Manfredonia
Inchiesta della Procura

CdC S.Michele, “barriere architettoniche, queste sconosciute”

Verifica della "rispondenza della struttura sanitaria alle norme in materia di Eliminazione delle barriere architettoniche"

Di:

Foggia/Manfredonia – LA Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia ha aperto un fascicolo, delegando anche il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia, per la “verifica della rispondenza della struttura sanitaria alle norme in materia di Eliminazione delle barriere architettoniche presso la struttura sanitaria Casa di Cura San Michele”.

Alcuni mesi fa, Ufficiali di Polizia Giudiziaria – in servizio presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia – hanno effettuato un sopralluogo presso la citata Casa di Cura, come disposto dalla Procura. Si premette che l’inchiesta della citata Procura ha avuto origine da passate segnalazioni di alcuni cittadini fatte dapprima al Comune di Manfredonia ed in seguito al Prefetto di Foggia; nelle stesse segnalazioni si rappresentavano presunte violazioni della normativa sul superamento delle barriere architettoniche presso la citata “Casa di Cura San Michele”.

Tali presunte violazioni, tra l’altro, troverebbero conferma – secondo i cittadini – anche nella visione della pratica edilizia relativa al Permesso di Costruire n.314 del 29 novembre 2010 nonché del conseguente Certificato di Agibilità rilasciato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Manfredonia in data 9 dicembre 2010. I suddetti titoli edilizi, secondo le segnalazioni fatte dai cittadini, sarebbero privi dei requisiti fondamentali che subordinano il rilascio degli stessi. In particolare, le segnalazioni hanno fatto riferimento alle disposizioni vigenti che prescrivono infatti che: ”Alle comunicazioni allo sportello unico dei progetti di esecuzione dei lavori riguardanti edifici pubblici e aperti al pubblico, sono allegate una documentazione grafica e una dichiarazione di conformità alla normativa vigente in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche, e che il rilascio del permesso di costruire è subordinato alla verifica della conformità del progetto compiuta dall’ufficio tecnico o dal tecnico incaricato dal Comune. Il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale, nel rilasciare il certificato di agibilità, deve accertare che le opere siano state realizzate nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche. A tal fine può richiedere al proprietario dell’immobile o all’intestatario del permesso di costruire una dichiarazione resa sotto forma di perizia giurata redatta da un tecnico abilitato”.(Legge 104/92; DM LLPP 236/89; in particolare vedasi DPR 380/2011 – Testo Unico dell’Edilizia).

Dato il mancato responso del Comune di Manfredonia alle segnalazioni dei cittadini, gli stessi hanno interessato il Prefetto di Foggia che è intervenuto inoltrando richieste di chiarimenti al Comune.
Infatti, il Comune, con nota prot. 46429 del 14 dicembre 2011, del Settimo Settore Urbanistica ed Edilizia, comunicava tra l’altro al Prefetto che ‘’(..) per il rilascio della certificazione di agibilità, l’ufficio ha ritenuto valida ed idonea la citata ‘dichiarazione di conformità delle opere realizzate’ a firma di tecnico abilitato invece della ‘Perizia Giurata sulla eliminazione delle barriere architettoniche’”.

Il dirigente del Comune conclude nella citata nota precisando come “a seguito dell’esposto (..) l’ufficio ha chiesto e ottenuto dal proprietario della struttura la dichiarazione di conformità della struttura Sanitaria alle norme sul superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche sulla quale (…) il tecnico estensore abilitato ha prestato il giuramento di rito nell’interesse del (..) davanti al cancelliere della pretura di Cerignola in data 22 novembre 2011”; nella nota in conclusione si afferma che “(..) in definitiva può affermarsi, sulla base degli atti prodotti a norma di legge, che la struttura ‘Casa di cura San Michele’ è agibile”.

Secondo i cittadini, la prima anomalia si sarebbe pertanto verificata allorquando il dirigente del Comune comunica (successivamente con nota del 06.09.2012) ai proprietari dell’immobile e al tecnico estensore della perizia giurata che “…in data 14 settembre 2012 a partire dalle ore 9,3O, l’ufficio effettuerà apposito sopralluogo sulla struttura teso a verificare il rispetto della normativa vigente in materia di eliminazione delle barriere architettoniche…”.

Ad ulteriore richiesta del Prefetto di Foggia il Dirigente del Settimo Settore Urbanistica ed Edilizia del Comune con nota prot. 11480 del 11.04.2013, comunica che: ”… sulla base di nuovo sopralluogo dell’ufficio effettuato in data 7 dicembre 2012, alla presenza del proprietario (dell’immobile,ndr) e del tecnico di parte (..) si è accertata la sostanziale conformità dello stato dei luoghi con la normativa vigente in materia ‘barriere architettoniche”, concludendo: “pertanto si ritiene che nella struttura sanitaria denominata ‘Casa di cura clinica “San Michele’”alla data odierna non sussistano barriere architettoniche”.

Dall’esito del sopralluogo (vedasi nota 13.03.2013), risulta che “(..) il Comune chiedeva integrazione e maggior chiarimento della perizia giurata e che a cura dello stesso (tecnico di parte,ndr) in data 13 novembre 2012 veniva trasmessa ulteriore documentazione scritto grafica ……….. La conformità è stata espressa sulla base dei nuovi elaborati ……………..’’

Inoltre, lo stesso Prefetto (in data 02.04.2013) ha investito l’ASL/Foggia, che comunicava (in data 29.04.2013) la propria incompetenza sul caso in questione: “(..) la materia in oggetto dell’esposto, disciplinata dal D.M. 14.06.1989 e dal D.P.R. n.380/2011, è di esclusiva competenza dell’Amministrazione Comunale in quanto tratto norme tecniche ed urbanistiche senza profili di competenza igienico-sanitaria”. A riguardo i cittadini esprimono le proprie perplessità sulla presunta incompetenza comunicata dall’Asl al Prefetto: “perché a Manfredonia – s’interrogano i cittadini – ci sono allora state, da parte dell’Asl, verifiche con successive comunicazioni al Comune che hanno originato la sospensione delle attività mediche per la mancanza di opere per l’eliminazione delle barriere architettoniche accertate dalla stessa Asl?”.

Atteso quanto successo, visto” il non rispetto alle disposizioni vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche” il cittadino M.P. investiva nuovamente il Prefetto di Foggia, nonché gli organi Ministeriali del Ministero degli Interni ed il Procuratore Capo della Procura foggiana. Da qui la Procura ha delegato, come in premesso descritto, anche il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia per la verifica del rispetto alle disposizioni in materia di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, e cioè il rispetto alle norme emanate dal Regolamento di attuazione alla legge 13/89 emanato con DM LLPP 14 giugno 1989, n. 236. “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.”
Come riportato, secondo i cittadini, tra i requisiti a cui la struttura deve rispondere (l.236/89 – art.3 e art.4.5) vi è quello della “accessibilità”, che viene esplicitamente definito dalle leggi in vigore (l.236/89 – definizioni) come:“la possibilità, anche per le persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia “.

Orbene – osservano i cittadini che hanno segnalato il caso – al fine della corretta applicazione delle normative, gli elaborati tecnici devono chiaramente evidenziare le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici adottati per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni di accessibilità, il tutto accompagnato da una relazione specifica contenente la descrizione delle soluzioni progettuali delle opere previste per la eliminazione delle barriere architettoniche (vedasi l.236/89 – Art. 10 Elaborati tecnici )”.

Dal verbale del sopralluogo i funzionari del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Foggia, congiuntamente ad un Tecnico del Comune e al tecnico estensore di parte e alla presenza di referenti della Casa di Cura e del responsabile del R.S.P.P.(Responsabile Servizio Protezione e Prevenzione della Casa di Cura) hanno accertato: ”… la rispondenza della struttura alla documentazione in atti presso l’Ufficio Tecnico Comunale di Manfredonia, sulla base della quale (il tecnico estensore della perizia giurata,ndr) ha redatto la dichiarazione di conformità sotto forma di perizia giurata in data 22 -11-2011, acclarante l’osservanza dell’edificio alle norme sulla eliminazione delle barriere architettoniche (..)“-.

“La terza presunta anomalia – secondo i cittadini – è che la Procura ha demandato agli Ufficiali di P.G. affinchè gli stessi verificassero che la struttura rispondesse alle norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche e non che gli stessi U.P.G. accertassero “la rispondenza della struttura alla documentazione in atti presso l’Ufficio tecnico Comunale (..)”.

(Didascalia immagine in copertina: Vedasi norme contenute nel Decreto Ministeriale – Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236 – 4.1.4 Arredi Fissi – per le specifiche vedi 8.1.4 e tra l’altro art.2 definizioni c.G)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

CdC S.Michele, “barriere architettoniche, queste sconosciute” ultima modifica: 2014-11-12T20:15:17+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
3

Commenti


  • Bar Col Lando

    Certo è che il dirigente del settimo settore fa gli adempimenti ………insomma non è azzecca una….CAMBIATELO PRESTO E’ UNA MESSA IN SCENA…..

  • E chi se frega….i problemi sono altri a questo paese no sta c…o di casa di cura……


  • semprevigile

    In quel settore occorre solo uno che ha la laurea in ingegneria e/o geometra….. dopo non serve altro….
    Poi si gestisce tutto alla luce del sole con atti…. facili ad ottenersi purché… “conformi” alla normativa….
    Leggendo l’articolo mi sorge un dubbio…. ma la normativa la conoscono ?, la sanno applicare ?….. tanto alla fine, quando hanno ingarbugliato le acque (carte) si richiede un parere legale…. coi soldi nostri…. ad un legale esterno…. nulla contando quelli che, pagati sempre coi soldi nostri, stanno in pianta stabile in quel “Santo Palazzo”… ad occupare una poltrona!!!!!
    Ed io pago !!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi