FoggiaManfredonia
La questione da cui prende l’abbrivio il ragionamento di Nico Baratta è "se il capoluogo di provincia sia Manfredonia invece che Foggia”

Capoluogo e provincia

Il problema di fondo è la dotazione delle specifiche competenze corroborate dalla convinta pratica della legalità


Di:

Manfredonia. Nei giorni scorsi Nico Baratta ha posto una domanda che pare più una provocazione, un tentativo di aprire una discussione allargata partendo da un tema alquanto vecchio anche se si rinnova automaticamente. Non lo conosco e non so quindi che attività svolga e come la pensa, ma il suo intervento in quanto tale, è meritevole di considerazione.

La questione da cui prende l’abbrivio il suo ragionamento “se il capoluogo di provincia sia Manfredonia invece che Foggia”, non ha rilevanza. O non riveste importanza di principio. Non è infatti che Foggia sol perché capoluogo di provincia debba avere d’ufficio le leve del comando tutte nelle mani dei residenti a Foggia. E’ pur vero che in quanto capoluogo di provincia, Foggia accentra in sé giustamente, le rappresentanze territoriali delle istituzionali nazionali e i maggiori riferimenti di categoria. Una concentrazione dovuta più ad esigenze logistiche che non significa pertanto esclusività a scapito del resto della provincia. Intanto le istituzioni come la Prefettura, la Questura, la Procura, sono rette da funzionari dello Stato che arrivano dal resto d’Italia. Locali, in senso lato, sono invece i soggetti che sovrintendono al composito tessuto socio-politico-economico della provincia. Il capoluogo per definizione è la sintesi del territorio, nel nostro caso la provincia, la Capitanata.

E’ dalla Provincia, organizzazione politica, che partono gli input che coinvolgono tutto il territorio, dai Monti Dauni al Gargano passando dal golfo di Manfredonia. E’ più che naturale dunque che dalla provincia, dai territori più limitrofi, arrivino i contributi di persone che per capacità, per visione prospettica dei problemi del territorio allargato, per levatura morale, per esperienza acquisita e dimostrata, meritano di sedere nei posti di comando del capoluogo. La casistica di tale dato di fatto è molto doviziosa e prestigiosa. E nessuno mai si è peritato di mettere in discussione la centralità di Foggia capoluogo.

Baratta osserva che “in questi anni la sede strategica e decisionale è nel golfo sipontino” a ragione della concentrazione di manfredoniani alla guida di Confindustria, Confcommercio, Parco del Gargano e da ultimo l’ASI. E’ vero, una concentrazione inedita, a senso unico cui si deve aggiungere due consiglieri alla Regione Puglia, un parlamentare, un membro del Consiglio superiore della magistratura.

Una casualità? Una strategia di gruppo? Un disegno politico? O eccellenze che si impongono per il loro costrutto straordinario?
O ancora una occupazione di campo lasciato libero da altri?

In ogni caso un concentramento che non aiuta una lettura democratica di distribuzione di poteri dai quali dipendono la gran parte delle attività politico-economiche della Capitanata.

Una situazione complessa nella quale gioca un ruolo fondamentale la politica nella versione aggiornata e corretta. Quella politica cioè che ha cambiato, modificato strutturalmente canoni e finalità di quella scienza cui è demandata la direzione della vita pubblica, è cosa acclarata e abbondantemente professati in lungo e in largo. In questo cambiamento con tendenza deteriorante, si sono persi o si sono affievoliti i valori fondanti della politica. Il concetto di meritocrazia ancorché intellettuale, è stato soppiantato da quello del voto non già proveniente dalla spontanea volontà dell’elettore maturata con la partecipazione alle vicende politiche che poi riguardano i vari ambiti della vita quotidiana, ma incettati con i mezzi di persuasone più disparati. Sistemi politici o pseudo tali, che creano alleanze artificiose, orizzontali e verticali, che travalicano ogni idea di partito soppiantato dal più generico e liquido “movimento” o da liste intercambiabili, che consentono fluttuazioni di pensiero a seconda della bisogna.

In questo gioco i manfredoniani sono stati, nel corrente periodo storico, più bravi o più astuti o più come meglio vi piace?

Certo è che ora sono lì al comando del capoluogo che non vuol dire che il “capoluogo” si sia spostato a Manfredonia. Nella realtà concreta c’è stato solo una dislocazione temporanea di alcune persone. Una situazione a determinare la quale non sono estranei, magari motivati da una propria visione politica, personaggi del capoluogo e di altre località della Capitanata.

Il problema di fondo è la dotazione delle specifiche competenze corroborate dalla convinta pratica della legalità, che devono supportare i soggetti che in vario modo sono arrivati ai posti di comando. Il vero vulnus è questo: non la determinazione di dove sia il capoluogo, o di chi sia la supremazia, ma la competenza e correttezza a governare sistemi complessi sociali, economici e politici nel segno della effettiva crescita e sviluppo di tutta la Capitanata.

(A cura di Mìchele Apollonio, inviato 12.10.2017)

Capoluogo e provincia ultima modifica: 2017-10-12T18:55:59+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
2

Commenti


  • Sipontino

    Spero siano capaci anche di schiacciare il grandissimo incubo del mostrogas! Una volta per sempre! Manfredonia non merita di vivere sotto la mannaia di questo grande incubo!


  • Sipontino

    Apollonio perchè non fai un articolo in merito? Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This