Manfredonia
Lettera di una professoressa di latino e greco

Manfredonia, docente Classico “Studenti in un clima di estrema incertezza”

"Sui volti degli studenti delle prime classi in particolare, si leggeva comprensibilmente timore, disorientamento per la situazione incresciosa"

Di:

Manfredonia. IN seguito alla pubblicazione di un post su facebook, rilasciato da una ex liceale (vedi in basso il testo integrale e l’autore), la signora Mattia Zerulo, docente di latino e greco al Liceo Classico “Aldo Moro” di Manfredonia, ha inviato una lettera di risposta.

”Francamente, con tutto il rispetto, mi sembra che il suo sia un commento piuttosto, diciamo così, romantico, e mi perdoni, retorico e fuori dalla realtà. E inoltre non centra la questione.

Condivido del tutto la verità che la buona scuola è fatta di buoni insegnanti, non di mura. E aggiungerei “soprattutto, innanzitutto, ma non solo”, dal momento che da tempo si è compreso che è necessario anche altro oggi perché la scuola possa diventare ed essere “buona”, come anche, mi pare, predica ampiamente la legge de “La buona scuola”.

Gli studenti del Classico Moro, sabato 10 settembre, primo giorno di scuola per l’istituto Galilei, in un clima di estrema agitazione e incertezza, sono stati accolti nell’auditorium della sede dello Scientifico, peraltro allagato e con le sedie umide, per ricevere comunicazioni urgenti dal Dirigente in merito allo status della situazione trasferimento. Fino a quel momento infatti non era pervenuta a riguardo alcuna comunicazione ufficiale. Il trasloco era ed è ancora in atto nella sede di Viale Miramare, un trasloco cominciato appena qualche giorno fa mentre erano in corso gli esami di recupero. Il Dirigente comunica che non è possibile per il momento fare scuola, perché nelle aule ci sono gli operai impegnati in lavori di risanamento. Vengono quindi condotti in palestra su indicazione del Dirigente, insieme ai loro docenti e ai genitori delle prime classi, perché non ci sono aule che possano accoglierli, e per lasciare che nell’auditorium le prime dello Scientifico possano procedere con le programmate attività di accoglienza. Anche il Classico aveva preparato come ogni anno un suo programma di accoglienza, ma salta per evidenti ragioni.

Sui volti degli studenti delle prime classi in particolare, si leggeva comprensibilmente timore, disorientamento per la situazione incresciosa, nonché sconforto, delusione per essersi visti privati del sogno del loro primo giorno di scuola alle superiori. Per far loro coraggio e per darlo anche a me, ho detto loro, anzi ho urlato, perché mi sentissero nell’ inevitabile chiasso: “Di certo ragazzi avevate immaginato di iniziare il vostro nuovo percorso formativo in un’altra struttura, vi eravate già figurati in quelle aule, seduti a quei banchi conosciuti nelle giornate di orientamento, ma ciò che conta, e lo capirete ben presto, non è il contenitore, sebbene abbia la sua importanza e debba essere adeguato alle necessità didattiche; in realtà uno spazio vale l’altro, ciò che conta non è il contenente, ma il contenuto, il Liceo Classico siamo noi, ovunque andiamo! (Applausi e sorrisi felici sui loro volti). Pertanto, nonostante il caos di questi giorni e il dispiacere di aver perso la nostra vecchia sede, tutti insieme faremo in modo che anche quest’anno sia per tutti un buon anno scolastico.”

Ecco, questa la doverosa parenesis di accoglienza, necessaria soprattutto in quella particolare situazione, per tranquillizzare i ragazzi, entrare in empatia con loro, dare animo e sostenere i nostri cadetti.

