Cronaca

Ricci: Direttore Asi sostenuto da condannato per progetto porto

Di:

On. Michele Ricci (st)

Foggia – “IL degrado che attanaglia la Città di Foggia è ormai sotto gli occhi di tutti. Un degrado, morale, politico, istituzionale ed economico. Il silenzio è assordante, nessuno parla, nessuno denuncia, nessuno si oppone, nessuno propone qualcosa di nuovo che possa invertire la rotta; eppure questa Città sta andando alla deriva insieme ad una povertà crescente che coinvolge sempre più persone, sempre più ceti sociali.
Un esempio è quanto successo qualche mese fa”. Lo dice in una nota l’onorevole Michele Ricci.

“Tutti ricorderete quando a metà giugno circa giungeva dirompente la notizia delle dimissioni del Sindaco di Foggia (per sua affermazione irrevocabili!), precedute da una (anomala) critica costruttiva da parte di alcuni partiti di governo che per un attimo mi avevano fatto sperare nella possibilità che si potesse aprire un approfondimento concreto sulle cose da fare per uscire dalle “secche”. Infatti alcune forze di maggioranza abbastanza riottose, invocavano a gran voce il rilancio dell’azione di governo municipale, a loro dire, poco incisiva anche nel contrastare le problematiche di carattere sociale. Più precisamente e con tanto di comunicato stampa, si ricordava all’Amministrazione Mongelli di aver messo in naftalina l’housing sociale, l’emergenza abitativa ed altro ancora. Poi, per rafforzare il concetto, venivano ritirate dalla Giunta alcune delegazioni assessorili. Un atto che si traduceva in una crisi politica (almeno in apparenza) di un certo spessore, condita da rivendicazioni improntate a demonizzare e a rinnegare la voglia sfrenata di poltrone da spartire più equamente”.

“Ma all’improvviso tutto ciò è rientrato. Con qualche promessa e qualche incarico le forze politiche dissidenti hanno magicamente ritrovato la quadra e quindi: Assessori rientrati ai loro posti e Partiti ribelli di nuovo al fianco del Sindaco, subito pronti a rinnovargli la fiducia e a pregarlo di ritirare le dimissioni(!). Per la verità che il tutto fosse tragicamente evanescente lo si era capito dall’inizio di questa vicenda. Il clichè era talmente consumato, da annoiare il più gandhiano dei cittadini.”


E si perché tra le sudate carte, rimesse sui tavoli delle trattative, non erano scritte proposte e cose da fare per “attenzionare” i problemi sociali della città ma, bensì, i nomi degli uomini di partito da collocare nel Consorzio ASI di Foggia che in quel periodo doveva rinnovare i propri organismi.
Infatti, malgrado il Presidente dell’Ente si affannasse nel dire che il Consorzio non è il luogo di scontro politico ma bensì l’Istituzione che, unitamente alle rappresentanze economiche e sociali del Territorio, programma lo sviluppo economico della Capitanata, doveva ingoiarsi, in ragione della ritrovata armonia politica, l’assegnazione della Direzione Generale in quota ad una forza politica che anzitempo aveva rivendicato al “tavolo” il riconoscimento della stessa presidenza, così come è stato riportato puntualmente da alcuni quotidiani locali.

“In tutta sincerità, visti i proclami fatti che invocavano l’apoliticità del Consorzio, mi sarei aspettato un po’ più di coerenza atteso che l’ASI è stato traghettato addirittura verso la “sintesi compensativa” degli“equilibrismi” praticati da alcuni personaggi della politica foggiana, sempre pronti a riciclarsi e che passano dalla prima alla seconda repubblica con nonchalance, impermeabili ai tempi e ai costumi”.

“Ecco, ho voluto citare questi fatti perché li ritengo significativi per cattivo gusto nella “governance” delle istituzioni e da tutto questo nascono una serie di considerazioni:
1)Mi spaventa sapere che al tavolo delle “trattative” politiche sieda ancora qualche personaggio condannato in primo e secondo grado per corruzione e concussione anche se pende ancora un ricorso in cassazione”.

“2) Mi spaventa constatare che il Sindaco di Foggia ed il Presidente del Consorzio ASI abbiano nominato a Direttore dell’Ente un tecnico sicuramente di indubbia competenza e onestà ma sostenuto dallo stesso personaggio politico che, mi sembra, abbia incassato un po’ di condanne proprio per un progetto infrastrutturale gestito dallo stesso Consorzio nel porto di Manfredonia“.


“3) Mi spaventa l’assenza dei Consiglieri e degli Assessori comunali. Sono convinto che loro abbiano tutta la capacità di dibattere e trovare soluzioni per il bene comune nelle sedi opportune ma la loro azione, almeno fino ad oggi, è sinceramente molto opaca, visto che hanno preferito ritagliarsi ruoli marginali;
Come vedete i difetti della cattiva politica sono sempre dietro l’angolo e sono sempre pronti a riproporsi in tutta la loro tragicità. La sfida è riportare la politica e le istituzioni a lavorare per il bene della collettività ed è proprio questo, a mio avviso, il tema centrale”.

“A tutti i soggetti dello sviluppo locale chiedo se non sia giunto il momento di fare sistema, di fare massa critica ed affrontare congiuntamente ed in autopropulsione i problemi economici di questa città senza aspettare miracoli di economia nazionale che tarderanno ad arrivare per tentare, così, di salvarla dalla povertà e dal definitivo degrado. Ho voluto lanciare una pietra nello stagno per tentare, anche con qualche provocazione, di aprire un dibattito serio e costruttivo e se qualcuno ritiene giusto fare degli approfondimenti incominci a parlare, sono sicuro che saremo ogni giorno di più”, conclude l’onorevole Michele Ricci.


Redazione Stato



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