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Riva Acciaio chiude 7 impianti, stop 1400 lavoratori

Di:

Ilva, lavoratori (st)

(ANSA) – MILANO, 12 SET – Riva Acciaio ha annunciato la cessazione da oggi di tutte le attività dell’azienda, esterne al perimetro gestionale dell’Ilva, e relative a sette stabilimenti in cui sono impiegati circa 1.400 persone. La decisione viene motivata con il sequestro preventivo penale del Gip di Taranto di beni e somme per 916 milioni di euro, riferito ad aziende collegate o controllate da Riva Fire, eseguito negli ultimi giorni dalla Guardia di finanza nei confronti di 13 società negli ultimi giorni.



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Commenti


  • Redazione

    Enipower rinuncia a Taranto, Lospinuso. “Una sconfitta per l’area jonica”

    Sulla rinuncia di Enipower a investire su Taranto, il consigliere regionale Pdl, Pietro Lospinuso, ha diffuso la seguente nota:
    “Era prevedibile ed è successo. Un investimento di 230 milioni di euro con una ricaduta per l’economia locale, stimata fino a 530 posti di lavoro per la realizzazione dell’impianto, svaniscono nel nulla, con buona pace di una comunità economicamente allo stremo. Nel totale disinteresse delle amministrazioni locali relativamente al progetto di ammodernamento e potenziamento della centrale di Taranto”.
    “Come se non bastassero – prosegue Lospinuso – le crisi industriali già in atto e quelle (vedi ILVA) alle quali alacremente si sta lavorando. In compenso conserveremo l’attuale tasso di inquinamento, che il nuovo progetto avrebbe fortemente ridotto, a dimostrazione di quanto siano sovente cieche le politiche del a tutto ed al contrario di tutto”.
    “Non si arresta quindi il cupio dissolvi che sta riducendo il nostro territorio ad un deserto di occasioni perdute, sulla pelle di un popolo cui si sta sottraendo non soltanto il futuro, ma anche quel poco di presente che ancora conserva – prosegue Lospinuso – una responsabilità gravissima che si sta assumendo una casta, non soltanto politica, che gode di lauti stipendi pubblici, a cui cosa volete che importi dei poveracci destinati alla miseria ed all’emigrazione”.
    “ Questa rinuncia – conclude il consigliere – rappresenta un monumento all’incapacità di chi dovrebbe servire il popolo e invece, si limita a servirsene. Ma anche una sconfitta del territorio e di chi vorrebbe continuare a viverci”./comunicato


  • Ok MORANDO SERGIO Crocefieschi Genova Malpotremo Lesegno Italia Argentina San Morando

    Riva chiude per ” inquinamento” ..si deve salvaguardare la propria salute e l’altrui salute di chi NON lavora nelle varie acciaierie del nord sud Italia ! L’acciaio italiano produce fumi e fa tonnellate di scarti inquinanti come in un rave party..suoni striduli lacerano le notti..inquinamento che danneggiano gli esseri viventi e la natura stessa ! Non si produce neppure un acciaio migliore in Italia..ma costa assai tanto pure produrlo.. che si punti sul turismo a Genova ad esempio si può costruire sopra un bel parco di divertimenti da fare concorrenza a quello francese c’è il clima mare..a Taranto idem per le altre medio piccole acciaierie si ritorni a fare i contadini rende di più e anche qui si rispetta la natura.
    Morando

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