Manfredonia
"Quante barche conferivano? Anche nessuna. Zero. Il massimo? 10-12 al giorno"

Manfredonia, Carbone “Chiusura Mercato ittico? A quelle condizioni…”

"Un'Amministrazione comunale non deve guadagnarci dalla gestione di una struttura, ma neanche rimetterci sistematicamente"

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Manfredonia, 12.09.2017. ”Abbiamo rinunciato responsabilmente alla gestione del Mercato. Del resto, è stato ritenuto impossibile gestire una struttura come questa, con un numero così esiguo di barche che andavano a conferire. Una scelta giusta: l’Ase è una partecipata in house del Comune: un’Amministrazione comunale non deve guadagnarci dalla gestione di una struttura, ma neanche rimetterci”. Così a StatoQuotidiano l’Amministratore unico dell’ASE SpA, Adriano Carbone.

Sul tema era intervenuto ieri, settembre, il sindaco di Manfredonia: ”Sono tornate ad approdare in porto con il loro carico di pesci le imbarcazioni sipontine dopo la ‘quarantena‘ di fermo biologico. Ancora ‘fermo’, invece, il mercato ittico per il quale dopo la conclusione della conduzione ASE si sta studiando una nuova soluzione che possa coniugare le esigenze dei pescatori con le spese di gestione“. “Sono 250 i pescherecci della marineria sipontina, la seconda in Italia, ma solo una quindicina conferivano il pescato al mercato ittico, producendo quindi delle perdite a discapito della collettività. Stiamo quindi ora valutando nuove ipotesi, come la gestione diretta del mercato da parte degli stessi operatori del settore”.

Sulla questione sta lavorando assieme al primo cittadino l’assessore alle Attività produttive del Comune di Manfredonia, Dorella Zammarano, che ha detto: “Sono in continuo contatto con la categoria dei pescatori per trovare insieme una soluzione. Di sicuro non è possibile mantenere una struttura del genere aperta solo per poche imbarcazioni. Vedremo di trovare al più presto una via d’uscita che possa aiutare uno dei settori trainanti della città”.

“Quante barche conferivano? Anche nessuna. Zero. Il massimo? 10-12 al giorno”

Si sta cercando una soluzione alternativa – aggiunge a StatoQuotidiano l’A.u. dell’Ase Carbone -, spero che la si smetta di raccontare frottole: ma quale fallimento del mercato, si tratta solo di una rinuncia della gestione, dopo valutazioni responsabili. Quante barche conferivano? Anche nessuna. Zero. Il massimo? 10-12 al giorno. Le perdite hanno determinato la scelta”.

Da evidenziare come la gestione del mercato ittico, da parte dell’Ase, si è interrotta il 3 agosto 2017 (era partita in via provvisoria il 23.04.2015,ndr). ” Ripeto: a queste condizioni, l’ASE non è più disponibile”, ha concluso Adriano Carbone dell’Ase.

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Le perdite

Così si era espresso il sindaco durante la seduta di Consiglio comunale del 26.06.2017, in merito alla gestione del mercato ittico “L’ASE, nel merito, fa operazioni di partite di giro (pescatori – commercianti, con trattenute pari al 6%). La Corte dei conti ha valutato anche questo. E’ vero, sono stati prodotti incassi per 1.882.000 euro (totale: 2.014.808,32 circa), con ricavi complessivi per 1.897.156,35 euro. Una perdita netto di 135mila euro. Il vero problema è che a conferire il pesce nel mercato sono soltanto 8 barche. Il mercato ittico serve ai pescatori solo per fissare il prezzo, per poi vendere il prodotto. Dal mio punto di vista, in questo modo non serve. Con 8 imbarcazioni che conferiscono il pescato, il mercato non serve, poichè produce una perdita che non ci possiamo permettere”.

FOCUS MERCATO ITTICO – STATOQUOTIDIANO.IT (ALCUNI PRECEDENTI ARTICOLI – PASSATA GESTIONE)
Stoppiello: la verità sulla gestione del mercato ittico

Fallimento Cogemim, decesso convenuto: udienza citazione slitta al 2016 – 17.12.2015

REDAZIONE STATOQUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA

Manfredonia, Carbone “Chiusura Mercato ittico? A quelle condizioni…” ultima modifica: 2017-09-12T19:48:00+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Pescatore xxl

    Tutto vero?Comunque la cosa che non si è detta e quella che con l avvento di Ase le barche sono diminuite anzi fuggite.Abbiate il coraggio di spiegare il perché. Prima conferivano circa una trentina poi con la gestione Ase la decadenza, verificabile dai numeri mensili dei fatturati.


  • Giovanni

    Il pescatore non trae alcun vantaggio dal conferimento, anzi ci rimette. Se vai al mercato perdi: tempo, denaro e gli astatori ti chiedono pure il polpo o la seppia come sberleffo finale.
    È così che una struttura completamente inutile, dove anche i servizi di base vengono scolti male accumula perdite. Volevo sottolineare che se non ricordo male c’era un procedimento im corso circa il vecchio consorzio: come farà l’assessore a placare le pretese dei creditori della vecchia struttura? Ammetto che Forse mi son perso qualche passaggio, ma vorrei sapere chi e cosa dovrà fare nella nuova realtà.


  • cittadino

    Ma sarò Cinese, se il problema è il mancato conferimento del pescato al porto, tra l’altro illegitimo, perché non si adottano tutte quelle misure, azioni per impedire che questo avvenga. So di barche che scaricano in altri porti, senza controllo alcuno. Come avviene questo commercio su può pensare anche ad altri “commerci” che sfuggono ai controlli.
    A cosa serve l’ingresso carraio ai porti quando gli stessi sono aperti giorno e notte ? Evoglia con le auto a caricare pesce dalle barche e scaricare immondizia a tutte le ore !
    Una situazione che fa ridere i polli.


  • Il porto turistico senza barche e il mercato ittico senza pesci.

    Giovanni,adesso il mercato non c’è più è chiuso quindi stai dicendo che è un bene per i pescatori, dire che non c’è nessun beneficio economico onestamente so che non è vero ,per ragionare così due son le cose o non sei pescatore o non hai capito un tubo.


  • Conte

    Il mercato ha chiuso i battenti per scelta scellerata politica.
    Nessun direttore, nessuna banca all’interno garante, il mercato dove dal 2007 non si conferiscono i bianchetti per le regole restringenti della comunità europea.
    Di cosa ci lamentiamo?
    Adesso se la prendono con gli astatori.
    Ci sono Franchi tiratori.
    Il sindaco si dovrebbe dimettere.
    Fare domanda come parcheggiatore abusivo.
    E con lui tutti i suoi collaboratori.
    E non date la colpa alle Cooper.
    Verrgogna.


  • franco

    il clima mutato per innalzamento della temperatura dell’acqua di mare ha portato ad un impoverimento delle specie ittiche più diffuse nel golfo di manfredonia
    lo sgombro, le sarde, le aguglie.
    Il pesce azzurro.
    A scapito della pesca non più sostenibile ci si sono messi carovane di ginecologi dei fondali marini, comparando il golfo di manfredonia con quello di altre località marittime italiane i cui fondali sono molto più profondi.
    La comiunita’ europea poi ci ha dato l’accetta spezzando le residue speranze dellla piccola pesca, l’abolizione del bianchetto, e del rossetto.
    Non è colpa del sindaco, quelle 10 barche che conferiscono il prodotto al mercato potrebbero essere 20 30 solo se ci fossero commercianti di pesce veri.
    A manfredonia non so quanti si possano definire tali.
    Poi mi spiegate se porto il pesce al mercato devo pagare diritti di mercato anche se il pescato è misero?
    Si paga in base al fatturato.
    di concerto con gli armatori.
    Una banca a garanzia, sfoltire il personale
    le coop. paghino affitto e luce.
    da mercato ittico ora è diventato una rimessa notturna.
    La Calabria fa meno paura.
    Ase ha lasciato senza prima indire un incontro con la categoria.
    E’ facile troppo facile alzarsi la mattina e scoprire che stampanti fotocopiatrici etichettatrici sono state portate via.
    Bianchetto, rossetto, riduzione di personale allo stretto necessario, realizzazione di magazzini per i commercianti e i dettaglianti di modo che paghino un affitto mensile.
    e le attività si svoglino all’interno della struttura.
    I baresi venivano a comprare di notte al vecchio mercato e cio che rimaneva da astare faceva prezzo ora il mercato ittico non.
    Bisogna rabboccarsi le maniche.
    Il mulino deve girare per tutti.
    Saluti.


  • franco

    Salve, oltre a quello che ho già detto, bisognerebbe introdurre una sorta
    di contributo fisso mensile o settimanale 300 euro per barca.
    Questo contributo dovrebbero pagarlo tutte quelle imbarcazioni che non confersicono pescato al mercato ma che nello stesso hanno le loro cooperative
    e quindi usufruiscono di un servizio contabile.
    Un ricovero per le pratiche amministrative.
    Reintrodurre la pesca del bianchetto e del rossetto.
    La pesca deve avvenire per legge dall’alba al tramonto.
    Sindaco vedrai che avrai una gallina dalle uova d’oro.
    Ciao


  • Franco

    Speriamo che il tribunale fallimentare faccia luce e giustizia sulla vecchia gestione disastrosa. L’ASE non poteva continuare un’attività suicida.

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