Economia

Dl Sviluppo, concessione spiagge ai privati, da 90 a 20 anni


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Spiaggia area Macchia-Varcaro (image copyright Stato)

Spiaggia area Macchia-Varcaro (image copyright Stato)

Roma – LA concessione della spiagge ai privati, o meglio il diritto di superficie, dura 20 anni e non piu’ 90, come era stato inizialmente previsto nel decreto sviluppo licenziato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sul sito del Ministero dell’economia. Inoltre l’assegnazione avviene attraverso gara, ”nel rispetto dei principi comunitari di economicita’, efficacia, imparzialita’, parita’ di trattamento, trasparenza e proporzionalita”’. Nella prima versione il diritto di superficie era rilasciato ai soggetti interessati dalla Regione, d’intesa con il Comune. Sono le principali novita’ apportate al decreto per rispondere ai rilievi mossi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha promulgato il provvedimento dopo ”consultazioni” avvenute con il governo ”secondo una prassi di leale collaborazione istituzionale”. Spiagge ai privati per 20 anni, quindi, ma ‘‘in ogni caso deve essere assicurato il rispetto dell’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia, anche a fini di balneazione”. Sulla concessione delle spiagge ai privati l’Europa ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per violazione della direttiva Bolkenstein sulla liberalizzazione dei servizi. La contestazione riguarda la durata di sei anni della concessione rinnobabile automaticamente. Con le norme del decreto, che prevedono il ricorso alle gare, si vuole dare una risposta all’obiezione europea.

Napolitano ha inoltre auspicato ”il piu’ sollecito recepimento” della direttiva europea del 2010 sulla dirigenza bancaria. In sostanza, la Banca d’Italia dovrebbe poter intervenire sulle retribuzioni dei manager prevedendo anche tagli nel caso in cui non venga fatta una sana gestione e le decisioni prese espongano a rischi eccessivi gli istituti. Le norme in proposito, tra l’altro gia’ previste in una bozza del decreto ma poi ‘stralciate’ dal Consiglio dei Ministri, potrebbero essere introdotte nel corso dell’iter parlamentare.

Un’altra novita’ contenuta nel provvedimento e’ la norma blocca ricorsi nel settore della scuola. Nel decreto, infatti, e’ stata inserita una disposizione, che non figurava nel dl approvato da Palazzo Chigi (pubblicato sul sito del Tesoro) e che esclude i contratti a termine stipulati nella scuola dall’applicazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva comunitaria in materia di lavoro a tempo determinato. Secondo la direttiva europea i contratti a termine, comprese le proroghe, non possono superare la durata complessiva di tre anni. Dopo scatta la stabilizzazione. Diversi tribunali, nei giorni scorsi hanno disposto l’assunzione o risarcimenti agli insegnanti che hanno svolto piu’ di tre incarichi annuali e in base alla direttiva hanno fatto ricorso. La norma inserita esclude dall’applicazione della direttiva ”i contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente ed Ata” (fonte: Asca).

DISABATO (LPPV): “BLOCCATO LO SCEMPIO AL NOSTRO TERRITORIO DEMANIALE” – Nota capogruppo de la Puglia per Vendola, Angelo Disabato. “Le nostre spiagge sono salve, questa volta dobbiamo ringraziare il Presidente Napolitano e l’Unione Europea. Ma la prossima volta chi ci verrà in soccorso da un governo nazionale dalle scelte insensate e scellerate. Grazie all’intervento di Napolitano che recependo le eccezioni sollevate da Bruxelles al decreto sviluppo varato dal governo in piena campagna elettorale, ha portato la durata della cessione dei diritti di superfice delle spiagge da 90 anni a 20 anni, è stato fermato in tempo uno scempio ai danni del nostro patrimonio demaniale tra le bellezze più rinomate al mondo da una parte, dall’altra sono stati fatti salvi i diritti civili inviolabili dei cittadini, perché le spiagge sono pubbliche. Nel giro di un secolo lo Stato italiano si sarebbe trovato espropriato del suo patrimonio finito nelle mani dei privati che gli avrebbero letteralmente modificato i connotati. Nessuno invece ha pensato al valore inestimabile del nostro patrimonio paesaggistico in grado di produrre ricchezza per così com’è, solo prendendosene cura e rispettandolo, tra le attrattive turistiche più ricercate e visitate al mondo”.

“E pensare che il provvedimento legislativo denominato appositamente decreto sviluppo era stato varato dal governo per dare una spinta all’economia nazionale in caduta libera, ma purtroppo il risultato non è stato quello sperato, ha fatto balzare dalla sedia il Presidente della Repubblica Napolitano e rivoltare la Comunità Economica Europea”.


Redazione Stato

Dl Sviluppo, concessione spiagge ai privati, da 90 a 20 anni ultima modifica: 2011-05-13T23:45:46+00:00 da Redazione



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