Ma di sicuro non possiamo dir loro, se non per scherzo, che le lezioni quest’anno le terremo all’aperto o sotto i portici alla maniera di Aristotele! Magari! Né credo che oggi i genitori manderebbero i propri figli a far lezione en plain air, sulla strada. Certo è stupendo far lezione all’aperto, piace tanto a noi e agli studenti! E lo si fa, durante le uscite didattiche, i viaggi d’istruzione, per alcune altre attività didattiche, o anche fuori nel porticato, ma previa autorizzazione del Dirigente, e con precise e documentate motivazioni.

D’altra parte fortunatamente di progressi dalla scuola ateniese di Aristotele ad oggi ce ne sono stati. Un plesso (o un altro), questo credo volesse intendere, “non è fondamentale per la buona prosecuzione degli studi”: certo che no, ma deve esserci, e possibilmente decoroso, sicuro, attrezzato opportunamente ed adeguato ai bisogni di chi ci lavora. E il Classico il suo l’aveva. Le polemiche sollevate non riguardano dove o non dove far lezione, ossia in quale altro plesso debba essere trasferito, ma le ragioni innanzitutto di tale trasferimento, (perché è davvero assai poco comprensibile e privo di ogni logica che per far posto a 3 classi dell’alberghiero e un laboratorio, si facciano traslocare 10 classi con diversi e attrezzati laboratori, aule video e multimediali, una ricchissima biblioteca e tutto quanto è custodito in una scuola, insieme anche a tutta la storia che queste mura custodiscono da anni). E se proprio questo trasferimento si rendeva necessario, che si fosse riflettuto e magari ci si fosse confrontati per trovare la soluzione più adatta, un’alternativa (ma la decisione era stata già presa ‘in absentia’ della parte in causa e non è mai stata messa in discussione), o che almeno, dopo la necessaria e corretta verifica delle condizioni di adeguatezza della sede dello Scientifico ad accogliere non solo le 10 classi (classi che ad oggi non sono ancora agibili) ma anche la sua costosa dotazione didattica di cui sopra, si fosse proceduto per tempo ai lavori di risanamento, non ad inizio d’anno scolastico.

Credo che queste non siano inutili polemiche.

Le foto scattate sabato delle condizioni degli spazi assegnati al Classico parlano da sole.

Piuttosto ci si augura che almeno ora ci si attivi perché il Polo liceale trovi una sistemazione più adeguata, sicura e conforme ai suoi aumentati bisogni, anche in prospettiva di una sua auspicata espansione.

Cordiali saluti.

Prof.ssa Mattia Zerulo

TESTO EX ALUNNA. ””Cari alunni del liceo classico, mi meraviglio di voi e dei vostri insegnanti per queste inutili polemiche innescate su quanto sia fondamentale un plesso per la buona prosecuzione degli studi. Un istituto è fatto di mura, mentre la buona scuola la fanno i buoni insegnanti. Non a caso uno dei più importanti filosofi, Aristotele, soleva tenere le sue lezioni e discussioni passeggiando all’aperto nel viale del liceo di Atene e la sua scuola, detta peripatetica, fu tra le più importanti in Grecia”. (Maria Teresa Valente, ex alunna del Liceo Classico A. Moro).

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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Commenti


  • pietro

    Cara studentessa, ma Lei non fa parte dello staff del Sindaco?
    Se cosi è, abbia almeno la compiacenza di dire che scrive a nome dell’ amministrazione. Viva la libertà di pensiero!!!!!!


  • pietro

    Preciso: ex studentessa


  • Sipontina

    Maria Teresa Valente, ovvero a capo dello staff comunicazione del Sindaco. Un parere equilibrato e imparziale. Credete che gli alunni e soprattuto gli ex alunni del classico siano i vostri consiglieri comunali che credono alle storielle che gli propinate? La gente è stufa delle vostre azioni e soprattutto della mancanza di rispetto per la cultura e l’intelligenza altrui. Hai dimenticato che chi viene dal classico ha un CERVELLO e lo fa funzionare.


  • Luisa

    Buongiorno…sono la mamma di un’alunna di prima…mia figlia doveva iniziare l’anno completamente in modo diverso.Sono indignata e dispiaciuta perché ancora una volta subiamo l’ingiustizia da parte di organi maggiori chiunque esso sia.Condivido in pieno tutto ciò che ha scritto la professoressa Zerulo e vi assicuro che trovarsi davanti aule in stato pietoso e acqua che cade dai tetti non è un bello spettacolo anche per noi mamme in quanto noi dobbiamo essere sicure che i nostri figli li lasciamo in ambienti non fatiscenti. Grazie…


  • Zuzzurellone Sipontino

    Vediamo i lati positivi, per l’attuale sviluppo urbanistico della nostra citta, lo scientifico è sicuramente baricentrico. I sacrifici di alzarsi la mattina per seguire le lezioni saranno più equi, per alunni e docenti.


  • Giorgia

    LA SCUOLA ITALIANA E’ ALLO SFASCIO TOTALE!


  • La figlia del fotografo

    È colpa del Sindaco!!!!!! #Perdire


  • studente libero

    Non saremo mai come ci volete.


  • Matt Matto

    Non capisco,perchè si dia così peso a questa notizia.La gente si trasferisce all’estero con intere famiglie per gravi problemi di lavoro e qui parliamo di un trasloco ambito cittadino…non vedo il problema sinceramente…ma veramente fate professori e alunni??O forse i professori dimenticano che potrebbero essere trasferiti anche in un altra città?Forse poi li se ne accorgerebbero,cosa significa davvero “traslocare”…


  • La Repubblica delle banane

    Testè il Tg3 Regionale Rai ha citato la protesta di Manfredonia e lo scompiglio degli insegnanti, non si capisce più niente!!

  • Non capisco tutta questa tragedia,svegliatevi un po’prima per raggiungere la scuola come fanno tutti!!!! Se le aule sono fatiscenti dovevate accettare quando vi hanno proposto di andare al plesso nuovo dove c’è l ‘industriale di cosa vi lamentate ora??


  • Luisa

    Il gg che ogni persona che ha commentato contro questo articolo manderà i propri figli li dentro….allora ne riparliamo……il problema non è lo spostamento….va bene…ma in una struttura sana…..e poi togliere l istituto a noi 10 classi….per metterci dentro 3 e dico 3 classi dell alberghiero…..voglio capire il senso!


  • La verità

    La signora Luisa si vuole accattivare la Zerulo scommetto che è l’insegnante di suo figlio. Prof.ssa Zerulo abita per caso presso la sede del classico zona monticchio per intenderci?


  • Luisa

    Cosa non hai capito che glie lo rispiego….ripeto per l ennesima volta che io non ho nessun problema se il liceo classico si sposta…..sono auto munita e posso e voglio accompagnare mia figlia ovunque….ok? Ti dirò anche che io non ho ancora conosciuto le insegnanti di mia figlia perché nel caos totale nn c è stato modo….non so chi sia il prof di greco….o chi sia inglese e fino a stamattina nn sapevo nemmeno la sezione di mia figlia questo sempre perché non si capisce niente…..poi io chiedo solo un istituto a norma…..scusa se chiedo tanto sign.Verità!!!! E ti aggiungo che l altro mio figlio l anno prossimo vuole andare all artistico….si trova a fg….io ce lo mando lo stesso….gli è chiaro ora???????????


  • antonella

    E’ inutile dirlo, sappiamo tutti chi ha voluto fortemente istituire una succursale di classi dell’alberghiero qui a manfredonia, ora addirittura si sfrattano dieci classi per far posto a 3classi della succursale del alberghiero di san giovanni, giusto per dar spazio ad un idea personale di qualcuno che ormai fa solo cio’ che vuole, ecco la verita’svelata, io, io, io, io, io, io, io, io voglio, fortemente, e solo io!!!


