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"Il 4 maggio 2015 è stata inoltre richiesta alla provincia di Foggia la VIA (Valutazione di impatto ambientale) per un impianto eolico della potenza di 33 MW"

Pale eoliche a Troia, Trevisi e Barone: “No all’installazione selvaggia”

"Soldi pubblici - proseguono - che vengono spesi per comprare vasti terreni sui quali installare le pale, anche in aree protette, come i boschi, con il rischio di alterarne flora e fauna, in particolar modo l’avifauna"

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Foggia. “La Edison Energia ha presentato, a maggio 2015, all’Assessorato all’ambiente della Regione Puglia una richiesta di autorizzazione unica per un parco eolico di 11 pale da 3MW in agro di Troia, nelle contrade di Serraredine, Titoloni e Sant’Andrea, alla quale il Comune di Troia avrebbe risposto con parere favorevole. Il 4 maggio 2015 è stata inoltre richiesta alla provincia di Foggia la VIA (Valutazione di impatto ambientale) per un impianto eolico della potenza di 33 MW. Il Comune di Troia comunichi le ragioni alla base del parere favorevole dato alla Regione Puglia nel settembre 2015”. Lo chiedono i consiglieri regionali M5S Antonio Trevisi e Rosa Barone.

“È necessaria la massima trasparenza quando si parla di decisioni che hanno un impatto tale sul territorio: i cittadini hanno il diritto di essere correttamente informati – proseguono i consiglieri pentastellati. Nel corso della Conferenza dei servizi del 18 dicembre 2015, tenutasi a Foggia, il Comune di Troia è risultato assente ingiustificato, in quella occasione cittadini correttamente informati, proprio alla luce di quanto previsto dalla delibera di Giunta regionale numero 2122 del 23 ottobre 2012, avrebbero potuto dare validi e fattivi contributi di idee per far bocciare questa proposta che deturpa ulteriormente il paesaggio comunale. Nel Comune di Troia sono già istituite 98 pale di mega eolico, 400 ettari destinati al fotovoltaico e svariate pale di mini eolico”. “In Italia – ricordano i cinquestelle – l’incentivo alla costruzione e all’utilizzo di energia eolica genera un giro d’affari che si aggira intorno al miliardo di Euro all’anno. Soldi pubblici – proseguono – che vengono spesi per comprare vasti terreni sui quali installare le pale, anche in aree protette, come i boschi, con il rischio di alterarne flora e fauna, in particolar modo l’avifauna: perché sottraggono spazio agli uccelli, come rapaci, rondini, i quali si rifiutano di nidificare o alimentarsi all’interno di zone in cui sussistono tali sistemi. Noi siamo più che favorevoli alle fonti rinnovabili ed alle fonti di energia derivanti dall’eolico – concludono – tuttavia siamo assolutamente contrari all’eolico ‘selvaggio’ ed alla colonizzazione deregolamentata dei territori che ne deturpa il paesaggio senza nessun ritorno economico per i cittadini”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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