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Il Foggia non sa più perdere. 1-1 anche col Tritium


Di:

Marco Giovio (usfoggia.it)

Monza – C’è che il Foggia non sa più perdere. E, sul rettangolo verde del Brianteo di Monza, costringe il Tritium al pareggio. Finisce 1-1 il turno infrasettimanale della settioma giornata di lega pro. Sesto risultato utile consecutivo e un altro punto portato in terra dauna. Ma, di contro, c’è anche una squadra che non riesce a dare un senso al suo gioco, che si perde spesso nei fondamentali, che dilapida con errori banali, una buona tecnica indivuduale. A Monza, contro i biancocelesti, matricola di Lega Pro, Bonacina prova a mescolare le carte. In difesa, out Tomi, Gigliotti viene dirottato a sinistra. Al centro, accanto all’inamovibile Lanzoni, fa la sua comparsa il gioellino D’Orsi. Ma le sorprese più grandi sono in avanti. Fuori, per scelta tecnica, sia Tiboni che Giovio. Terminale offensivo è Agodirin, supportato, qualche metro più indietro, dal trio Defrel (sinistra), Cruz (centrale), Cortesi (destra). A posteriori, scelte disastrose. Kolawole fa tanto movimento ma non riesce mai a far salire la squadra e, per oltre 40′ i satanelli latitano, arrivando dalle parti di Pansera, l’estremo lombardo, soltanto negli scampoli della prima frazione di gioco. Cardin sembra aver perso lo smalto mostrato fino alla trasferta di Como e la stanchezza colpisce anche i costruttori di gioco. Fortuna che, là in mezzo, è tornato Perpetuini, cui il mister bergamasco ha concesso la passerella finale.

PRIMO TEMPO – La prima frazione di gioco è un autentico dominio biancoceleste. La squadra di Bonacina soffre le scelte sbagliate del tecnico orobico, ma soprattutto la verve dei padroni di casa, scesi in campo con la voglia di tenersi ben stretti l’intera borsa in palio. Il monologo del Tritium incomicia dopo nemmeno 120”. Calcio di punizione da sinistra, palla impattata da Sinati e fuori di un nulla alla destra di Ginestra. Solo un lampo? Macché, passano 4 minuti e, al 6’, i padroncini di casa regalano le magliette ai calciatori del Barcellona. Pedro e Messi si vestono da Sinati e Floriano, duettando con classe al limite dell’area foggiana, con il secondo che conclude, in diagonale, di poco a lato alla destra dell’estremo dauno. Il Foggia non riesce a venir fuori dall’impasse, schiacciato dalla veemenza dei calciatori di Trezza sull’Adda e in due minuti, rischia di capitolare due volte. Al 17’ è Ginestra che, con la mano di richiamo compie il miracolo sull’inzuccata ravvicinata di Bortolotto e al 19’ è Lanzoni che intercetta il tiro quasi a botta sicura, appena dentro l’area, di Sinati. I satanelli sono in bambola e il solo Ginestra li tiene a galla. Al 23’, il portierone ex Paganese respinge di piede su Floriano, mentre due minuti dopo è addirittura da urlo respingendo d’istinto la botta da pochi metri di Daldosso. Il numero 8 lombardo fa le prove generali del gol che, inevitabilmente, arriva al 32’. Cortesi perde palla, Bortolotto la recupera servendo il compagno che prende la mira e trafigge Ginestra indovinando l’incrocio di destra dai 25 metri. Gol magistrale e 1-0 meritatissimo per i padroni di casa. Bonacina non ci crede, i 400 tifosi rossoneri del Brianteo ammutoliscono. La squadra è ferma sulle gambe, i reparti non sono connessi. Soltanto al 44’, un minuto prima del duplice fischio, arriva il primo tiro in porta, con Cortesi che centra un avversario dopo un cross dalla sinistra di Gigliotti.

SECONDO TEMPO – Bonacina prova a correggere gli errori di formazione, chiama fuori un ectoplasmatico Cortesi inserendo l’oggetto del mistero del mercato agostano, Tiboni. E il Foggia mette, umilmente, la testa fuori dal sacco. Passano tre minuti e per poco Cruz non fa 1-1. Cardin recupera palla sul fondo, chiama Agodirin alla sponda per il 10 dauno che, però, alza troppo la mira. Al 19’ è ancora il Foggia che si fa pericoloso. Wagner recupera palla sulla trequarti, Tiboni chiama allo scatto Agodirin, il nigeriano arriva fiacco e conclude molle sul fondo. Ma il Foggia c’è e quando si distende mette in crisi gli avversari. Al 20’ è Meduri a sfiorare il pareggio, concludendo fra le braccia di Pansera su azione da calcio d’angolo. Bonacina tenta il tutto per tutto e mette dentro Giovio al posto di Cruz. Con due numeri nove e due esterni lì avanti il potenziale d’attacco sale, anche se bisognerà attendere il 31’ prima di vedere i rossoneri riaffacciarsi dalla parti di Pansera. E sarà decisivo. Defrel apre la retroguardia come una cozza mangiata in una sera d’estate, si allarga sulla destra, resiste alla carica di un difensore e vede Giovio solo soletto, lo serve e la rete si gonfia. Per l’attaccante comasco è l’esordio nella classifica marcatori del Foggia. Il Foggia ci crede, ma per poco non combina un disastro. Palla al centro, un giro di lancette, e, al minuto numero 36 Corti (subentrato al posto di Suaghel) scaglia una freccia da fuori che centra il palo alla destra di Ginestra. La partita si scrolla di dosso la noia e regala brividi. Il Foggia presidia costantemente la metà campo avversaria e insiste sugli ultimi 15 metri come un avvoltoio su una carogna. E per poco non la sbrana ancora viva e calda. Al 38’ solo un grandissimo intervento di Possenti impedisce che un passaggio geniale di Tiboni non finisca sui piedi ancora di Giovio e, una manciata di secondi dopo, Agodirin salta Pansera all’altezza del lao corto dell’area lombarda ma non riesce a servire nessuno. Finisce così, 1-1. E, stavolta, sono applausi.

TABELLINI – Tritium: Pansera; Martinelli, Teso, Suagher (dal 55´ Corti), Possenti; Malgrati, Daldosso, Casiraghi; Floriano (dal 65´ Chimenti), Sinati(dal 60´ Spampatti), R.Bortolotto. A disposizione: Nodari, Di Ceglie, Riva, Monacizzo, E.Bortolotto. All. Boldini
Us Foggia: Ginestra; Cardin, D´Orsi, Gigliotti, Lanzoni; Wagner, Meduri, Cortesi (dal 46´ Tiboni), Cruz (dal 74´ Giovio), Agodirin, Defrel (dall´85´ Perpetuini). A disposizione: Botticella, Tomi, Traorè, Bianchi. All. Bonacina.
Arbitro: Cifelli di Campobasso
NOTE – Serata mite, terreno in buone condizioni. Spettatori 1500 circa, di cui 400 rossoneri. Ammoniti: Wagner, D’Orsi (F); Corti, Daldosso (T). Angoli: 7-5 per il Foggia. Recupero: 1′, 5′.

