Economia

Confindustria: -1.8 mln posti lavoro in 5 anni

Di:

(statoquotidiano - inch.rep.@)

(Rassegna.it) Ancora in calo l’occupazione che nel quarto trimestre del 2013 toccherà “un nuovo punto di minimo” dall’inizio della crisi, con un milione e 805 mila posti di lavoro (indicati come Ula, Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) in meno rispetto a fine 2007 (-7,2%). Lo indica il Centro Studi di Confindustria.

Secondo il Csc, la domanda di lavoro ritornerà a crescere “da primavera 2014″. L’anno prossimo, infatti, si chiuderà con 880 mila persone impiegate in meno rispetto a fine 2007 (-3,8%).

Dato il profilo atteso per la domanda di lavoro e per il ricorso alla Cig e ipotizzando che non tutti i cassaintegrati saranno riassorbiti, spiega Viale dell’Astronomia, il numero di persone occupate toccherà un minimo di 22 milioni 461mila unità nel quarto trimestre 2013. L’emergenza del mercato del lavoro fatica a rientrare spontaneamente, data la lentezza della ripresa”, percio’ sono “urgenti provvedimenti sia per innalzare la crescita sostenibile del Paese sia per aumentare l’occupabilita’ delle persone”.

Il tasso di disoccupazione e’ previsto in leggera frenata, al 12,1% nel 2013 e al 12,3% nel 2014 (dalle precedenti previsioni 12,2% e 12,6%), rimanendo “sostanzialmente fermo ai massimi gia’ raggiunti”.

Sempre negli scenari economici, poi, si prevede che nel 2014 l’occupazione smetterà di calare e anzi aumenterà lievemente (+0,1%, pari a 14 mila unità); in media d’anno, tuttavia, la variazione rimarrà di segno negativo, pari a -0,2% dopo il -1,6% nel 2013.

Un dato positivo riguarda invece le stime del Pil. Il prodotto interno lordo nel 2013 registra un -1,6% mentre nel 2014 e’ prevista una crescita dello 0,7%. Il centro studi rivede dunque al rialzo le stime di giugno che stimavano il pil al -1,9% nel 2013 e 0,5% nel 2014.

Un altro primato negativo, però, riguarda la pressione fiscale effettiva, che raggiunge il livello “record” nel 2013 del 53,5% e resterà sugli stessi livelli anche l’anno prossimo (53,2%). E anche i consumi delle famiglie retrocedono di ulteriori 2,8% nel 2013 e 0,1% nel 2014, cumulando cosi’ una flessione del 7,8% dal 2007.

Nel primo trimestre 2013 il gap nei consumi rispetto ai valori pre-crisi era del 7,1%. Complessivamente, la riduzione della spesa famigliare è stata meno intensa di quella del reddito disponibile reale, che nel primo quarto 2013 era inferiore del 10,5% rispetto al terzo 2007 -continua il Csc-. Tale divario è stato coperto agendo sulla propensione al risparmio, che è scesa al 9,3% dal 12,7%. Nel secondo trimestre del 2013 la flessione dei consumi dovrebbe essersi attenuata, dopo il -0,5% congiunturale del primo trimestre.

“E’ prioritario, nella prossima legge di stabilità, ridurre l’eccessivo carico fiscale che grava sul lavoro e sull’impresa agendo sul cuneo fiscale e contributivo”: è questa quindi la richiesta che arriva dal centro studi di Confindustria. “L’Italia è al “punto di svolta” ma nella strada della ripresa “persistono rischi”. “Cruciale è la stabilitaà politica per rinsaldare la fiducia di imprese e famiglia, è questa infine la richiesta degli industriali al mondo politico.



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi