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Il progetto regionale arriva alla Bit di Milano Primo evento

I riti della settimana santa in Puglia: dal Gargano alla Ionio

La processione della Croce a Molfetta 9-10 febbraio

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Roma. Penitenti scalzi e incappucciati che si trascinano sotto il peso della croce, statue che sfilano per rievocare il dolore dell’Addolorata, donne che mostrano la loro devozione camminando per ore con ceri accesi e intonando litanie. La Puglia a Pasqua diventa un teatro di manifestazioni di cordoglio collettivo. Un appuntamento che attrae sempre più turisti: il progetto regionale “Settimana Santa in Puglia” sarà presente anche quest’anno alla Bit di Milano dall’11 al 13 febbraio, la manifestazione internazionale che raccoglie gli operatori turistici di tutto il mondo. L’associazione Puglia autentica, presieduta da Gaetano Armenio, in pochi anni ha riunito 24 comuni nel progetto Settimana Santa in Puglia creando un percorso esperienziale ed emozionale, raccontato attraverso una guida cartacea e soprattutto il portale settimanasantainpuglia.it, accessibile in tre lingue. “La Puglia è un’emozione da vivere. Non solo per le sue bellezze paesaggistiche o per le sue qualità artistiche, a rendere unica questa terra è soprattutto la sua tradizione. Il momento migliore per conoscere da vicino questo valore dei pugliesi è la Pasqua. Assistere a queste manifestazioni di religiosità popolare dona a chi le segue emozioni straordinarie. Ogni borgo ripropone in tanti modi diversi il dramma universale della morte del Cristo e la celebrazione della sua mortalità umana e immortalità divina. L’obiettivo della rete “Settimana Santa in Puglia” è rivalutare la tradizione e promuovere i nostri riti, un fenomeno di grande attrazione turistica che messo a sistema può competere anche con quello spagnolo”, spiega Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia.

Il primo appuntamento che inaugura i riti della Pasqua in Puglia è la processione della Croce a Molfetta (Ba) nella notte fra l’ultimo giorno di Carnevale (il 9 febbraio, martedì grasso) e il primo giorno di Quaresima (10 febbraio, mercoledì delle ceneri). L’apice delle manifestazioni religiose si ha nel corso del Venerdì Santo, ma anche il venerdì antecedente alla domenica delle Palme, quello che una volta veniva chiamato di Passione o dei Dolori, vede quasi in ogni località una processione dell’Addolorata o della Desolata. A Bitonto l’Addolorata nel suo abito nero e lo spadino che le trafigge il cuore percorre le vie del centro storico accompagnata dai bambini che intonano “La Desolata”, tradizionale inno alla Vergine Addolorata composto nei primi anni del novecento dal canonico Cepollaro su versi del vescovo Pasquale Berardi (18 marzo). Una delle più lunghe processioni della Puglia si svolge a Taranto: il corteo parte il giovedì santo (25 marzo) dalla chiesa di San Domenico in città vecchia e raggiunge alle prime luci dell’alba la città nuova, i perduni con l’abito di rito e il volto coperto da un cappuccio bianco portano la statua della Madonna, accompagnati dal ritmo della troccola (strumento in legno che produce un caratteristico suono).

Nel foggiano a San Marco in Lamis la processione dell’Addolorata con il Cristo Morto è illuminata da centinaia di fracchie (enormi torce di legno montate su ruote) e accompagnata da confratelli vestiti con la divisa da lutto. I canti e le marce funebri sono un altro elemento identificativo di questi riti a Vico del Gargano sono singolari i canti in vichese: il Giovedì Santo per accompagnare la funzione viene intonato “Il pianto della Madonna” da voci femminili, il giorno seguente nelle chiese sedi delle confraternite sono le voci maschili che intonano canti della tradizione dando vita “all’uffizio delle tenebre”. A Gallipoli il corteo dell’Addolorata parte dalla chiesa Santa Maria del Monte Carmelo e della Misericordia (in via Carmine Fontò) per raggiungere la Cattedrale, tradizione vuole che la statua si fermi su uno dei bastioni per benedire la popolazione ed i pescherecci. A Galatina per tutta la notte del Venerdì Santo la banda veglia sulla statua della Madonna nella chiesa dell’Addolorata suonando una musica che evoca un lamento.

A Noicattaro c’è la processione della Naka, ossia di Cristo morto e deposto dalla Croce, preceduta il giovedì santo dalla processione dei Crociferi, in cui uomini incappucciati (vestiti con un saio nero e una corona di spine sul capo) trascinano a piedi scalzi con catene di ferro una pesante croce di chiesa in chiesa e si flagellano ad ogni fermata. In città come Alberobello, Grottaglie, Ginosa e Troia, la Passione di Cristo si trasforma in uno spettacolo itinerante per le strade del borgo (19 marzo), un percorso illuminato dalle fiaccole che mette in scena i momenti fondamentali:dal cenacolo all’orto degli ulivi, dal tempio di Pilato alla crocifissione di Cristo.

Un’altra tradizione significativa è il rito del bacio a Conversano, i fedeli la sera del Giovedì Santo si recano presso il monastero dell’Isola per baciare e ringraziare Gesù; mentre a Bisceglie questo rito con la Processione dell’Incontro (25 marzo), quando le statue lignee dell’Addolorata e del Cristo con la croce s’incontrano a metà strada: è la Madonna che va verso suo figlio e lo bacia per l’ultima volta. Significative anche le processioni di Cristo risorto a Francavilla Fontana e a Ruvo di Puglia, dove avviene anche lo scoppio delle Quarantane.

IL CALENDARIO DEGLI EVENTI www.settimanasantainpuglia.it
Ufficio Stampa Puglia Autentica



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