Manfredonia
A cura di Paolo Cascavilla

Nulla parla di una città (e di una comunità) quanto i suoi rifiuti

"Nell’immagine di una città conta l’organizzazione dello spazio urbano, le scelte di arredo, le possibilità di interazione sociale, i luoghi di incontro....Ma lo è ancor più la pulizia"

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Kemal, grande scrittore turco del Novecento, è un attento osservatore degli immondezzai e dice che nulla gli parla di Istanbul quanto i suoi immondezzai. “E’ sporca Istanbul? L’immondezzaio puzzerà come una carogna. Un tanfo nauseante… E’ più pulita Istanbul? Il lezzo sarà meno greve. Istanbul profuma di muschio? Anche l’immondezzaio profumerà di muschio. Direte voi, può un immondezzaio profumare di muschio? Profuma, profuma, credetemi!…”.

Nulla ci parla di una città come i suoi rifiuti. Continua l’abbandono di rifiuti nelle strade di Siponto, nella pineta che accompagna la costa fino alla foce del Candelaro, lungo la ferrovia, e poi nelle campagne… Unica novità è che l’abbandono è più curato, le buste sono nere e chiuse. Quando poi il contenuto si disperde nei dintorni, c’è qualcuno che pensa bene di bruciarlo.

La raccolta differenziata è più che una modalità diversa di smaltire i rifiuti; non possiamo più portarli a tutte le ore in grossi contenitori posti sulle strade e liberarcene. I resti del pesce puzzano, quelli delle angurie sono ingombranti… si portavano fuori e non ci importava se puzzava la strada. I rifiuti ci appartengono, dobbiamo convivere, tenerli in casa per il tempo necessario e questo obbliga a rivedere abitudini e stili di vita.

Nell’immagine di una città conta l’organizzazione dello spazio urbano, le scelte di arredo, le possibilità di interazione sociale, i luoghi di incontro… Ma lo è ancor più la pulizia; come è per gli interni così è per gli esterni. E’ la prima cosa che notiamo in una casa o in una città. Nulla è più commovente di un ambiente povero, ma pulito, ordinato, profumato. L’ambiente che abbiamo creato ci condiziona: ci fa membri di una comunità, se possiamo riconoscerci in esso; ci spinge alla indifferenza e anche alla violenza quando quel che ci circonda è alienante, sporco, trascurato. Va forse in questo senso l’espressione che solo “la bellezza ci salverà“.

Non esistono città belle o brutte. Ci sono angoli e strade che ci fanno sentire a casa, che amiamo. Il monumento è importante a livello collettivo, ma a livello individuale conta più un bar di periferia, un viale, un odore, un angolo di mare. Bellezza è quando i diversi linguaggi si compenetrano, dialogano insieme. Ci sono sempre più visitatori che amano girare per le città, passeggiare per coglierne la bellezza. C’è chi pensa che i turisti debbano essere portati davanti ai monumenti da contemplare (basiliche, ipogei, Castello), ma “non esiste un modo più sbagliato di conoscere una città che conoscerla per monumenti. La prima cosa da fare è perdersi dentro i luoghi, girare a caso, nelle ore diverse del giorno”. Non esistono città belle o brutte. Esistono città pulite o sporche.

Qualche anno fa la Bottega degli apocrifi organizzò un concerto sulla spiaggia “Castello” all’alba. Quest’anno in altre città il pianoforte ha suonato per l’intera notte. Se si organizzasse “la musica diffusa”, non nei cortili e nelle chiese, ma nel centro storico (Piazzetta Mercato) la domenica mattina o sui luoghi dei mercati rionali e settimanali, sui moli… Ma senza pulirli prima. Chissà…

Alla ricerca della faccia perduta. Riprendiamoci la vergogna”, dell’artista Franco Tretola, un percorso–mostra di qualche anno fa con tante facce che si snodavano per la città, dalla Biblioteca comunale ai Palazzi del Centro storico e si concludeva nel chiostro del Comune. Dove ci si poteva specchiare in una grande lastra di acciaio.

(A cura di Paolo Cascavilla www.futuriparalleli.it)

Nulla parla di una città (e di una comunità) quanto i suoi rifiuti ultima modifica: 2017-09-12T11:25:43+00:00 da Redazione



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Commenti


  • nullaosta

    Si tornerà ai vecchi contenitori di rifiuti entro la fine del 2018. E’ stata una manovra economica da sfruttare e se ne farà un’altra. Dobbiamo pazientare ancora un anno abbondante……


  • cittadino

    Anche in questo settore dobbiamo aspettare che arrivino gli extraterrestri…..


  • Nicola

    Dalla differenziata porta a porta non si torna indietro. Rassegnatevi. Cercate piuttosto di farvi portavoce di questa nuova necessità ecologica, sociale ed economica. Parlatene con i vicini, con i parenti, con chi volete, ma fatevi promotori di un metodo di raccolta che si fa in quasi tutta la provincia (forse è rimasta solo foggia e/o cerignola, san severo. non proprio città modello!E mi scuso se ho offeso questi ultimi cittadini). E’ civile, ordinato e ha tolto centinaia di cassonetti brutti vecchi e maleodoranti dalle strade. Pagate (anzi, paghiamo, visto che vivo a Manfredonia da più di 3 anni) una delle tasse sui rifiuti più alte di Puglia proprio perché si conferivano in discarica tonnellate di rifiuti indifferenziati. Ad oggi siamo passati dal 10% al 60% di raccolta in poco più di un anno e mezzo (siatene orgogliosi!). Verificate pure i dati sul portale della Regione Puglia. Siamo sulla strada giusta. Un’altra cosa è la “mala” educazione che vedete per strada, per la “mala” vita e per la “mala” amministrazione. Per tutto questo ci vorrà più tempo. Ma molto dipende anche da voi, da cosa insegnate ai vostri figli e da cosa faranno loro. Ah dimenticavo, amatela di più questa città. E’ meravigliosa, ha piazze, vie e scorci bellissimi, il mare, un castello, basiliche, cattedrali, scavi archeologici, monumenti, fiumi, pinete, dune marine… Solo che siete troppo impegnati a beccarvi uno con l’altro, a prendervela con tizio o con caio, di destra, di sinistra o di centro. Le comunità non sono altro che la somma di tanti individui e comportamenti diversi tra loro, coordinati da pochi. La comunità siamo noi. Fate i bravi!


  • Lettore

    Prof. Cascavilla se si candida a sindaco avrà il mio voto!


  • stufo

    Si tornerà indietro non appena arriverà il Commissario Prefettizio.


  • Alchimista

    Come dice il Prof Cascavilla, questa per nostra fortuna è una strada senza ritorno una strada che abbiamo intrapreso e da qui si può solo migliorarare. Ma non possiamo credere che sia un obbligo, deve essere un privilegio aver cura della nostra città e non deturparla. Pultroppi a differenza di chi predica pubbliche virtù in vizi privati, in questo caso non è vero. Trattiamo (quasi tutti) le nostre case come musei nelle quali entrare con le “PATTINE” e poi i beni comuni li deturpiamo come se fosse uno sfogo al nostro falso perbenismo. Mi chiedo spesso cosa abbiamo in più quei popoli che curano il territorio in modo inpeccabike e sono arrivato alla conclusione che non sono più intelligenti di noi Manfredoniani, ma hanno solamente capito che il nostro contiene quella parte di mio che difenderò fino alla morte al costo di far girare tutti in Città con le PATTINE ma sopratutto deturpare il territorio non cambia i politici o lo stato ma crea solamente nuovi bacini e affluenti verso la corruzione e colllusione. Meditiamo!!

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