Cronaca

Otranto, famiglia agricoltori evasori per 2 milioni di euro

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Guardia di Finanza (statoquotidiano)

Bari – LA Compagnia della Guardia di Finanza di Otranto ha scoperto che un intero nucleo familiare della Grecìa Salentinaha occultato al fisco ricavi per oltre 2 milioni di euro e I.V.A. per 230 mila euro.

In particolare, le Fiamme Gialle idruntine, a seguito di una verifica fiscale conclusa all’inizio dell’anno nei confronti di un imprenditore agricolo che applicava il regime fiscale semplificato, hanno rilevato un’ingente evasione e l’esistenza di rapporti commerciali intercorsi con società operanti in altri settori, riconducibili alla moglie e alla figlia.

Tali situazioni, avvalorate dall’evidente sproporzione tra quanto dichiarato al Fisco e il patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto el’elevato tenore di vita condotto, hanno fatto scattare le indagini finanziarie.

Al termine delle attività ispettive è stato complessivamente constatato che i tre hanno omesso:
– di dichiarare ricavi pari ad € 2.157.480;
– di contabilizzare ricavi pari ad € 204.827;
– il versamento di I.V.A. dovuta pari ad € 230.000;
– il versamento di I.R.A.P. pari ad € 98.332.

Infine, nei confronti dell’imprenditore agricolo è stata inoltrata comunicazione di notizia di reato per violazione dell’art. 4 del d.lgs. n. 74/2000, in quanto – per gli anni 2008, 2009 e 2011 – sono state constatate imposte dirette evase in misura superiore alla soglia prevista dalla citata normativa.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Incredibile : assolto se evadi le tasse , purchè tu sia stato onesto con l’Agenzia delle Entrate!

    Aveva evaso il fisco per 180mila euro e oggi, si è visto assolvere dal giudice in una sentenza che è già nella storia. Gli è bastato compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

    L’imprenditore di Milano era stato chiaro con l’erario: i soldi dell’Iva richiesti, non li aveva proprio. E, invece che chiudere la sua ditta, aveva preferito evitare di versarli, spiegando la situazione in maniera molto chiara: il pagamento avrebbe comportato il baratro per lui e i suoi dipendenti!

    Ora, il gup ha riconosciuto le buone ragioni del titolare d’azienda, il quale, di fronte alla richiesta di un versamento Iva certamente ingente, aveva allargato le braccia di fronte all’Agenzia delle Entrate, spiegando la difficile situazione della sua compagnia di informatica.

    Insomma,la tesi degli avvocati dell’imprenditorie è stata accolta,poiché si sorreggeva sull’assunto che il diretto interessato non avesse dimostrato la volontà di omettere il pagamento, ma vi fosse stato costretto per via della crisi economica.

    Secondo la sentenza, la difesa ha provato “documentalmente che l’imprenditore non aveva versato all’erario l’imposta a causa della crisi della sua azienda informatica e di quella finanziaria del Paese, avvertendo doverosamente l’agenzia delle entrate dell’importo dovuto”.

    Si conclude così un procedimento avviato dalla procura milanese a seguito della certificazione del mancato pagamento dell’Iva, con possibilità, per l’imprenditore, di incorrere in una condanna da sei mesi a due anni. Una volta prescelta la modalità del rito abbreviato, in un primo momento, addirittura, l’imprenditore era stato condannato alla reclusione, poi trasformata in 40mila euro di sanzione pecuniaria, infine spariti per effetto dello storico proscioglimento decretato dal gup.
    Foggia, 24 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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