Cronaca
Ultima segnalazione è un tombino ceduto in Via Montegrappa

Foggia, da buche a voragini il passo è breve e pericolante

"Foggia è una città con molte cavità, piena di grotte dove poggiano anche nuovi edifici"

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Foggia, giovedì 12 maggio 2016. Da buche a voragini il passo è breve, purché vi sia la non curanza. E se le voragini ci sono, c’è la non curanza. Questo è lo scenario che da molto tempo vige a Foggia. Ultima segnalazione è un tombino ceduto in Via Montegrappa, frontalmente all’ex dormitorio dei ferrovieri (ora proprietà privata chiusa e abbandonata all’incuria e al possesso di ratti). Li si è creata una voragine sul marciapiede dov’è posizionato quel tombino. Quest’ultimo è un vero e proprio pericolo per l’incolumità dei pedoni, che rischiamo di cadere e farsi seriamente male.

Qualcuno dirà che l’etimologia di Foggia è, appunto, fossa (Foggia dal latino fovea) forse per le fosse granarie. Ma quest’ultime sarebbero comparse dopo la fondazione della città e, inoltre, il sostantivo sarebbe plurale e non singolare. Altri, invece, conferiscono l’etimologia ad un altro significato. Alcuni testi riportano che il nome della città potrebbe derivare da “fuoco” e, conseguentemente, dal titolo del Santuario dell’Incoronata, Sancta Maria de Focis, che tuttavia significa “Santa Maria della Foce”, e non “dei Fuochi”. Ma la voce più attendibile potrebbe essere quella iniziale, ovvero fossa, ma non intesa come granaria, bensì di luogo basso, un invaso di acqua, di uno stagno. E ciò potrebbe essere deducibile ai riti religiosi legati alla Madonna, omaggiata con riti con l’acqua e col fuoco, segni tangibili delllo stagno dove fu ritrovato il Sacro Tavolo della Madonna dei Sette Veli, l’Iconavetere. Comunque, etimologia a parte, Foggia è una città piena di fossi, voragini, buche, strade sconnesse, come del resto lo sono la maggior parte delle città del Belpaese. Il Comune purtroppo da anni non ha risorse sufficienti per ripristinare manti stradali, chiudere buche, ripristinare ciò che dovrebbe garantire sicurezza a pedoni, automobilisti e ciclisti. Colpa anche la famigerata legge di stabilità, anche…ma non del tutto, sia chiaro. È anche vero che gli interventi di rappezzamento sono temporanei poiché sono svolti con procedure spesso non completamente a regola d’arte e con materiali cosiddetti a “freddo”. Se poi ci mettiamo i continui lavori di migliorie impiantistiche di reti fognarie, elettriche, telefoniche, il problema sia accentua giacché molte strade “riaperte” vengono ricoperte da breccia o asfalto fai da te.

Foggia, inoltre, è una città con molte cavità, piena di grotte dove poggiano anche nuovi edifici . Nel centro storico, dalle parti della Foggia antica di Borgo Croci e in quella dei Quartieri Settecenteschi e aree limitrofe esiste una Foggia sotterranea, bellissima da scoprire ma pericolosissima per lacune instabilità strutturali. Non è la prima volta che a Foggia alcune strade si aprono, scoprendo grotte. E il tutto all’improvviso. Ultima apertura è quella avvenuta tra corso Cairoli e via Azzariti, a due passi da Piazza Giordano, area affollata di gente. Ma pare che anche la periferia soffri si “aperture”. Difatti son ben due mesi che è stato segnalato un avvallamento su Via Gioberti al km 1,100, strada percorsa da migliaia di auto, che pian piano sta cedendo e che incombe paura agli automobilisti tanto da farli frenare o virare all’improvviso, mettendo in pericolo la loro incolumità e quella di chi transita nelle vicinanze.

I foggiani si lamentano e nelle redazioni giornalistiche ogni giorno arrivano molte segnalazioni si buche, voragini, tombini sconnessi. Facendo due passi nelle zone segnalate si può constatare che il pericolo c’è. Per esempio in Viale Ofanto a centro strada, a due passi dallo stadio, un tombino del’AQP sta per cedere. Insomma, a Foggia, ma come in tante altre città d’Italia, tra buche, marciapiedi rotti, strade sconnesse, avvallamenti, dossi, tombini rotti e radici di alberi, passeggiare è diventata un’attività impegnativa. Stessa cosa è per gli automobilisti, motociclisti e ciclisti. Che fare? Noi la segnalazione l’abbiamo fatta; non siamo tecnici addetti a tal compito e né vogliamo sostituirci a loro. L’unica “preghiera” che rivolgiamo all’Amministrazione Comunale è quella di porre rimedio a regola d’arte a questi pericoli e, ci permettiamo di suggerire, di svolgere un serio sondaggio sotterraneo laddove la presenza di grotte potrebbero cedere e diventare trappole mortali per tutti.

Ad Maiora!

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(A cura di Nico Baratta – Redazione Stato Quotidiano.it)



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