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Tredicesima edizione de “Le Idee per Accadia”

La ‘lezione’ di Giuliano Volpe ai giovani dell’Università del Sud

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Foggia. “Ciò che hai ereditato dai padri riconquistalo se vuoi possederlo davvero”. C’è una citazione freudiana che riprende Goethe nel ‘manifesto futurista’ sui beni culturali che racconta la visione dinamica della valorizzazione del grande patrimonio culturale italiano teorizzata dal presidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, Giuliano Volpe. La sua applauditissima lectio magistralis è stata uno dei tanti spunti interessanti della tredicesima edizione della manifestazione “Le Idee per Accadia”, ideata e promossa dagli scienziati Marco e Franco Salvatore, in collaborazione con il Comune di Accadia, lo splendido borgo medievale pugliese del Suappennino dauno incastonato tra Campania, Basilicata e Molise, e con “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio di istituzioni scientifiche, accademiche e culturali che unisce alcune delle migliori eccellenze del Mezzogiorno.

“Ogni area archeologica ed ogni museo – ha spiegato Volpe – dovrebbero sempre rappresentare un luogo vitale, inclusivo, capace di suscitare curiosità, piacere, emozioni. Dovrebbero essere in grado di proporre un racconto, stimolare domande diversificate da parte di ogni categoria di visitatore e suggerire possibili risposte e garantire anche luoghi di ristoro e di pausa adeguati al progetto culturale e comunicativo, perché, ad esempio, anche la qualità del cibo è parte di un progetto culturale di qualità”.

E allora la ‘lezione’ di Volpe è stata anche una carrellata di moderni esempi positivi di valorizzazione attiva e partecipativa del patrimonio culturale italiano, soprattutto con le suggestioni dello storytelling. Dall’archeodromo di Poggibonsi alla Fondazione Apulia Felix, dal Parco Marino della Gaiola al progetto di ristorazione biologica di Amico Bio all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere.

Dopo la lezione di Volpe al centro del dibattito aperto dagli interventi del segretario della Commissione Riforme Istituzionali della Regione Puglia, Sabino Zinni, del Sindaco di Accadia, Pasquale Murgante e dal presidente del Ceinge, Franco Salvatore, ci sono state le nuove opportunità offerte ai giovani delle regioni del Mezzogiorno dal programma di incentivi “Cultura Crea” varato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, con l’obiettivo di sviluppare nuove iniziative imprenditoriali nel settore dell’industria culturale-turistica e di sostenere le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Un confronto di idee che ha visto da un lato le proposte di una folta rappresentanza dei Rettori delle Università del Mezzogiorno guidate dal vicepresidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Lucio d’Alessandro e dall’altro alcuni progetti esemplari dei giovani eccellenti delle Università meridionali, come la storyteller Adriana Ruggiano, specializzatasi in Exhibition Design all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ed ora autrice di un progetto multimediale su emigrazione e radici culturali e le ricercatrici del Ceinge, Rossella Tomaiuolo, Valeria D’Argenio e Federica Cariati, vincitrici di numerosi premi, anche internazionali, con una start up che ha inventato un innovativo kit per l’analisi della fertilità di coppia.

La Borsa “Domenico, Gaetano e Giuliana Salvatore” per il Lavoro e la Formazione dei giovani del territorio

Anche quest’anno al termine della manifestazione “Le Idee per Accadia” c’è stata la consegna della Borsa Studio e Lavoro “Domenico, Gaetano e Giuliana Salvatore”, ideata da Marco e Franco Salvatore e rivolta ai giovani del Comune di Accadia per favorire la possibilità di seguire percorsi di alta formazione universitaria o professionale. A beneficiare dell’assegno della Fondazione Salvatore quest’anno è stato il 18enne Francesco Favale, neomaturato con lode al Liceo Scientifico “Guglielmo Marconi” di Accadia. Impiegherà il supporto finanziario della “Borsa Salvatore” per emigrare a Bologna a studiare ingegneria chimica. “La speranza è quella di tornare nella mia terra per investire qui la formazione ricevuta – ha spiegato Francesco – ma serve che le istituzioni creino i presupposti affinché i giovani siano incentivati ad aprire nuove aziende anche nelle zone dell’entroterra meridionale”. Il bando Cultura Crea sarà uno dei primi incentivi in tal senso. Già dal 15 Settembre si potranno presentare i primi progetti (info su ww.invitalia.it).



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