Scuola e Giovani

Tagli, concorsi, Ata; 12 ottobre: Scuola in piazza

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precari scuola

Proteste precari della scuola (archivio)

Foggia – DA stamane lo sciopero nazionale della scuola e della formazione professionale indetto dalla Flc Cgil, con manifestazioni in 60 città italiane, in concomitanza con la mobilitazione della Rete degli Studenti. A Foggia un corteo si snoderà da Parco Volontari della Pace – partenza ore 10.30 – e attraversando le vie della città confluirà all’isola pedonale di Corso Vittorio Emanuele, dove si terranno i comizi finali seguiti da esibizioni musicali animate da gruppi foggiani. Proteste e cortei anche a Manfredonia.

“Dopo essere stata dissanguata dal governo Berlusconi con un maxi taglio da 8,5 miliardi, la scuola torna ad essere colpita dalle politiche dell’austerità del Governo Monti. Noi diciamo basta: investire sulla scuola, sulla formazione, sulla conoscenza, significa investire sul futuro del Paese”, commenta Loredana Olivieri, segretaria generale della Flc Cgil di Capitanata.

Lunga la lista delle doglianze del mondi della scuola, a partire dai tagli, “altri 200 milioni dalla spending review, per non parlare del blocco dei contratti fermi al 2009 – con un ulteriore stop anche agli scatti d’anzianità e l’aumento di un terzo dell’orario di lavoro a parità di salario – che ha prodotto un’erosione dei redditi per i dipendenti pubblici stimata in 6.000 euro negli ultimi cinque anni”. Ma nel mirino della Flc finiscono anche le politiche del lavoro e del personale: “Con il passaggio ai ruoli ATA dei docenti inidonei per motivi di salute si producono quattro danni: agli stessi docenti messi a fare un lavoro che non conoscono, alle segreterie che si ritrovano private di personale competente, ai precari ATA che non avranno rinnovato il contratto per la riduzione di ulteriori 3.900 posti, alla scuola che sarà peggio organizzata”. C’è poi il capitolo – particolarmente doloroso in Capitanata – dell’edilizia scolastica, “dai plessi fatiscenti alla scarsa o nulla dotazione tecnologica, per garantire una didattica al passo coi tempi”.

Infine, uno sciopero anche contro la scelta del ministro Profumo di indire un nuovo concorso per la scuola: “Non siamo contrari ai concorsi, che rappresentano una forma trasparente e democratica di selezione – sottolinea Olivieri -. Siamo contrari a questo concorso perché non ammette né i giovani laureati, né coloro che frequenteranno il Tirocinio Formativo Attivo (Tfa) dopo avere pagato, in alcuni casi, fino a 3 mila euro. Né viene proposto un piano di stabilizzazione dei precari iscritti alle graduatorie. Così il governo fa un’operazione che mira a cancellare i docenti precari che sono nelle graduatorie da dieci anni e più, coloro che hanno garantito in questi anni il funzionamento della scuola. Dopo averli sfruttati, li si tratta come una merce senza alcuna prospettiva. Noi al contrario chiediamo di sbloccare le immissioni in ruolo di docenti e ATA e cancellare prima tutto il precariato”.


Redazione Stato



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