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"Si riparte verso il Borgo, ora Forza Nuova è andata via, davanti alla villa ragazze, giovani, anziani"

Paesaggio con nature “vive” e bambini

Capiamo perché non c’è nessun abitante in giro. “Arriva Forza Nuova per incontrare gli abitanti” dice don Stefano

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Siamo partiti alle ore 14. Destinazione Tavoliere. Con il pulmino di Luigi, cantastorie francese di origine italiana, e con l’equipe della Bottega degli apocrifi (Cosimo, Stefania, Filomena). Andiamo a Fonte Rosa e poi verso Tressanti. Lungo il viaggio Luigi ci racconta la storia della ferula e di S. Antonio e Prometeo che nascondono il fuoco dentro questa pianta che ci accompagna lungo le strade. Prima dell’inceneritore troviamo insediamenti di immigrati: case abbandonate e “rifugi” esterni con cartoni, lamiere, tavole… I panni stesi ci indicano il numero delle persone e la presenza di bambini. Uno più grande con “bagni esterni” di stracci e poi quello vasto, esteso, una ammucchiata enorme, detto dei “bulgari”. All’interno si intravedono bambini.

Un giro vasto fino a Borgo Tressanti e poi a Mezzanone. Lungo la strada altre presenze, qualche gruppo ha a disposizione le roulottes e qualche altro anche bagni esterni prefabbricati e ben sistemati. I padroni non sono tutti uguali. A Mezzanone non c’è nessuno. Solo poliziotti e carabinieri, una quarantina. Osserviamo l’architettura fascista di La Serpe, come si chiamava fino alla fine della guerra, dal nome di un giovane fascista cerignolano ucciso nell’assalto alla Camera del lavoro di S. Severo. Incontriamo don Stefano e padre Abel. I due si preparano a visitare le famiglie.

Capiamo perché non c’è nessun abitante in giro. “Arriva Forza Nuova per incontrare gli abitanti” dice don Stefano. Il rapporto tra residenti e immigrati? “Non c’è conflitto né con gli immigrati e nemmeno tra i residenti storici e le famiglie giunte da Foggia. Ci sono problemi per gli autobus, che sono insufficienti quando la mattina studenti e stranieri devono recarsi a Foggia alla stessa ora”. Al CARA gli ospiti sono circa 1.300. Forza Nuova stende i suoi striscioni: “Questa è la NOSTRA terra”, e poi bandiere e megafoni.

Noi ci rechiamo a Casa Speranza a meno di un chilometro. Lì troviamo Dina, insegnante della scuola della borgata e volontaria. Un viavai di furgoni, mobili, elettrodomestici. “Ecco! Ci hanno portato mobili quasi nuovi e li stiamo sistemando. Qui dormono una decina di persone. I mobili vecchi vengono portati via dai bulgari che stanno vicino Tressanti, forse li utilizzano per le baracche…”.

E la scuola? “E’ un istituto comprensivo. Sono 170 alunni. Si lavora molto. Però siamo contenti. Ci sono insegnanti che potrebbero andare a Foggia e invece….” Arriva un’altra insegnante. “Bisogna inventarsi le attività, sono tutti ragazzi, che hanno bisogno di essere seguiti…”

Ma quanti sono i bambini stranieri di questa area? “E chi lo sa. Sono tanti. Non tutti vengono a scuola. E ora con l’arrivo dell’estate… nel ghetto dei bulgari ci sono circa 60. Ma poi ci sono quelli più piccoli che vivono come vivono, quelli dei poderi sparsi… Quelli del villaggio Amendola, sono di una stessa famiglia, una decina: prenotano il posto ma poi non vengono a scuola e non sono seguiti da nessuno”. “Che dici se facciamo qui un laboratorio teatrale gratuito con i ragazzi?” E’ Cosimo Severo che interviene. “Volesse il cielo” dice Dina. Arriva Mbamba del Ghana, è contento, vuole raccontare. Lui ha incontrato i fascisti di Forza Nuova. “Ho parlato con loro. C’è una comune umanità che ci unisce, ho detto, ci dobbiamo rispettare. Noi vogliamo rispettare le leggi. Alla fine ci siamo salutati”. Il racconto prosegue, poi dice che vuol fare il mediatore e che ha la passione dei documentario. “Allora – dice Cosimo – Potrai aiutarci nei laboratori. Che dici? Potrai girare i documentari!”. Il laboratorio teatrale inizierà alla fine di aprile.

Luigi fa avanti e indietro e parla con gli africani francofoni del Burkina Faso, del Senegal, della Costa d’Avorio… ci dice dei ghetti delle città francesi e di quanta rabbia si accumula, che prima o poi esplode.

Si riparte verso il Borgo, ora Forza Nuova è andata via, davanti alla villa ragazze, giovani, anziani. E poi verso Manfredonia. Attraversiamo una zona molto bella di altipiani e avvallamenti un tempo paludosi. Ci soffermiamo a esplorare i toponimi: lago Versentino, lago Contessa, Innacquata, Cutino, Maremorto e poi Coppa Nevigata, Cupola, Colmo d’ischia, Monte Aquilone. Le alture erano abitate fin dal neolitico. Questi luoghi hanno spesso cambiato abitanti, ora forse si sta verificando un altro profondo ma irreversibile mutamento. Lungo la strada altri insediamenti. A pochi chilometri da Manfredonia, c’è il villaggio Amendola, si vedono dalla strada 5-6 bambini piccoli, che giocano tra gli animali… Di male c’è che non vanno a scuola.

(A cura del prof. Paolo Cascavilla, fonte www.futuriparalleli.it)



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