Editoriali

Storia semiseria di un baffo di.. Carnevale

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Foggia – “Foggia sarà bypassata”; “La stazione di Foggia tagliata fuori dalla direttrice per Roma”; “Il baffo di Cervaro diventa realtà… e chi più me ha più ne metta. E NO! “ Ngopp’a stu fatt Mo maggia sfugà!” – come dice un noto comico – Fa specie leggere, ora, ed ascoltare gli interventi che da ogni parte si levano, insieme alle lacrima “da coccodrillo” che si vorrebbe far credere si versano, per piangere “il morto” in casa, quando non si è voluto, mai, curare il ferito: sin da quando lo era solo lievemente. Oggi assistiamo all’ennesimo scippo perpetrato ai danni della nostra comunità, in favore di altre realtà regionali. Questo si, un piano voluto e funzionale allo scopo di favorire l’ignobile risparmio di 4/6 minuti sulla tratta ferroviaria Bari Roma, “saltandoFoggia. E’ su questo che, non sempre alle spalle, anzi spesso alla luce del sole, che evidentemente ha abbagliato così forte quanti avrebbero dovuto “vedere”, che si è realizzato il “furto” di 150 anni di storia!

L’Alta Velocità (una sciocchezza), l’Alta Capacità (questa l’unica progettazione); Capitanata 2000, Piani, CIS, Fondi ecc. Tutto era preordinato a quanto poi sta accadendo. Qualcuno aveva creduto alla “fantasia” del “baffo” che sarebbe servito solo per i treni merci; salvo poi a non voler vedere che il raggio di curvatura della famosa bretella, che si andava costruendo, era di molto superiore a quella che sarebbe stata sufficiente per i treni merci ma abbastanza per far transitare, anche a velocità piuttosto sostenuta, le varie “frecce”.

Così come sempre trascurate e prese sotto gamba sono state le dichiarazioni dei vari ministri, sottosegretari, presidenti delle FF SS, che mai hanno smentito, in questi anni, categoricamente, che Foggia non sarebbe stata tagliata fuori, questa volta definitivamente, dalle tratte ferroviarie più importanti. Lo “specchietto delle allodole” del nuovo supermoderno Terminal, per i bus,e i treni a carattere poco più che locale, ha di fatto attirato l’attenzione di tutti, dimenticando quello che stavamo perdendo. Dopo che saremo costretti a recarci a Cervaro per prendere forse, il treno, cosa resterà di 150 anni di storia della nostra stazione e del nodo ferroviario foggiano: per decenni tra i più importanti in Europa! In verità la “storia” del demansionamento della nostra rete ferroviaria inizia da lontano: dagli anni in cui si è cominciato a tagliare i collegamenti con Benevento, Napoli, con il Nord Italia e le Capitali Europee; con la soppressione di IntercitY e convogli a lunga percorrenza, in favore di costosissime frecce che, peraltro, nulla hanno a che vedere con quelle utilizzate su ben altre tratte. A nulla sono dunque valsi gli articoli della stampa, che a più riprese hanno minacciato quanto poi sarebbe accaduto; i libri, gli articoli, i convegni, moltissimi dei quali curati dal sottoscritto, che contenevano grida di allarme su quello che poi sta succedendo. E sia!

Dopo l’aeroporto e le linee aeree, diamo via anche tutti i trasporti ferroviari più importanti e le infrastrutture: le poche rimaste, perché quelle più importanti erano già “andate”, da anni, come più volte pubblicamente denunciato, al capoluogo di Regione. Non importa che, se per far questo, è stato necessario sconvolgere anche la natura; la geografia,, la topografia e la morfologia dei territori, oltre che, come già detto, la storia, che assegnavano a Foggia, al suo territorio , la centralità della rete viaria del centrosud Italia: sin dal tempo dei tratturi. Abbiamo avuto la forze e la determinatezza di far si che una semplice stazione di transito e di testa, riportata anche nelle cartine ufficiali di Rete Italia, come di importanza secondaria, divenisse primaria e soppiantasse Foggia. Solo menti superiori avrebbero potuto arrivare a tanto. Ora non resta che completare l’opera: mancano solo le strade e le autostrade: queste, specialmente, stranamente, passano ancora vicino Foggia (Via Manfredonia) e ad una quarantina di chilometri da essa (Candela). E poiché madre natura ha avuto la bontà di mettere Foggia lì, al centro del tavoliere in una immensa, bellissima pianura, l’unica possibilità che avete per “saltare” la Capitanata è quella di spostare le due autostrade in mare.

Un lungo ponte da Termoli a Bari, via mare. Eliminazione dei caselli di Foggia e Candela, con unico ingresso, per i foggiani che lo desiderano, al casello di Bari Nord. Mi sembra un progetto fattibile; che ne dite? Noi torneremo alle meno inquinanti e più naturali “carrozze a cavalli”. Un bellissimo e foggianissimo “Signori in carrozza” sarà sempre e certamente preferibile ad un: “Cervaro, stazione di Cervaro!”.

(A cura di Salvatore Agostino Aiezza)

Redazione Stato



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