  • Mattia Zerulo

    No, mi dispiace deluderla, abito in zona Stazione campagna, assai più vicino alla sede dello Scientifico. Ciò che ho sostenuto non mirava a difendere meschini interessi personali, ma a denunciare piuttosto la meschinità di questa realtà, per senso di dignità e onestà intellettuale. Qualità oggi poco condivise o del tutto sconosciute. Omnia munda mundis… e il contrario.


  • diomede

    anche oggi i ragazzi del liceo classico non hanno fatto scuola. Che aspetta la procura della Repubblica ad avviare un’indagine? (se non l’ha già fatto).


  • Maria Teresa Valente

    A prescindere dal lavoro che svolgo, per indole e probabilmente anche per formazione scolastica (filosofia docet), io sono abituata a ragionare con la mia testa e ad esprimere liberamente le mie opinioni.

    Premettendo che al Comune non mi occupo affatto di comunicazione, se avessi voluto parlare a nome dell’Amministrazione non mi sarei certamente firmata ‘ex alunna del Liceo Classico’.

    Ovvio che il mio esempio sulla scuola peripatetica era riferito al cambio di plesso di per sé e non ad eventuali disagi riscontrabili in altri istituti.

    Il cambiamento non è mai semplice. In fondo nemmeno per i miei predecessori al Classico fu facile ‘appropriarsi’ dell’ex Nautico ed anche allora ci furono lotte e proteste, come mi ha raccontato qualche settimana fa una mia prof. ormai in pensione (che tra l’altro all’epoca si battè in prima linea e che nonostante ciò oggi non ci vede nulla di illogico nel trasferimento). Quindi, come direbbe Tommaso Campanella: niente di nuovo sotto il sole.

    Piuttosto, come il Classico ha potuto trovare i suoi spazi ed evolversi nel tempo, può darsi che anche per l’alberghiero possa essere questa un’occasione di affermazione e crescita nella nostra città.

    Agli alunni odierni del Classico auguro di poter risolvere al più presto le problematiche lamentate legate e ribadisco il mio pensiero che al di là delle mura contano gli insegnanti.

    Un’ex alunna del Classico…all’epoca in cui non avevamo la biblioteca, non avevamo i ‘diversi ed attrezzati laboratori’, il corridoio sembrava tremare se lo attraversavamo un pò più in fretta, si faceva spessissimo educazione fisica chiacchierando in classe, eppure eravamo 15 classi con tanta voglia di apprendere e di crescere e con insegnanti fantastici che ci hanno lasciato un’impronta indelebile.

    Maria Teresa Valente


  • La grande abbufata

    La sede naturale di un Istituto Alberghiero è presso un Hotel o una struttura dotata di cucine/sale, tutto il resto è noia.


  • La verità

    Comunque vorrei dire a tutti i docenti ribelli, che comunque sia le classi allo scientifico verranno completate, messe a norma se non lo sono e addobbate con mazzi di fiori, con tutti i certificati di agibilità, prevenzione incendi eccetera eccetera, quindi fate pure ricorso al tar al Presidente della Repubblica ma nel frattempo non avrete più scuse ma solo speso soldi di avvocato.


  • Andreagenitore

    La cosa che lascia sgomenti non sono le ragioni di questo accorpamento (per quanto appaiano stupide ai miei occhi) ma la tardività di queste operazioni di trasferimento.
    Chi è il responsabile?
    Perché nessuno ha avvisato i genitori per tempo?
    Signor preside cosa è accaduto? Perché non si è degnato di una comunicazione?
    Si potrebbe configurare il reato di interruzione di pubblico servizio?


  • Maria Teresa Valente ti sbagli di grosso!

    “Quello che contano sono gli insegnanti…”

    E già! Certo…
    Se la struttura del plesso scolastico, dove dovrebbero insegnare i docenti, è già sovraccaricata di suo e ci aggiungi altro peso che ne compromette (rà) la sicurezza, se le aule non sono sufficienti per tutti e tutto, se i ragazzi che vi vengono trasferiti, ad oggi, si ritrovano a non poter entrare in aule non ancora arredate, non tinteggiate, non ristrutturate, non sanificate, né bonificate e a dover rinviare l’avvio delle lezioni di 10-15 gg, a meno di non accettare “l’invito” ad entrare nelle aule a loro destinate nel pessimo stato in cui sono adesso… beh, “giustamente”, all’ex alunna Maria Teresa non gliene può fregar di meno.
    Tanto lei è ormai così abituata (e vicina) ad una politica incapace di programmare la propria azione, ad una politica che sa solo improvvisare e improvvisarsi, che non trova meglio da fare che criticare la giusta e doverosa protesta dei docenti e degli alunni del Liceo Classico.
    Figuriamoci se fosse riuscita a trovare anche lo stesso tempo per spendere due paroline sul deprecabile e censurabile atteggiamento della “politica” manfredoniana, quella che di farsi interprete delle sacrosante rimostranze e preoccupazioni espresse dai genitori e dagli alunni del Classico, NON NE HA VOLUTO SAPERE.
    Ce ne ricorderemo alle prossime elezioni…
    Duecento famiglie di altrettanti studenti se ne ricorderanno, statene sicuri!


  • Perplesso

    Non sapevo che la responsabile o segretaria o chi cavolo è lei dell’ufficio del sindaco fosse contro il progresso, l’evoluzione e l’innovazione della Società (a quindi anche della Scuola).
    Stando a quello che ho letto, dunque, a sentir questa tale Maria Teresa Valente, in estrema sintesi, se, per esempio, i terremotati di Amatrici si dovessero lamentare perchè sono costretti a vivere temporaneamente in tende o strutture simile, NON DOVREBBERO ESSERE ASCOLTATI E PER DI PIU’ NON SE NE DOVREBBERO PROPRIO DOLERE, perchè se gli uomini “primitivi” vivevano tranquillamente nelle grotte, allora possono farlo anche loro…
    Ma può una che lavora con un sindaco arrivare a formulare questo tipo di argomentazioni?!?!?
    E poi ci stupiamo se a Manfredonia non facciamo progressi?!
    Ma se i nostri amministratori hanno accanto a loro persone, come questa Maria Teresa, che addirittura ritengono che non dovremmo adoperarci per salvaguardare il nostro status quo o per cercare di migliorarlo, ma accontentarci di ciò che abbiamo anche se dovesse diventare molto meno di ciò che siamo riusciti ad ottenere finora con impegno e sacrificio, COME FARA’ QUESTA CITTA’ A PROGREDIRE REALMENTE?!?!
    Roba da pazzi… Mi sono cascate le braccia…

    SPERO CHE FINISCA PRESTO IL MANDATO DI QUESTO SINDACO e che questa Maria Teresa Valente si trovi presto disoccupata, TANTO SE IN ITALIA RIESCONO A SOPRAVVIVERE 8-9 milioni di disoccupati, potrà farlo anche lei!!! Si adattera’ anche lei alla nuova condizione, così come ha chiesto di fare agli alunni del Liceo Classico.


  • Virginia

    In un paese normale, le aule dello scientifico dovevano essere pronte, pulite e idonee per tutti gli studenti. Ho visto ambienti sporchi, operai al lavoro, infiltrazioni, confusione.
    In un paese normale qualcuno lo avrebbero mandato a cercarsi un altro lavoro.


