Manfredonia
I beni storici artistici sono stati oggetto indubbiamente di cambiamenti, la questione è sulla discutibilità degli stessi

“Basilica di Siponto, opera di Tresoldi e alcune riflessioni”

Un'ulteriore osservazione è quella dell’esistenza di un tessuto non tessuto, che riproduce i motivi dei mosaici

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Manfredonia. PARCO archeologico di Siponto: l’inaugurazione dell’opera di Tresoldi restituisce una fruibilità illuminata e non illuminante. I beni storici artistici sono stati oggetto indubbiamente di cambiamenti, la questione è sulla discutibilità degli stessi. Ad esempio: la possibilità che la struttura possa divenire ricettacolo di uccelli, che con il loro guano potrebbero minare lo stato dei mosaici sottostanti. Che dire inoltre della gabbia di Faraday? Farà day dunque farà giorno quando queste due semplici osservazioni schiariranno dubbi ad alcuni esperti, che probabilmente obliavano il fatto che le strutture metalliche potrebbero attirare i fulmini, come il fatto che alcune specie d’uccelli possano anche nidificarvi col rischio di defecare sui mosaici restaurati recentemente.

Per correre ai rimedi cosa potrebbe suggerire il ‘Genio della lampada‘? L’applicazione di qualche invenzione di uomini d’ingegno dal parafulmine, al richiamo dei rapaci per fugare l’appollaiamento di qualche uccello nella struttura. Queste osservazioni non vogliono essere un richiamo all’artista, che ha fatto bene il suo lavoro, al punto che la stessa rete metallica che ha adoperato per edificare la sua opera sarebbe bastata anche per mettere in sicurezza le mura del fossato del Castello di Manfredonia con un risparmio che avrebbe potuto giustificare l’importante spesa.

Un’ulteriore osservazione è quella dell’esistenza di un tessuto non tessuto, che riproduce i motivi dei mosaici, da applicare sugli stessi in modo da preservarli da agenti esterni.

Per il lavoro un plauso va all’artista che ha saputo bene realizzare il suo retaggio, nell’auspicio che possa difenderlo dall’incedere del tempo. L’opera con il tempo potrebbe necessitare di manutenzione, e chi se non chi l’ha creata saprà prendersene cura? Per queste ed altre cose ci si auspica che lo Stato possa disporre di un ulteriore tesoretto da spendere non solo per altre opere contemporanee, quanto soprattutto per la fruibilità delle stesse.

A tal fine, le guide, gli operatori culturali e chi si occupa di manutenzione e non solo, sapranno fare fronte comune per rendere fruibili ai visitatori aree tipo quella recentemente inaugurata e quelle di prossima inaugurazione da presentare sempre come nuove. E non come l’adiacente parco e percorso archeologico in evidente stato di abbandono, e per la cui percorribilità si domanda un urgente ripristino e magari un semplice 3D delle antiche Domus, ivi presenti, disponibili anche “online”.

(A cura di Benedetto Monaco – benedetto.monaco@gmail.com)

FOTOGALLERY BENEDETTO MONACO



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