Capitanata

Cgil: sede Inps Foggia da settimane senza direttore


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Sede Inps (immagine d'archivio)

Da troppo tempo quel posto è vacante – denuncia il segretario provinciale Persiano – e a patronati e sindacati manca un interlocutore fondamentale. Una sede disagiata lasciata senza guida, con un istituto alle prese con i pagamenti delle indennità di disoccupazione, cassa integrazione, con i ritardi nell’esame delle pratiche di invalidità, è un lusso che questa provincia che sta pagando fortemente gli effetti della crisi, proprio non può permettersi

Foggia – “SCELTA irragionevole quella di lasciare sguarnita una sede di frontiera come Foggia”. E’ il commento del segretario provinciale della Cgil di Foggia, Franco Persiano, all’immobilismo della presidenza nazionale rispetto all’esigenza dell’Inps di Foggia di avere un direttore. “Da settimane quel posto è vacante – denuncia Persiano – e a patronati e sindacati manca un interlocutore fondamentale. Una sede disagiata lasciata senza guida, con un istituto alle prese con i pagamenti delle indennità di disoccupazione, cassa integrazione, con i ritardi nell’esame delle pratiche di invalidità, è un lusso che questa provincia che sta pagando fortemente gli effetti della crisi, proprio non può permettersi”.

Il segretario provinciale della Cgil di Capitanata invita pertanto “il presidente nazionale Mastropasqua, che tanto tempo dedica per attaccare sui giornali i patronati e i lavoratori di questa provincia, a provvedere quanto prima alla nomina di un nuovo direttore per l’Inps di Foggia, una sede che solo ieri ha visto manifestare il forte disagio del personale che lamenta pochi operatori a fronte dell’elevato numero di pratiche e utenza”.

Il vessillo della Cgil (archivio)

PROTESTE DIPENDENTI INPS, FAI CISL: “FORTE PREOCCUPAZIONE PER LAVORATORI AGRICOLI “ – Foggia – LA Fai Cisl interviene sulla situazione dell’INPS di Foggia per esprimere “la preoccupazione della categoria dei lavoratori agricoli, già fortemente penalizzata per la precarietà del lavoro e senza nessuna garanzia di salario, a causa della frammentarietà delle superfici agricole utilizzate dalle imprese agricole e per gli effetti negativi della riforma della PAC”. Secondo la segreteria provinciale della Fai, i lavoratori agricoli rischiano di essere ulteriormente danneggiati dal non veder pubblicati entro il 31 maggio gli elenchi anagrafici che gli consentono di riscuotere indennità di disoccupazione, ANF, concentrata nel periodo feriale di luglio, e di tutte le altre prestazioni. Un evento da scongiurare soprattutto in presenza di un’ organizzazione del lavoro altamente professionalizzata, visti i risultati raggiunti nella riduzione dei tempi di liquidazione delle prestazioni, che ha fatto passare l’INPS di Foggia da una delle ultime sedi provinciali d’Italia ad una delle prime per qualità e produttività”. Questa preoccupazione deriva “anche dallo stato di agitazione, messo in atto dalle RSU e dalle Federazioni della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL a sostegno dei dipendenti INPS, che lamentano il mancato superamento dello stato di emergenza per la carenza di personale”. Infatti l’INPS di Foggia è passata da un organico di 400 dipendenti ad uno di circa 250, a cui si aggiunge un surplus di lavoro causato dalle nuove competenze. Per la Fai Cisl, “in questo quadro di carenza di personale, si aggiunge anche l’allontanamento dei 30 giovani lavoratori interinali, i quali assicuravano un fattivo contributo proprio a favore dei circa 30.000 lavoratori agricoli che chiedono l’indennità di disoccupazione agricola. Pertanto, la FAI CISL di Foggia, in vista delle prossime scadenze, è fortemente preoccupata a seguito della giusta agitazione dei dipendenti INPS. Per effetto di ciò, si potrebbero accumulare ritardi nella fase di liquidazione delle disoccupazione agricole e ANF. Per superare tutte le difficoltà dei dipendenti INPS ed evitare che a quelle si aggiungano anche quelle dei lavoratori agricoli, nell’esprimere solidarietà ai dipendenti INPS, la FAI CISL invita la direzione provinciale, regionale e nazionale dell’INPS “ad affrontare il problema con le Organizzazioni Sindacali di categoria per trovare le soluzioni opportune a riportare serenità tra i dipendenti dell’istituto e evitare così di coinvolgere la categoria dei lavoratori agricoli, già provata per la precarietà del lavoro e del salario”.

FOCUS PROTESTE DIPENDENTI Focus dipendenti: “grave la carenza di organico”

LA LETTERA DEI DIPENDENTI – “CHE colpa hanno i lavoratori dell’INPS di Foggia se il problema del contenzioso per la disoccupazione agricola è diventata un’emergenza nazionale?”.

“Nonostante sia diventata un’emergenza, si fa poco per risolverla: il personale diminuisce, non si fanno nuove assunzioni, non si rimpiazza chi va in pensione, non si rinnovano i contratti a oltre 30 giovani lavoratori interinali che assicuravano il loro necessario contributo proprio per il problema della disoccupazione agricola. Aumentano le competenze dell’INPS, aumenta il carico di lavoro per la cassa integrazione (che è aumentata di oltre il 500%), arrivano nuove competenze per le invalidità civili, ma il personale diminuisce sempre di più: da 400, ne sono rimasti poco più di 250″. “Non solo non si assume, addirittura si tagliano gli stipendi a quelli che sono rimasti, nono-stante grazie al loro lavoro l’INPS di Foggia è diventata la seconda in Puglia per livello di efficienza. Eppure, qualche dirigente, con arroganza e saccenza, non riesce a comprendere che non si può spremere il lavoratore fino all’inverosimile, con minacce, continui spostamenti, lettere di richiamo”.

“I lavoratori chiedono semplicemente che si affronti con determinazione e con i fatti, non con le chiacchiere, la grave carenza d’organico, che si rinnovino i contratti ai giovani interinali, se si vuole seriamente affrontare l’emergenza. Chiedono di tornare a lavorare con serenità, senza che nessuno calpesti la loro dignità, e che gli venga restituita la quota di stipendio sottratta”. I lavoratori dell’INPS “continueranno a fare tutto quello che è nelle loro capacità per continuare ad assicurare in tempi celeri le provvidenze dovute ai pensionati, ai disoccupati, ai cassintegrati, a tutta la comunità della provincia di Foggia. Non permettono, però, che si scarichi su di loro le colpe di altri, di quelli che hanno la responsabilità e il potere reale per far cessare veramente l’emergenza all’Istituto di Foggia”.

a.delvecchio@statoquotidiano.it

Cgil: sede Inps Foggia da settimane senza direttore ultima modifica: 2011-05-13T15:11:17+00:00 da Agostino del Vecchio



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  • Associazione Nazionale dei Consulenti tributari

    Organizzata dal Partito Radicale e dall’Associazione Nazionale dei Consulenti tributari si svolgerà in tutta Italia venerdì 20 maggio la “Prima giornata nazionale dei silenti”.

    L’appuntamento foggiano è organizzato dall’Associazione radicale Maria Teresa di Lascia venerdì 20 maggio dalle ore 8 alle 12.30 dinanzi alla sede provinciale INPS in via della Repubblica.

    Lo Stato italiano è un Robin Hood alla rovescia: toglie a chi sta peggio per dare a chi sta meglio.
    Gran parte dei contributi previdenziali dovuti alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali, vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione (il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero), quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri, ma non danno diritto ad averne una propria. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale.

    Intanto la Gestione separata dell’Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi, ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni!

    Per rimediare a questa situazione drammatica, e in attesa di una riforma complessiva e finalmente equa delle pensioni, chiediamo che sia riconosciuto ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi “silenti”, ovvero dei contributi previdenziali versati che non abbiano dato luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico.

    A questo fine sosteniamo la proposta di legge presentata dai parlamentari radicali “Delega al governo per l’introduzione di una disciplina in materia di restituzione dei contributi previdenziali che non danno luogo alla maturazione di un corrispondente trattamento pensionistico” (Atto Camera n. 1611) e chiediamo che la stessa venga calendarizzata e discussa entro la fine del 2011. Appello promosso da Radicali italiani e A.N.CO.T. (Associazione nazionale consulenti tributari).

    http://www.radicali.it/contributi-silenti

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