Manfredonia

Verifiche su ricoveri Casa di Cura San Michele, quali gli esiti dell’UVAR?

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Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO - archivio)

Gent.Le Direttore di Statoquotidiano.it,
da lettore e cittadino di Manfredonia ho seguito i vari articoli che il giornale ha pubblicato sulla sanità regionale e locale, non ultima sulla Casa di Riposo Stella Maris di Siponto, con relative indagini giudiziarie.

La mia attenzione ricade ora sulla Casa di Cura privata San Michele di Manfredonia; in passato, si è parlato tra l’altro di una contestazione della Compagnia della Guardia di Finanza di Manfredonia all’ASL Foggia per alcuni milioni di Euro riguardante spettanze elargite alla citata Casa di Cura; il dato trova conferma nella delibera del Direttore Generale dell’ASL Foggia n.2027 del 14 dicembre 2011, ad oggetto: ” Nomina di dirigenti medici per verifica tecnico-sanitaria straordinaria presso Struttura Privata”.

Dall’atto emerge che il Comando di Compagnia della Guardia di Finanza di Manfredonia contesta la remunerazione dei ricoveri dell’anno 2008 e 2009: “verbale di constatazione di violazione (…) al fine di procedere al recupero delle somme indebitamente percepite (..)”. L’ASL Foggia, sul presupposto di “non aver in servizio professionisti atti allo scopo” (”Nomina di dirigenti medici per verifica tecnico-sanitaria straordinaria presso Struttura Privata” (..) “questa Azienda non ha in servizio professionisti cui affidare lo svolgimento di tale compito e comunque, in considerazione della delicatezza degli accertamenti da effettuare, ragioni di opportunità inducono a propendere per la nomina di dirigenti medici non della Provincia di Foggia..”) – come emerge dalla citata delibera n.2027 del 14.12.2011 – dapprima contatta l’ASL Taranto, che dichiara “l’indisponibilità dei propri dirigenti medici ad accettare l’incarico” e dopo l’ASL Bari che invece comunica “la disponibilità della propria struttura UVAR (…)”; da qui la Deliberazione del Dg dell’Asl/Foggia di affidare l’incarico – alla citata struttura UVAR dell’Asl Bari – “per la verifica tecnico-sanitaria straordinaria sui ricoveri erogati dalla Casa di Cura San Michele negli anni 2008, 2009 e fino alla data della definitiva cessazione dell’attività, al fine di accertare se le somme corrisposte dall’ASL Foggia siano dovute e in quale misure”.

L’ASL Foggia fa partecipe dell’avvio del procedimento la Casa di Cura San Michele di Manfredonia.

Relativamente alla delibera in oggetto (dg Asl/Fg n.2027 del 14.12.2011) l’ASL Foggia sostiene nell’atto di essere stata “notiziata di indagini di Polizia Giudiziaria svolte dalla Guardia di Finanza di Manfredonia sulla Casa di Cura San Michele” (con emersione di “gravi irregolarità nella gestione dei ricoveri effettuati da tale Casa di cura”) così incaricando “il Dipartimento di Prevenzione” di procedere ad “idoneo sopralluogo ispettivo” presso la citata struttura privata, “al fine di verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria in regime di ricovero per acuti”.

Come da atti, l’esito della verifica effettuata ha comportato la chiusura della struttura, con effetto immediato, con revoca della Regione Puglia – stabilita con D.G.R. n.1415 del 14.06.2010 – “dell’autorizzazione all’esercizio di attività sanitaria in regime di ricovero” concessa alla stessa casa di cura privata.

Tuttavia, la delibera di Giunta regionale n.1415/2010 racconta anche un’altra verità (da atti): “con nota datata 13/11/2009 il legale rappresentante della Casa di Cura “S. Michele” sita in Manfredonia ha presentato istanza tesa al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di n. 5 p.l. di Gastroenterologia, giusta pre-intesa sottoscritta e recepita con D.G.R. n. 813/2006, nonché al conseguente rilascio dell’accreditamento istituzionale di n. 35 p.l. per le seguenti discipline: 20 p.l. Gastroenterologia e n.15 p.l. Pneumologia; richiamata la nota del Servizio Programmazione e Gestione Sanitaria prot. n. AOO_081/869/Coord del 23/2/2010 con la quale è stato incaricato il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL FG ad effettuare idoneo sopralluogo presso la citata struttura finalizzato alla verifica dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l’autorizzazione all’esercizio di n. 5 p.l. di Gastroenterologia; acquisita e letta la nota prot. n. 3376/DIP/1 del 09/06/2010 a firma del Direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL FG che testualmente recita (….)”.

Per quanto riportato mi chiedo: le indagini sono state concluse? Quali gli esiti riscontrati?

LA CONVENZIONE CON L’ASL/BA. Torno alla deliberazione del direttore Generale dell’Asl/Foggia (2027-14.12.2011); relativamente alle verifiche sulla Casa di cura privata San Michele di Manfredonia, affidate alla UVAR dell’Asl Bari “per la verifica tecnico-sanitaria straordinaria sui ricoveri erogati dalla Casa di Cura San Michele negli anni 2008, 2009 e fino alla data della definitiva cessazione dell’attività, al fine di accertare se le somme corrisposte dall’ASL Foggia siano dovute e in quale misure” viene stipulata una convenzione (vedi delibera dg Asl/Bari n.98/18.01.2012); la stessa convenzione prevede una decorrenza dal “1^ febbraio 2012” con scadenza “ope legis alla conclusione delle operazioni di verifica in parola, salvo espresso rinnovo consensuale per iscritto (….)”.

Dunque, ufficialmente parte la verifica della struttura UVAR dell’Asl/Bari, tanto che l’Asl Foggia (vedasi determina dirigenziale n.2047/13.04.2012) liquida una fattura (n.80/1 del 30.03.2012) per un importo pari a 29.766.00 euro (periodo febbraio-marzo 2012 per euro 24.600,00 + Iva); in seguito altra liquidazione dell’Asl Foggia (determina dirigenziale n.2626/11.05.2012) all’Asl/Bari per consulenze rese dai medici della U.O. UVAR (come sopra) per 21.296,00 euro (periodo aprile 2012, di cui 17.600,00 + Iva).

LA REVOCA DELLA CONVENZIONE. In seguito (vedasi determina n.1533/07.09.2012, Asl/Bari) emerge la revoca della convenzione, come da delibera dg Asl/Ba n.98/18.01.2012.

Ancora in seguito, come da determinazione dirigenziale n.7815 dell’11.12.2012, l’ASL/Fg liquida spese di accesso componenti Uvar Asl Bari per attività di verifica presso struttura privata territorio Asl (come da convenzione), concludendo dunque la fase amministrativa.

Dopo la citata revoca del provvedimento dell’Asl/Bari (n.98/18.01.2012) e dunque delle verifiche della struttura UVAR sulla “struttura privata del territorio ASL” ad oggi non ho ancora appreso le iniziative dell’ASL Foggia – per la prosecuzione dei controlli – ed i risultati della parziale verifica dell’UVAR dell’ASL BAT, con costi (come da atti) di circa 50mila euro.

Non sono un conoscitore di leggi sanitarie ma rimango sorpreso di come una struttura sanitaria priva di autorizzazione regionale possa essere stata ipotericamente retribuita; mi chiedo a quali verifiche devono essere sottoposti i ricoveri del reparto di Oncologia quando è stato accertato anche dalla stessa ASL Foggia, come si legge in delibera n. 1415, la mancanza – per il citato reparto – dei requisiti minimi strutturali, impiantistici e tecnici organizzativi; inoltre – come emerge dalla stessa delibera di Giunta regionale – l’Unità funzionale di Oncologia “non è dotata di locali dedicati e di attrezzature specifiche” e ancora che “la Casa di Cura non aveva in organico un medico specialista in Oncologia”, anche se – da quanto mi è dato sapere – sarebbe stato dato incarico ad un aiuto medico per la responsabilità del reparto di Oncologia, e “che la preparazione e somministrazione di farmaci antiblastici non avvenivano nel rispetto delle normative di legge”.

Sarà per questo (diritto di critica,ndr) che la Regione Puglia ha giustificato l’urgenza del provvedimento della chiusura al fine di “tutelare la salute dei cittadini?” (testualmente: “ordina la chiusura immediata della Casa di Cura” (…) “Preso atto che l’adozione del presente provvedimento rappresenta atto dovuto e vincolato nonché ineludibile ed improrogabile stante l’urgenza di tutelare nelle forme più assolute il diritto alla tutela della salute dei pazienti e degli operatori della casa di cura in esame “; pag.7, D.G.R.1415/2010).

Confido, attraverso le informazioni che saranno raccolta dal giornale Statoquotidiano.it, di avere nota e riscontri su quanto richiesto.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • andonella

    Se si chiama casa di cura si presuppone una cura con analisi, attrezzature e personale specializzato, ma i miei parenti – come se non esistessero cure anche per le fasi terminali delle malattie mai diagnosticate altrimenti curabili e/o cronicizzabili


  • Smart

    Articolo discriminatorio, il reparto di oncologia è ormai chiuso da anni


  • Redazione

    Si fa riferimento agli anni precedenti la delibera di Giunta regionale (relativa alla revoca), come scritto; inoltre l’articolo riporta altri dati; grazie, Red.Stato


  • Drittopedritto

    Ma qual’è il senso di questo articolo? Oncologia è chiuso dal 2010


  • Redazione

    Si parla della verifiche dell’Uvar, i cui esiti ad oggi non sono stati resi noti, per quanto ci è dato sapere; Red.Stato

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