LE PAGELLE – IL MIGLIORE – Ginestra 7 – Un tempo, a Foggia, ci fu un sindaco che fu ribattezzato con il poco gratificante epiteto di Pauluccio il distruttore. Oggi, a Foggia, c’è un portiere che merita, a tutto suo merito, l’epiteto di Pauluccio il costruttore. Ce ne sono tanti, uno in più, alla fine, non fa la differnza…
Cardin 5 – Impreciso e svogliato, mostra segnali di stanchezza. Si è perso dopo la serata di Como in cui pareva un fringuello in volo di fiore in fiore. Che qualcuno vada a ripescarlo dal lago in cui s’è gettato
Gigliotti 6 – Bravo a coprire e a spingere. Uno stantuffo niente male sulla sinistra, anche se, al centro, si lascia preferire. Nel primo tempo è l’unico che tenta qualche sortita in avanti, Non trovando collaborazione, sceglie di rintanarsi nel suo cantuccio brianzolo. Emerge nella ripresa. E meno male…
Wagner 5 – Vedendolo passare da quelle parti, così biondo e stentoreo, la locale sede della Lega se l’è portato in sezione reputandolo di razza ariana. Dopo 89′ è stato Reguzzoni a cacciarlo via con un rutto. Arriva allo stadio giusto per fare numero. Si spera che, almeno, domenica arrivi rilassato.
Lanzoni 6.5 – Lanzoni è sempre più Foggia e il Foggia sempre più Lanzoni. Lui è la difesa, da solo tiene in piedi un reparto. Quando lo vedi fare a sportellate con gli avversari pensi che sia qui da una vita è che non è possibile che, prima di lui, ci fosse qualcun altro.
D’Orsi 5.5 – Nel primo tempo combina disastri. Nel secondo si normalizza. Si vocifera che Lanzoni e Ginestra gli avessero promesso una sonora ripassata.
Cortesi 4.5 – Non la vede mai. E che vada dall’oculista, almeno! (46′ Tiboni 5.5 – Poco attaccante. Per poco non regala a Giovio un pallone da mettere solo in porta. Sarebbe stata un’altra partita. E un altro discorso. Così, resta il solito inconcludente Tiboni)
Meduri 5.5 – Meglio di Wagner ma al di sotto di se stesso. Si può dire che ci siano stati zampilli di Meduri in uno scroscio di nulla.
Agodirin 5.5 – Corre, corre, corre, corre. Dove va non si capisce. Ma corre. Certo non lo aiuta lo schieramento di mister Bonacina. Lui, che è poco più alto di un tappo di una bottiglia di succo di frutta gusto pera, centravanti unico, perso nella difesa biancoceleste non può far nulla se non correre a vuoto. Non si stanca e ride sempre. Contento lui.
Cruz 5.5 – Si disimpegna benino, certamente meglio di quanto, fin qui, hanno fatto tutti i suoi colleghi di reparto. Fornisce buoni spunti, anche se non riesce mai ad incidere nel ventre della partita. D’altronde, in ossequio a questo nuovo Foggia, è troppo lento per poter pretendere di affidargli il cambio di ritmo. Ma resta la solita domanda: vuoi segnare o no? (75′ Giovio 6.5 – In quindici minuti, un tiro un gol una partita salvata. Al posto giusto nel momento giusto, non fa altro che mettere dentro un pallone facile facile cucinato dai compagni. Fa, insomma, quel che deve fare: l’attaccante. Niente male.)
Defrel 6 – Per l’intero primo tempo viene voglia di scendere in campo e corrergli dietro con una pistola a pallini, sparandogli come, da piccoli, si faceva ai girini all’Incoronata o ai piccioni sugli alberi del Martucci. Poi, si scuote e salva la partita e voto in pagella mettendo dentro l’assist per Giovio (85′ Perpetuini sv. Finalmente)

p.ferrante@statoquotidiano.it

Il Foggia non sa più perdere. 1-1 anche col Tritium ultima modifica: 2011-10-12T23:20:19+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Biondo

    Mah,non siamo stati un po pesantini con le valutazioni?? nel primo tempo darei 5 a 3/4 di squadra,10 a ginestra che ci ha salvato la vita ma anche 6 a dei difensori che hanno fatto il possibile x evitare una goleada! Cardin nel secondo tempo ha fatto km sulla fascia,Wagner ha lottato,il gruppo è salito e potevamo vincere alla fine! Abbiamo visto la stessa partita?? Il problema è che non si può pensare di vincere partite senza attraversare la metà campo e pretendere pure di non prendere gol!!!!!!

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