  • alunna

    Vorrei rispondere a tutti i genitori preoccupati per i loro figli: fare il primo giorno di scuola in queste condizioni momentanee , sopratutto per le classi prime, non e’ la migliore delle cose. Ma e’ capitato, si poteva evitare, ma e’ capitato, inutile farne un dramma, la cosa sta diventando patetica. Che colpa ne ha il liceo? Vi dovete lamentare? Lamentatevi con le persone giuste. Avrete non una, ben due palestre grandi quanto il classico. Avrete le nostre classi appena ristrutturate. Avrete dei bagni nuovi, finestre nuove, che non sono cose da poco. Se qualche ex alunno venisse nel liceo adesso direbbe che e’ un altra scuola, perché’ lo e’. Non c’e’ una scritta su un muro, i bagni hanno le porte, lo spogliatoio femminile adesso e’ uno spogliatoio femminile, non esistono buchi nelle porte o nei muri, abbiamo una biblioteca pronta ad accogliere tutto il vostro materiale, e io stessa, come molti miei compagni vi aiuteremmo a sistemare nel caso vi servisse una mano. Ci sarebbero tante di quelle cosa da fare insieme , tanti di quei progetti, solo con un po’ di collaborazione tra licei. Si suppone che chi vada al liceo abbia una mente piu’ aperta o sbaglio? Vi state lamentando di una sedia umida? Io non ci credo, la sicurezza la state usando solo come scusa (che alla fine magari puo’ darsi che sia vero che il liceo sia una struttura fatiscente e che potrebbe crollare da un momento all’altro, non lo metto in dubbio) ma alla base di questi scioperi non c’e’ la sicurezza, c’e’ qualcos’altro: una specie di faida tra classico e scientifico che e’ sempre esistita, un qualche professore che trova scomodo prendere la macchina per venire al liceo (e diciamo la verita’ , i vostri alunni ci hanno detto cosi’), oppure dite che ci tenete alla struttura e al posto in cui essa vi e’ collocata. Informate bene i vostri alunni, non mandateli per strada a far firmare petizioni che poi se chiediamo il motivo ci rispondono “Ci devono mettere nei laboratori”. Voi dovreste dare il buon esempio, dovreste dire ai vostri ragazzi che la situazione e’ momentanea, che non durera’ per sempre, ma cosa fate? Pubblicate foto su facebook, su questo sito, addirittura il tg3. (??)
    Come studente mi sento in obbligo di chiedervi scusa per il disagio che si e’ creato, faremo il possibile, e se vi servira’ un mano ve la daremo, sta a voi accettarla. Ma noi.. noi non abbiamo bisogno di altro fango, aiutiamoci a vicenda, cerchiamo una soluzione. Scuola che va a pezzi? Portateci le prove, scioperiamo con voi. La salute non e’ solo la vostra, ma e’ anche la nostra. Possiamo aiutarci. Non fate gli orgogliosi.


  • Manfredolandia

    Ogni popolo si merita i suoi governanti,
    ogni popolo si merita le sue scuole,
    ogni popolo si merita i suoi mostri,
    ogni popolo si merità la sua sanità
    debbo continuare……..?


  • svolta

    Virginia, chi il preside o il sindaco, o entrambi. Assurdo che nessuno abbia avvisato l’utenza in tempi convenevoli e magari noti agli addetti. Qui si è gocato d’astuzia: politica, amministrativa/scolastica.
    Per timore di ritorsioni dell’utenza si è sottaciuta la manovra.


  • pietro

    Cara ex studentessa, mi auguro che un giorno i suoi figli e quelli dei protagonisti di questa vergognosa vicenda, vivano ciò che centinaia di ragazzi-studenti stanno ” vivendo” in questo momento. Situazione da terzo mondo. Ragazzi che bivaccano nell’ atrio di una scuola e paragonabili a quelli che ogni giorno sbarcano sulle ns coste. Eppure il diritto allo studio dovrebbe prevalere su quelli personali.
    Invito la redazione a pubblicare le foto inviate da “Luisa”. Grazie (abbiamo già pubblicato nei giorni precedenti, grazie,ndr)


  • indignato

    Signora Maria Teresa Valente si sta arrampicando agli specchi!!!
    Per chi parla di chi si trasferisce all’estero vorrei sapere se è proprio cosi o usa qualche sostanza vietata

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