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Viva la vita onlus, Stamina: indagine giudiziaria contro chi nega l’evidenza dei risultati

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Il dottor Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation, durante la conferenza stampa indetta per presentare i risultati degli esami clinici relativi ai pazienti in trattamento con metodo Stamina, Roma, 24 ottobre 2013.

Roma – I sottoscritti iscritti alle associazioni Vivalavita Onlus Italia , Movimento Vite Sospese, Sicilia Risvegli, Asamsi, nate a tutela del diritto alla salute dei malati con malattie neurodegenerative, e quindi rispettando le finalità proprie della proprie associazioni

Avendo avuto notizia che questa Commissione ha intenzione di raccogliere notizie su quanto è seguito all’applicazione della metodica Stamina in un ospedale pubblico, desiderano anticipare alcune osservazioni che saranno sperabilmente oggetto di un’audizione.

A quanto ci è noto:

1) la metodica Stamina è stata applicata presso gli Ospedali Civili di Brescia dopo un parere scritto ell’AIFA. L’AIFA non poteva ignorare che il laboratorio dell’ospedale non era di classe farmaceutica (GMP) nensì trapiantologia (GLP). Quindi appare sconcertante che la stessa AIFA, o meglio il nuovo direttore, abbia sconfessato sé stessa dopo alcuni mesi bloccando l’attività di Brescia in quanto il laboratorio non era GMP. La stessa Regione Lombardia ha criticato le modalità in cui sono state svolte le ispezioni ed in particolare la dichiarazione finale secondo cui mancavano documentazioni sulla qualità del prodotto cellulare (CD) e sulla sterilità dei campioni. Semplicemente questi documenti non erano stati prelevati. I donatori erano evidentemente stati controllati per malattie trasmissibili al pari dei donatori di midollo.

2) L’analisi delle cellule presenti nelle provette sequestrate, hanno da una parte portato al comunicato stampa n. 173 del Ministero, in cui si definiscono “pronte per qualsiasi uso terapeutico”, dall’altra ad analisi già sconfessate dal prof. Camillo Ricordi di Miami, eseguite a Modena. A Modena il prof. Dominici ha valutato due provette, di cui una “sbagliata” in quanto contenente una sospensione di cellule midollari non ancora processate (un frullato di midollo). Dall’analisi di questa provetta conseguì la dichiarazione che rimbalza ancora oggi sui media secondo cui “nelle provette non ci sono cellule staminali”.

La seconda provetta è stata studiata approfonditamente, ma i commenti del prof. Dominici sono facilmente criticabili. Non è riuscito a produrre cellule nervose in vitro, ma questa metodica non mira a produrre neuroni (che non servirebbero in quanto incapaci di muoversi dalla sede di iniezione) ma precursori dei neuroni (dimostrazione in esperimenti di “real time” con “transcripasi inversa”. L’affermazione più facilmente contestabile fu quella che non erano stati fatti gli esami di compatibilità HLA come per i trapianti; è noto a tutti che le cellule staminali non hanno l’HLA di “seconda classe”, non vengono rigettate ed anzi limitano le reazioni di rigetto degli organi. Incredibile poi la dichiarazione che la diluizione di una sospensione cellulare contenetene il crioprotettore DMSO potrebbe produrre reazioni “esotermiche” facendo bollire le cellule. Il DMSO, come sanno tutti i trapiantatori di midollo o sangue placentare, aumenta la temperatura solo in caso di aggiunta di acqua quando è puro, non se è già diluito, altrimenti tutti i trapianti sarebbero impossibili.

Queste ed altre dichiarazioni insostenibili scientificamente vengono utilizzate ancora aggi, come se fossero un scoop giornalistico, con il palese intento di svalutare la metodica.

3) In Italia ci sono detrattori della metodica che sistematicamente passano a Nature notizie fuorvianti, in modo da ottenere articoli da utilizzare qui da noi. Nature ha infangato la propria immagine con una serie di “bufale”. La prima riguardava una fotografia di un neurone coltivato in vitro, che Vannoni avrebbe rubato ad una povera biologa ucraina. Dal momento che la dottoressa era dipendente di Vannoni (è indagata con lui dal dott. Guariniello), Vannoni avrebbe plagiato sé stesso. La seconda cita due decessi avvenuti a Trieste di bambini trattati con staminali attribuite a Stamina. In realtà questi bambini sono stati curati con cellule preparate a Monza in un entro autorizzato dall’AIFA. I bambini sono morti “nonostante” le cure e non a causa delle cure. Negli ultimi giorni è uscito un altro articolo che essenzialmente cerca di screditare il prof. Ricordi che a Miami era disponibile a verificare la qualità delle cellule preparate a Brescia. I senatori dovrebbe rendersi conto che esiste un gruppo molto potente che sta manipolando l’informazione, con falsi scoop praticamente ad ogni telegiornale del servizio pubblico. Queste persone meriterebbero una particolare attenzione.

4) Si è detto che le cellule sono pericolose. Dopo un paio di centinaia di iniezioni lombari, qualche evento avverso dovrebbe essere apparso, ed invece niente. L’Agenzia Europea del Farmaco ha definito l’innocuità delle cellule staminali se adulte, è nota la pericolosità delle embrionali e delle IPS. Tutti gli esami possibili sono stati effettuati routinariamente a Brescia (certificato dal direttore generale dell’ospedale). Quindi al momento il rischio per la salute è inferiore a 1:200, per malattie mortali, mentre i trapianti di midollo nella leucemia hanno una mortalità fa procedura mai inferiore al 10%.

5) E’ stato scritto che dalle cartelle cliniche di Brescia non si evince alcun risultato favorevole. A parte le valutazioni scritte nella cartella di Celeste Carrer mostrate anche dalle Iene, è certo che la maggior parte dei pazienti non è stata rivalutata dall’ospedale che si è limitato a somministrare le cellule come ordinato dai giudizi. Sono state le famiglie a far registrare i risultati da ospedali di riferimento e da esperti internazionali. I risultati, obiettivi e strumentali sono stati mostrati in una pubblica conferenza a Roma alla fine di Dicembre a Roma. Il prof. John Bach, massima autorità mondiale di Atrofia Muscolare Spinale (SMA) è venuto due volte a Mestre a testimoniare i miglioramenti di Celeste. La massima autorità italiana di SMA (secondo Bach) il dott. Villanova di Bologna, ha certificato i miglioramenti di Sebastian…e così via. Lo stesso Procuratore Capo di Pesaro ha testimoniato pubblicamente il miglioramento visto su Federico affetto da leucodistrofia, Certo non è un medico, ma alcune effetti eclatanti sulla motilità possono essere visti da tutti.

A nostro parere coloro che citano ancora la pericolosità di queste cellule e negano contro ogni evidenza i risultati, meriterebbero di essere sottoposti ad un’indagine giudiziaria, essendo colpevoli di un tentativo di violazione del DM 5/12/2006 (Turco) scritto con lo spirito di salvare delle vite. A questo proposito si ricordi che il DM 2006 non precede un laboratorio GMP; esiste solo un suggerimento facoltativo (scritto in prima pagina in grassetto) di una line guida dell’ISS che indica il laboratorio GMP ideale ma non imperativo.

(Comunicato stampa Viva la Vita Onlus)



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