aumento) moltiplicato il 4% (servizio riscossione GE.MA.), il Comune, avrebbe sostenuto una spesa per compenso, pari a €.640.000,00. Mentre con il servizio riscossione A.I.P.A. il Comune ne pagherà €.1.230.400,00. Quindi il doppio! Stranamente, non si sa come e non si sa il perché, le eccelse menti di Palazzo di Città, optavano per la Società più costosa.

    Ad oggi, benché trincerati dietro scuse a dir poco puerili e senza senso alcuno… e/o basate su presunti maggiori introiti che, la nuova Società avrebbe promesso di poter recuperare dai contribuenti morosi, tale Servizio per i Contribuenti foggiani è aumentato in misura doppia.

    Non solo…, il Decreto 1000 prologhe, prevedeva che, la Società che si era occupata sino ad allora del servizio, poteva continuare a farlo fino al 31.12.2011 al fine di non interrompere la serena riscossione. Il Comune di Foggia invece, ha immediatamente revocato il mandato alla GE.MA., non permettendo il regolare svolgimento del Servizio. Tale illecita e sconsiderata decisione, ha comportato una ulteriore vessazione per il Contribuente, poiché invece di onorare tale tributo nell’arco degli otto mesi, si ritrova ad oggi ad elargirlo in soli quattro. Tra l’altro, tale eretica azione ha determinato un mancato immediato flusso di danaro (il 70% del carico iniziale, pari a 11.200.000,00) che il Comune avrebbe potuto ricevere, sin da gennaio 2011, se la GE.MA. avesse goduto della più che lecita ed opportuna proroga.

    Orbene Ill.mo Sig. Sindaco, perché è avvenuto tutto questo? Perché si spende e si spande senza alcuna remora e buon senso, in danno del Cittadino/Contribuente foggiano? Vi è una logica spiegazione? E’ opportuno che Lei, “caro” Ill.mo Sindaco la fornisca immediatamente all’intera popolazione che rappresenta.

    Ritornando all’aumento del 30% deciso con la Delibera di Giunta del 2 agosto scorso, è lecita la retroattività? Lei Sindaco chiede l’aumento dell’anno 2011 deliberato in agosto dello stesso anno, non era lecito, come da D.L. n.507 del 15.11.93 chiederlo entro il 31 ottobre a fronte dell’anno 2012? E’ opportuno che alla presente, per Sua evidente scarsa contezza in merito, alleghi parte del Regolamento che regola il Servizio TARSU, il già citato D.L. n.507 del 15.11.93.

    Ed inoltre, può opportunamente relazionarci, sul come saranno utilizzati i proventi di tale aumento che, ammonteranno a circa €.5.000.000,00?

    Per i fatti suesposti e senza ricevere alcun motivato riscontro, Le comunico sin d’ora che, i Cittadini/Contribuenti foggiani che, io rappresento e che saranno difesi gratuitamente, in ogni ordine e grado dal Movimento Consumatori, non si asterranno assolutamente dal pagamento della Tassa, sebbene elargita per un servizio a dir poco inesistente, ma “non effettueranno il pagamento dell’illecito aumento”.

    Inoltre, per quelli in obiettive difficoltà economiche, sarà chiesta, sempre attraverso l’Associazione M.C. che rappresento, una ulteriore dilazione del pagamento dell’intera imposta, fino agli otto mesi, illo tempore previsti.

    Ossequiosi Saluti
    Dr. Bruno Maizzi Presidente Movimento Consumatori Capitanata

    “Si Allega, stralcio del D.L. n.507 del 15.11.93”
    Il comma 4 Art.59 cita: Se il servizio di raccolta, sebbene istituito ed attivato, non e’ svolto nella zona di residenza o di dimora nell’immobile a disposizione ovvero di esercizio dell’attivita’ dell’utente o e’ effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento di cui al comma 1, relative alle distanze e capacita’ dei contenitori ed alla frequenza della raccolta, da stabilire in modo che l’utente possa usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il tributo e’ dovuto nella misura ridotta di cui al secondo periodo del comma 2 (ossia la tassa e’ dovuta in misura non superiore al 40 per cento della tariffa).

    Art. 69. Deliberazioni di tariffa :
    1. Entro il 31 ottobre i comuni deliberano, in base alla classificazione ed ai criteri di graduazione contenuti nel regolamento, le tariffe per unita’ di superficie dei locali ed aree compresi nelle singole categorie o sottocategorie, da applicare nell’anno successivo. In caso di mancata deliberazione nel termine suddetto si intendono prorogate le tariffe approvate per l’anno in corso.

    2. Ai fini del controllo di legittimita’, la deliberazione deve indicare le ragioni dei rapporti stabiliti tra le tariffe, i dati consuntivi e previsionali relativi ai costi del servizio discriminati in base alla loro classificazione economica, nonche’ i dati e le circostanze che hanno determinato l’aumento per la copertura minima obbligatoria del costo ovvero gli aumenti di cui al comma 3.

    3. Nei casi di dissesto dichiarato, ai sensi dell’articolo 25 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 1989, n. 144, e dell’art. 21 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, ovvero di deliberazione adottata quale atto dovuto a seguito di rilievi di legittimita’ o in ottemperanza a decisione definitiva, e’ confermato il potere di apportare aumenti e diminuzioni tariffarie oltre il termine di cui al comma 1.

    4. Le deliberazioni tariffarie, divenute esecutive a norma di legge, sono trasmesse entro trenta giorni alla direzione centrale per la fiscalita’ locale del Ministero delle finanze, che formula eventuali rilievi di legittimita’ nel termine di sei mesi dalla ricezione del provvedimento. Si applica il disposto del secondo periodo del comma 3 dell’art. 68.

    Dr. Bruno MAIZZI
    Presidente Provinciale Movimento Consumatori – Via Tiberio Solis 89 – 71016 SAN SEVERO FG – Via Gorizia 52 – 71121 FOGGIA FG – telefax 0882.223774 – mobile 338.7979600

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