Manfredonia

La settimana economica – Risparmio e Investimenti: la bussola per il 2014

Di:

Salvadanaio 2014 (st)

Manfredonia – COME promesso nel precedente articolo, nel quale abbiamo discusso dei migliori e dei peggiori investimenti del 2013, oggi proporremo alcune idee e spunti di riflessione utili per individuare opportunità di investimento per il nuovo anno. Successivamente, il compito di ciascun lettore sarà quello di approfondire e adattare quanto esposto in quest’articolo alle proprie esigenze e disponibilità.

Entriamo subito nel vivo della trattazione proponendo una massima di Sir John Templeton (definito dal settimanale economico Forbes come uno dei gestori con maggior successo nella storia, nonché fondatore di una delle maggiori organizzazioni globali di gestione degli investimenti): “I mercati “toro” nascono dal pessimismo, crescono con lo scetticismo, maturano nell’ottimismo e muoiono sull’euforia. Il periodo di massimo pessimismo è il migliore per comprare, e il periodo di massimo ottimismo è il migliore per vendere”.

Come non concordare con quanto appena descritto? Tuttavia, la storia ci insegna che ciò che oggi può sembrare un’ovvietà, domani diventerà qualcosa di superfluo o da rinnegare. Nei momenti di maggiore euforia siamo tutti pronti a salire sul carro dei vincitori, tutti esperti investitori capaci di guadagni lauti e privi di rischio; nei momenti di pessimismo ecco giungere la disperazione e la consueta prassi di lanciare invettive contro i mercati finanziari e gli odiati speculatori (nei momenti di crescita credete non vi sia speculazione?).

Impariamo, invece, a comprendere come ogni tipologia di investimento sia caratterizzata da un proprio peculiare rapporto tra rendimento atteso e rischio intrinseco nell’investimento stesso. Solo dopo aver individuato questo rapporto e dopo aver deciso il timing (ovvero il “quando”, il momento ritenuto più opportuno) dell’ingresso nell’investimento, potremo ritenere di aver compiuto una scelta adeguata e coerente.

Veniamo dunque ai consigli – ribadiamo il concetto – da adattare al proprio profilo di investitore\risparmiatore:

Azioni: l’anno passato ha già dato risultati invidiabili. Quest’anno, dopo una pausa di riflessione più o meno lunga e acuta, potrebbe riservare ulteriori sorprese positive. Ciascun portafogli d’investimento dovrebbe prevedere una quota – da definire su base soggettiva – dedicata a questi strumenti finanziari. Impensabile, tuttavia, prescindere da una diversificazione tanto su base geografica, quanto su base settoriale!

Obbligazioni: le maggiori banche centrali confermano l’intenzione di tenere i tassi di interesse di riferimento sugli attuali minimi livelli. Ciononostante, è indubbio che un eventuale rialzo dei tassi (sia esso dovuto ad attacchi speculativi, ovvero a meno plausibili e sfavorevoli decisioni di politica monetaria) avrebbe un impatto sostanziale sulle performance degli investimenti in questa tipologia di strumenti. La nostra visione propone di conservare le posizioni in essere provvedendo, laddove possibile, ad un parziale consolidamento delle eventuali plusvalenze e ad un ribilanciamento tra le diverse categorie di investimenti obbligazionari presenti nel mercato.

Liquidità: vera risorsa nei momenti di crisi più acuta, questa forma di “riserva del risparmio” può trasformarsi in un vero e proprio boomerang. Conseguire rendimenti nulli, o quasi, su una componente rilevante dei propri risparmi potrebbe condurre ad una sostanziale perdita in termini di potere d’acquisto.

Dato il vasto e variegato pubblico al quale è dedicata la nostra rubrica, abbiamo focalizzato l’attenzione sulle più comuni e semplici tipologie di investimento\risparmio conosciute. Strumenti derivati, e affini, meriterebbero un approfondimento maggiore e competenze specialistiche per le quali consigliamo – vivamente! – di rivolgersi a professionisti del settore e di evitare il fai-da-te.

In conclusione, e promettendovi di fare il punto della situazione dell’andamento dei mercati tra qualche mese, offriamo anche una “scommessa” sulla quale potrebbe valere la pena destinare una, seppur minima, parte delle nostre disponibilità: le materie prime (privilegiando l’energia e le agricole, posizionandosi anche sui metalli industriali e monitorando l’evoluzione dei prezzi dei metalli preziosi).

Alea iacta est. Al mercato, in fine, la facoltà di darci ragione ovvero di smentirci.

(A cura del Dr. Leonardo Taronna
https://twitter.com/TaronnaL
)



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Commenti


  • Raffaele

    Ribadisco l’opportunità di ridurre la quota azionaria del proprio portafoglio investimenti e di realizzare, al più presto, le plusvalenze maturate per le ragioni indicate nel commento del precedente articolo al quale rimando.
    Colgo l’occasione per ricordare un divertente aforisma di Mark Twain che ha un fondo di verità: Ottobre è un mese particolarmente pericoloso per investire nelle azioni. Altri mesi pericolosi sono luglio, gennaio, settembre, aprile, novembre, maggio, marzo, giugno, dicembre, agosto e febbraio.
    Raffaele Vairo

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