Cronaca

Roma, mercoledì si insedia Comitato Nazionale sicurezza alimentare. Fine sogni per Foggia?

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Foggia regina nella produzione di cerealicoltura, oltre 69 q annui (Ph: Stato)

Foggia – QUESTA VOLTA non ci dovrebbero più essere dubbi. L’Authority per la sicurezza alimentare si volatilizza da Foggia forse per non tornarci più. A dare una mazzata alle speranze daune, coltivate da lungo tempo, la notizia, circolata negli ambienti romani questa mattina e poi confermata dall’organo web di nicchia ilfattoalimentare.it: fra due giorni (mercoledì 15), si svolgerà a Roma, nelle stanze del Ministero della Salute, la prima riunione ufficiale del nuovo Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare istituito con decreto del 18.03.2011.

Una riunione operativa tout court. Sarà infatti eletto anche il presidente dell’assemblea. Il numero uno sarà scelto da un gruppo componente ormai totalmente diverso rispetto a quello precedente, in cui sono presenti anche elementi membri dell’Istituto Superiore di sanità. Passaggio ulteriore, dunque, che lascia intendere la serietà organizzativa del soggetto politico, nato per rimanere nelle stanze laziali, spegnendo la dicotomia nord – sud e, nella fattispecie, quella Parma – Foggia. Sebbene, comunque, resta il fatto che il Comitato resta una spanna al di sotto rispetto al progetto di Agenzia.

Dicotomia che, di fatto, ha in ogni caso bloccato l’attività della squadra precedente, guidata dall’ex presidente da Aldo Grasselli. Non è mai stato approvato il piano di lavoro, né nominato il comitato di indirizzo interministeriale che avrebbe coinvolto gli assessori regionali alla salute e all’agricoltura nella direzione strategica della futura agenzia, previsto dal decreto istitutivo. Il destino del precedente Comitato è stato per molti aspetti simile a quello dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare che doveva costituirsi a Foggia, cancellata con un colpo di mano nel settembre del 2008. Cancellazione che, dunque, resta più che mai confermata, pur rimanendo, l’Italia, il solo paese europeo a non essersi dotato della struttura.

Da noi, infatti, la sicurezza alimentare è spalmata su due ministeri, decine di organismi e di comitati privi di un coordinamento efficace.

n.marchitelli@statoquotidiano.it



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