ManfredoniaStato prima
Dispositivo odierno del Tribunale del Riesame di Foggia

Manfredonia. Conferma sequestro ma con facoltà d’uso: riapre “Guarda che luna”

Per il Pm De Giovanni "rispetto alle opere realizzate sono intervenute delle modifiche che hanno reso l'opera non più facilmente amovibile". Collegio difensivo "Tensostruttura era regolarmente autorizzata sin dal 2008"


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Foggia/Manfredonia, 12 ottobre 2017. Come da dispositivo odierno, il Tribunale del Riesame di Foggia ha confermato il sequestro del ristorante “Guarda che luna”, sito sulla scogliera di Manfredonia in località “Acqua di Cristo”, gestito dalla società “Bar Centrale di Romito Francesco s.a.s.” -, concedendo al contempo la facoltà d’uso della struttura. In attesa della notifica, prevista già da domani, 13 ottobre, la struttura dunque riapre.

E’ quanto rende noto a StatoQuotidiano il collegio difensivo del referente della citata società in accomandita semplice.

Il sequestro del 29.09.2017

Come risaputo, il 29 settembre 2017, “all’esito di un’indagine diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale Carabinieri del Gruppo di Foggia, della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Manfredonia e della Compagnia Carabinieri di Manfredonia, avevano dato esecuzione a un ordine di sequestro preventivo”, disposto dall’Autorità Giudiziaria, del citato ristorante.

Nel pomeriggio è stato pubblicato il dispositivo, le motivazioni sono attesa entro i prossimi dieci giorni. Con la concessione della facoltà d’uso, informa il collegio difensivo, i magistrati del Riesame hanno dunque “ritenuto necessario un approfondimento delle indagini”.

Il Collegio difensivo “Lembo di cemento esistente prima del 2008”

Il Collegio difensivo ha “dimostrato, con documenti ufficiali dei vari organi, che quanto ritenuto tra l’altro abusivo (tirafondi, bulloni) è stato regolarmente autorizzato nel 2008 (permesso di costruire del 20.05.2008 e successivi,ndr)”. Nella discussione odierna, il Pm De Giovanni ha sostenuto che l’opera di cementificazione fa riferimento ad un lembo di cemento che, secondo il collegio difensivo, e come documentato attraverso immagini allegate agli atti, era esistente e utilizzato dal Comune di Manfredonia prima del 2008, precedentemente dunque alla realizzazione della struttura in oggetto (il ristorante).

STATO DEI LUOGHI PRECEDENTEMENTE AL 2008 (IMMAGINE INVIATA)


“Le foto agli atti – secondo il collegio difensivo – dimostrano abbondantemente che prima dell’opera in esame era già esistente un labbro di cemento a bordo della strada, inteso quale proseguimento della stessa”. “Tanto si puo’ evincere anche accedendo alla documentazione del Comune, relativa agli anni precedenti alla realizzazione della struttura”.

Possibile ricorso al TAR contro la determina dirigenziale del Comune del 10.10.2017

Relativamente alla determina dirigenziale del Comune di Manfredonia (qui l’allegato), relativa alla diffida alla demolizione delle opere abusive, il collegio difensivo sta valutando un possibile ricorso, “anche sulla base al parere dei tecnici e dello stato dei luoghi, nell’area in esame, precedentemente alla realizzazione delle’opera (avvenuta come detto nel 2008,ndr)”.

Nella discussione svoltasi nel pomeriggio, il Pm De Giovanni ha ribadito la sua tesi, per la quale “rispetto alle opere realizzate sono intervenute sono delle modifiche che hanno reso l’opera non più facilmente amovibile e che la tensostruttura esistente ha comportato un aumento della volumetria esistente”.

Il Collegio difensivo ha invece provato che “l’opera così come ispezionata il 26 aprile 2017 è la stessa che è stata autorizzata sin dal 2008, dal Comune di Manfredonia, dall’allora Autorità Portuale di Manfredonia, dal genio civile, e dall’ufficio genio civile opere marittime di Bari. Autorità che hanno ritenuto l’opera facilmente amovibile”. “La tensostruttura era regolarmente autorizzata sin dal 2008 proprio perchè per il Comune non costituiva volume e che di tanto anche il TAR Puglia di Bari ne ha dato atto attraverso una sentenza del 2010”.

Agibilità rilasciata nel 20098 (immagine inviata dal collegio difensivo)

Tesi contrapposte

Per il Collegio difensivo dunque “non ci sono state opere di cementificazione, come stabilito anche durante il sopralluogo degli uffici comunali in data 26.04.2017, con ispezione fatta a seguito di una delega del pubblico ministero e alla quale hanno partecipato militari della Capitaneria di Porto di Manfredonia, del Corpo forestale dei Carabinieri, personale dell’Autorità portuale, dell’ufficio genio civile, della Dogana, dell’ufficio genio opere marittime di Bari”.

Ispezione terminata con il citato sequestro del 29.09.2017, confermato in data odierna dal Riesame di Foggia ma con concessione della facoltà d’uso della stessa struttura.

Attese entro i prossimi 10 giorni le motivazioni. Come già pubblicato, si ricorda che il giorno del sequestro della struttura era stato comunicato che non ci sono persone del Comune di Manfredonia iscritte nel registro degli indagati.

g.defilippo@statoquotidiano.it

Redazione StatoQuotidiano.it – Riproduzione riservata

(Su richiesta, il forum di quest’articolo non è aperto)

Manfredonia. Conferma sequestro ma con facoltà d’uso: riapre “Guarda che luna” ultima modifica: 2017-10-12T18:58:28+00:00 da Giuseppe de Filippo



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