FoggiaManfredonia
L’impegno della Agedo è, dunque, individuabile, nella attribuzione anche alla famiglia “omogenitoriale” di identici diritti già conferiti a quella eterosessuale

Le famiglie arcobaleno? Famiglia, di fatto

Alla luce di quanto appena argomentato, appare quanto mai urgente ed improcrastinabile, così come rileva la dott.ssa Campagna, regolamentare la posizione di queste famiglie

Di:

Foggia. La stepchild adoption e il riconoscimento dei diritti e dei doveri all’interno di unioni civili e di convivenze di fatto, di coppie omosessuali ed eterosessuali, sono i due temi fondamentali e maggiormente dibattuti fatti oggetto, per la prima volta in Italia, della proposta di legge della senatrice del Partito democratico Cirinnà presentata il 20 gennaio in Parlamento. Sin dalle prime battute il ddl ha suscitato clamore e polemiche dividendo fortemente la maggioranza politica del nostro Paese e sollecitando associazioni e cittadini a scendere in piazza per manifestare il proprio orientamento e le ragioni poste a fondamento del proprio pensiero.

La AGEDO, che è una associazione che nasce in America, presente su tutto il nostro territorio nazionale e che viene portata in Capitanata grazie all’impegno e alla tenacia del compianto dott. Gabriele Scalfarotto, è una di quelle tante associazioni che ha avuto il coraggio di dare voce alle ragioni degli omosessuali offrendo e garantendo sostegno non solo ai ragazzi omosessuali ma anche alle loro famiglie. Membro attivo di tale associazione è la Dott.ssa Francesca Campagna, psicologa e psicoterapeuta e già docente di psicologia generale presso l’Istituto Superiore “L. Einaudi” di Foggia, ed inoltre socio fondatore dell’associazione “G. Panunzio- eguaglianza, legalità, diritti”. Uno degli obiettivi che si prefigge la Associazione “AGEDO” può essere individuato, oltre che nel garantire supporto ed assistenza agli omosessuali ed alle loro famiglie, nel sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo, considerando che tale condizione, nonostante sia stata definita dal Sistema Sanitario Nazionale ed Internazionale come una naturale variante del comportamento sesso-affettivo, deve fare i conti , inevitabilmente, con anacronistici pregiudizi e paure immotivate.

E’ questo il punto di vista espresso in modo conciso ma efficace dalla Dott.ssa Campagna la quale evidenzia, altresì, come ulteriore e non ultima finalità perseguita dalla Agedo sia quella di garantire anche agli omosessuali i medesimi diritti che la nostra legislazione assicura agli individui eterosessuali. Non vi è chi non veda come la proposta di legge Cirinnà sia una ottima opportunità non solo per riconoscere e regolamentare, attraverso un provvedimento legislativo, i diritti ed i doveri anche di coppie omosessuali ma anche disciplinare lo status di figli nati in costanza di unioni civili. Senza dubbio i detrattori della proposta di legge Cirinnà invocano la illegittimità e la inapplicabilità, nel nostro ordinamento, del ricorso alla”gravidanza per altri” o “maternità surrogata”, sistema,questo,adottato giocoforza non solo dalle coppie gay di sesso maschile ma, come riferisce la Campagna, nel 95% dei casi, anche da coppie eterosessuali. La dottoressa Campagna ci pone a proposito un provocatorio interrogativo: come mai la prassi che prevede la maternità surrogata, quale fenomeno ricorrente oramai da svariati anni e ad “appannaggio” frequente delle coppie eterosessuali con problemi di sterilità, possa suscitare polemiche e riserve solo ora?

Scevre di fondamento sono, altresì, le aspre critiche dirette alle stepchild adoption interpretata come pericolo e minaccia per la crescita serena dei minori atteso che,così come argomenta la Campagna, “è importante che il minore abbia entrambe le funzioni genitoriali:la funzione genitoriale materna e paterna e queste non hanno a che vedere con il sesso, ma con la modalità di relazione ed apporto educativo. Non c’è differenza nelle capacità genitoriali di coppie omosessuali piuttosto che eterosessuali a parità di qualità nella relazione psico-affettiva. Ciò che determina lo sviluppo del bambino, è, pertanto, la funzione genitoriale materna e paterna, funzione,questa, che è avulsa dal sesso ma si concretizza nella capacità di cura, sostegno affettivo ed emotivo per la prima funzione (quella materna) e qualità nelle relazioni con il mondo esterno e funzione direttiva per la seconda funzione (quella paterna)”.

L’impegno della Agedo è, dunque, individuabile, nella attribuzione anche alla famiglia “omogenitoriale” di identici diritti già conferiti a quella eterosessuale, anche in considerazione di un aspetto che non deve e non può essere trascurato in uno Stato di diritto come il nostro, legittimamente sensibile alle problematiche che afferiscono alla tutela dei minori: nella ipotesi in cui il ddl non venisse approvato, a tutt’oggi, continuerebbe a non essere contemplata nel nostro ordinamento alcuna norma che tuteli e regolamenti lo status e la posizione di soggetti minori nati in costanza di convivenza fra omosessuali e che, per varie circostanze, perdano il genitori biologico. La dott.ssa Campagna evidenza all’uopo come,in caso di decesso del genitore biologico,il minore non solo patirebbe il trauma del lutto ma a questa tragedia si assocerebbe anche la perdita della figura di riferimento individuabile in quella del convivente superstite il quale , a tutt’oggi, a causa di un vuoto normativo, non è legittimato ad esercitare sul minore la potestà genitoriale (limitandosi la sua pseudo potestà nel compimento di atti ed azioni regolari e validi solo se posti in essere su delega espressa del genitore biologico). A prescindere dalla circostanza che ciascuno di noi sia o meno , per ragioni e ideologie politiche, etiche, religiose, favorevole alla approvazione della proposta di legge Cirinnà, non deve essere trascurato il fatto che queste famiglie “arcobaleno” esistono da sempre, sono famiglie a tutti gli effetti, e come tutte le altre famiglie italiane e non, vivono la loro quotidianità, facendo i conti, ogni giorno, con l’immenso svantaggio di condurre una esistenza senza usufruire della utilità di avvalersi di forme di tutela offerte e pretese dalle famiglie tradizionali, rischiando, conseguentemente, di compromettere serenità, equilibrio, ottimismo , fiducia nel futuro.

Alla luce di quanto appena argomentato, appare quanto mai urgente ed improcrastinabile, così come rileva la dott.ssa Campagna, regolamentare la posizione di queste famiglie , facendo appello al buon senso, e prendendo coscienza del dato che il concetto di famiglia di tradizionale memoria è oramai mutato poiché le nuove unioni si fondano su concezioni e su esigenze differenti, che ben si sposano e si conciliano con una realtà contemporanea in continua trasformazione.

(A cura di Cinzia Meccola – avvocatomeccola@virgilio.it)



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi