Manfredonia
Studio epidemiologico: una tappa ulteriore

E l’aggiornamento sullo studio della salute dei manfredoniani continua

L’incontro, aperto per definizione alla partecipazione cittadina, ha visto diversi interventi di “aiuto” da parte dei partecipanti

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Manfredonia. “Siamo qui per comunicare gli aggiornamenti di quanto sta succedendo nell’indagine” . Ha aperto così le danze la Dottoressa Mariangela Vigotti per questo appuntamento presso l’aula consiliare del Comune di Manfredonia. Nel corso di una snella e chiarissima presentazione, gli studiosi, in visita in città per l’occasione, hanno riportato i dati dello studio, in fase non ancora avanzata, su analisi demografica, analisi dei flussi migratori e questioni ambientali, secondo il cronoprogramma degli studi, che avrà fine a giugno 2016. (Un primo incontro col gruppo si era svolto a Palazzo Celestini nel mese di settembre)

Sapendo che per coorte, in epidemiologia, si intende quella “forma di ricerca che mira ad istituire in modo analitico un nesso di causalità tra eventi ai quali un dato gruppo di individui è stato esposto e la condizione di salute di questi individui”, per lo studio sono state sottoposte ad analisi due coorti di lavoratori, vale a dire i lavoratori dell’Anic-SDC e quelli delle ditte in appalto: dei primi risultavano deceduti, al 31 ottobre 2001, 45 lavoratori su 923 totali, mentre dei secondi 69 su 544. Di tutti questi lavoratori, solo alcuni risultavano residenti nel comune di Manfredonia. Entrando nel merito, secondo un’operazione definita di record-linkage da parte dei dottori Vigotti e Bruni sull’aggiornamento dello stato in vita, i ricercatori sono riusciti a rintracciare negli archivi comunali alcuni dati sui lavoratori deceduti. Con un’ulteriore operazione di record-linkage si potranno incrociare le cause di morte col registro nominativo tenuto dall’Asl di Foggia e poi coordinata a livello centrale dall’osservatorio epidemiologico regionale. Grazie al contributo degli operatori dell’anagrafe comunale, gli studiosi invieranno una lettera ai comuni che hanno accolto quei migranti che nel 2001 risultavano residenti, dei quali, se rintracciati, sarà possibile conoscere lo stato in vita. L’attività si rivela ancor più complessa per i non residenti, per cui gli studiosi invieranno invece una lettera al Sindaco. Ad ogni modo, se le prime analisi sono basate su dati grezzi “il dato interessante è che gli operai fossero mediamente più giovani degli impiegati al momento dell’incidente, e le informazioni sulla mansione degli operai si ritrova solo nella coorte Anic-SDC.”

La dottoressa Bianchi è intervenuta a proposito dell’analisi demografica: in particolare, per valutare gli effetti sanitari dopo 40 anni, capire chi è il soggetto dello studio e com’è cambiata la popolazione negli anni: “Per dare esiti sanitari, la conoscenza della realtà strutturale è necessaria”. Diminuzione o aumento della popolazione anziana, cambiamento della struttura sociale a piramide, calo nascite, maggiore longevità femminile e distacco dei residenti di Zapponeta sono tutti dati in esame, principalmente perché possono portare a esiti sanitari diversi.

Per quanto concerne l’analisi ambientale, gli scopi perseguiti nel corso dei numerosi incontri precedenti sono due. Il primo è quello di fornire l’esposizione generale della popolazione di Manfredonia nel periodo di funzionamento degli impianti. Il secondo riguarda invece l’esposizione acuta avutasi a seguito dell’incidente del 1976. Da questi pattern, che verranno incrociati con i dati dei cittadini, si cercherà di capire quali possibili vie la contaminazione possa aver percorso: “ma difficilmente l’indagine potrà giungere ad un’analisi sulla coorte complessiva dei cittadini in termini di salute. Nell’autunno del ‘77 si poteva notare una persistenza di sostanze nei terreni oggetto di indagine, la zona di massima presenza di arsenico era circolare e si trovava lungo la costa. La caduta del materiale, l’esposizione acuta nei giorni successivi all’incidente, e le informazioni meteorologiche fanno parte di un modello complesso, che verrà presumibilmente presentato a maggio”.

L’incontro, aperto per definizione alla partecipazione cittadina, ha visto diversi interventi di “aiuto” da parte dei partecipanti, uno dei quali da parte di Lorenzo Pellegrino (Società Storia Patria) il quale si è offerto di mettere a disposizione materiale oggetto di pubblicazione agli atti. Un altro intervento ha fatto notare come, se la difficoltà è il reperimento di informazioni sulla mansione di alcuni operai, nei fatti, a Manfredonia e nella provincia, le imprese titolari di quei lavoratori esistano ancora. Un ultimo intervento, stavolta da parte degli studiosi, ha riguardato i risultati di studi analoghi, assimilabili o integrabili. In particolare, uno studio nazionale su siti e aree oggetto di bonifiche tra cui Manfredonia; lo studio Sentieri e uno studio europeo in fase embrionale, in cui far convergere anche i dati sulla nostra città. Alleghiamo a questo proposito i due documenti messi liberamente a disposizione dal comitato, per ogni altra specifica. Per tutti gli ulteriori aggiornamenti sullo stato di salute della città, resta invece da attendere una prossima tappa.

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(A cura di Antonella Attanasio – antonellattanasio84@gmail.com)



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Commenti


  • fato

    Studi,studi e ancora studi ma la gente e’ morta di cancro e leucemie e SI dicono e fanno sciocchezze. Questo e’ Il dato importante e la causa e’ la stessa: Inquinamento.stiamo pagando tutti l’errore Dei montanari che fecero venire l’ex Enichem.maledetto bisogno di lavorare.qui SI accetta pure la cacca basta che SI lavora.ma dopo cacchi amari

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