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Pm: inammissibile ricorso Napolitano su intercettazioni

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Il presidente della Repubblica G.Napolitano (st)

Palermo/Roma – “INAMMISSIBILE” il ricorso del Quirinale presentato alla Consulta sulla vicenda delle intercettazioni telefoniche che hanno captato il presidente Giorgio Napolitano nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. E’ quanto emerge dalla memoria depositata dal collegio difensivo alla Corte costituzionale. Il presidente della Repubblica “non gode (infatti,ndr) della inviolabilità come se fosse un sovrano di una monarchia, sostiene ancora la procura negli atti depositati alla Consulta”.

Secondo i professori che compongono il collegio difensivo della procura di Palermo “la tesi di fondo dell’avvocatura dello Stato è che la norma dell’art. 90 della Costituzione, prevedendo in favore del presidente la irresponsabilità per gli atti compiuti nell’esercizio delle funzioni (con la sola eccezione dei reati di alto tradimento e di attentato alla Costituzione) configurerebbe per lo stesso un regime globale di immunità, anche penale, con la conseguenza di rendere illegittima in sé qualsiasi forma di ascolto delle conversazioni, di registrazione delle stesse, ed a maggior ragione di valutazione ed utilizzazione processuale”.


Redazione Stato



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Commenti


  • FRANCESCO BUFFA DESIGNER

    . . . E FINALMENTE LA CONSULTA SI E’ ESPRESSA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO . . . II POPOLO ITALIANO NON HA DIRITTO HA SAPERE NULLA! . . IGNORANTE E’ E IGNORANTE DEVE RESTARE!
    Siamo tornati al medioevo! Secondo il Presidente della Repubblica le intercettazioni delle telefonate con Mancino vanno distrutte! E secondo la legge, a noi sudditi nulla è dato di sapere. Come se in un momento storico così inquietante, mentre la popolazione vive uno stato di ansia senza precedenti, l’uccisione di magistrati che hanno pagato con la vita l’attaccamento alle istituzioni per proteggere la libertà di tutti, fosse una semplice faccenda di gossip.

    Ma al di la di procedure di impenetrabili leggi riservate a pochi eletti, sempre che queste in realtà necessariamente debbano esistere, con quale serenità i cittadini di un paese che si definisce democratico e stato di diritto, devono subire la negazione di una informazione indispensabile alla conoscenza della verità storica, sacrosanto diritto che non ha bisogno di leggi fatte da uomini che si ritengono tanto illuminati da tenere all’oscuro la popolazione su realtà indispensabili allo svolgimento dell’esistenza democratica.

    E, per usare espressioni “terra terra” dell’uomo della strada, è come se – per assurdo – il presidente della Repubblica confidasse telefonicamente a persona fidata l’uccisione della propria moglie, con la massima tranquillità, tanto, tali intercettazioni andrebbero distrutte, tanto sua eccellenza non può essere intercettata neanche casualmente, soltanto i sudditi sono perseguibili! – ma, è chiaro! certe cose solo gli illuminati possono capirle! Il popolo deve farsi pecora e accettare quello che i famosi illuminati sentenziano! – poveri sudditi ignoranti, perché dovrebbero capire la scienza di caste impegnate a garantire una giustizia patrimonio di pochi eletti – chi ha detto che è il popolo sovrano? Sovrano è chi comanda e gestisce il potere e attenzione a mettere il discussione il potere, pochi sanno infatti che potere significa servizio, ma chi se ne frega!.

    Ha ragione il Colle! La Procura di Palermo ha sbagliato – punto e basta! – e meno male che il nostro tanto discusso Ferdinando IV di Borbone Re delle due Sicilie, andando contro i suoi stessi interessi, rinunciò a privilegi assoluti in materia di legge, inventando “le motivazioni della sentenza”, altrimenti, non avremmo potuto neanche sapere perché, come nel caso specifico, non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, persino un re Borbone, già nei primi anni dell’ottocento aveva intuito il problema superandolo! Noi siamo sicuramente andati indietro di un secolo con l’uso di comportamenti, tanto elevati da essere riservati a pochi illuminati, gli altri, come diceva il duce, devono “credere … e…obbedire”.

    Ma cosa c’era in quelle intercettazioni di così importante!? – ma che cosa volete sapere? Neanche i posteri potranno mai saperlo – le intercettazioni vanno distrutte così hanno deciso uomini colti! E noi poveri sudditi ignoranti dobbiamo tacere (tacere lo ordinava pure il duce) – tutto il resto va in secondo piano, speriamo che tutti coloro che hanno dato la vita nelle stragi mafiose, quelle di stato e nelle ipotetiche trattative fra stato e mafia – ammesso che ci siano state non lo sapremo ora più che mai! – possano riposare in pace senza rivoltarsi nelle loro tombe – silenzio!.

    Scusate se ho – forse – fantasticato sul contenuto delle telefonate negate! Ma tutto questo mi ha dato una certezza! Finalmente ho capito perché un notissimo signore lungimirante – che aveva capito i tempi bui in cui viviamo – dopo avere passato venti anni a divertirsi burlando tanti italiani creduloni, fra un bunga bunga e altri giochi per bambini scemi . . . . . usando come giocattolo alternativo il Parlamento – grazie allo Scilipoti di turno sempre disposto a fare il compare – esclusivamente, per farsi leggi ad personam e beffeggiare i magistrati che definiva “talebani . . associazione per delinquere . . . di sinistra . . . politicizzati . . . ecc.” , per mettersi definitivamente al sicuro, aspirava e aspira all’altissimo Colle, grazie a qualche nuovo compare di turno disponibile.

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