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A cura di Pasquale Ognissanti

Francesco Granatiero storico della Caricatura meridionale e nazionale

Il rinvenimento ha fatto notizia soprattutto sul prestigioso sito web www.defilippis-delfico.it

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Manfredonia. Che Francesco Granatiero fosse un poeta dialettale, un bravo macchiettista ed imitatore (a tempo perso), un bravo (ma veramente bravo) caricaturista era ed è ben noto a tutti, ma pochi sapevano e sanno che egli è anche un apprezzato storico e ricercatore bio-bibliografico degli autori della Caricatura nazionale, e meridionale in particolare.

Oltre alle ricerche effettuate sul celebre caricaturista sipontino Antonio Manganaro (1840-1931), a lui si devono importanti scoperte documentarie e bibliografiche. Gli si accredita, tra l’altro, l’importante saggio “L’elogio del Malpica”. Testo pubblicato nel n. 26 del prestigioso periodico satirico online “Buduàr – Almanacco dell’arte leggera”. Rivista satirica a cui il Granatiero collabora dal luglio 2014. E mentre si accingeva a scrivere questo saggio, “costretto” a sorbirsi e prendere visione di ben 24 annate del famoso periodico partenopeo “Poliorama Pittoresco” (ciò per individuare in esso le numerose riproduzioni dei disegni satirici dei più famosi caricaturisti francesi del sec. XIX), ha modo di fare un’importante scoperta: rintraccia lo scritto di Gabriello Cherubini (1818-1892) inerente la vita e le opere di Gregorio De Filippis-Delfico (1801-1847) conte di Longano, cioè del padre del grande caricaturista teramano Melchiorre De Filippis-Delfico (1825-1895), capo riconosciuto della Scuola Napoletana, del secondo Ottocento, alla quale è appartenuto pure il beneamato (per il Granatiero… e non solo) Antonio Manganaro.

Lo scritto in questione è sfuggito anche all’insigne Raffaele Aurini (1910-1974) bibliotecario, storico e bibliografo italiano, autore del noto “Dizionario bibliografico della gente d’Abruzzo” pubblicato in cinque volumi. Dizionario inerente i personaggi illustri della storia abruzzese (la più importante opera bibliografica riguardante l’Abruzzo).

Il rinvenimento ha fatto notizia soprattutto sul prestigioso sito web www.defilippis-delfico.it (a cui lo stesso Granatiero collabora da alcuni anni. Il suo nome è presente nel relativo “Indice per autore”). Difatti, è stato evidenziato in un articolo http://www.defilippis-delfico.it/A_proposito_di_un_ignorato_studio_di_Gabriello_Cherubini.htm , risalente al novembre 2015, di Fausto Eugeni. Bibliotecario, attualmente responsabile dell’Archivio Fotografico della Biblioteca Provinciale “Melchiorre Delfico” di Teramo.

Ebbene, tra gli scritti di Granatiero inerenti Melchiorre De Filippis-Delfico spicca quello denominato “L’internazionalità del De Filippis-Delfico” (pubblicato sul n. 34 di “Buduàr”), scritto di cui si da notizia persino nella home page (News-marzo 2016) http://www.defilippis-delfico.it/Indice_generale.htm del sito www.defilippis-delfico.it

Eh, no! Non si può pensare che Granatiero si trastulli oziosamente sulle sponde adriatiche del Gargano; la sua attività è frenetica, non si lascia scappare occasione per usare la punta della matita e “riprodurre” visi, grugni e smorfie, ma vieppiù (come piace a lui leggere) non disdegna affatto di effettuare ricerche storiche su ciò che più lo appassiona, la Caricatura, raggiungendo mete di alto livello.

E a dire che lo si incontra spesso nello struscio sèrotino della città Sipontina, con la sua aria spensierata (apparentemente), gioviale, disponibile con tutti, sorridente, con una ricca aneddotica, ed è… un “grande” sipontino consacrato.

Va pur detto che ha edito da poco, e con buon successo, il suo album di vignette (perlopiù politiche) “Ricordo Chiaroscurassimo”, che proprio non sfigura al cospetto della prestigiosa Scuola partenopea della Caricatura. Volume che, da non molti giorni, fa parte dell’importante “Fondo Paolo Moretti” per la satira politica http://www.fondopaolomoretti.it/ .

(A cura di Pasquale Ognissanti, Manfredonia 12.10.2016)



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Commenti


  • Salvatore Clemente

    Francesco è uno dei talenti del Territorio.
    Tuttavia, essendo prodigo ma umile, le sue opere passano troppo in sordina.
    E’ mio amico e lo saluto con affetto.
    Che lo salutino con riconoscenza anche i personaggi lustri sipontini.

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