CapitanataFoggiaLucera
È positiva la prima verifica del progetto di inserimento sociale dei detenuti

Carcere Lucera, progetto Atelier Ausilio: sperimentazione riuscita

Da questa “sperimentazione pionieristica”, può nascere una strategia da estendere all’intera Puglia

Di:

Lucera. Atelier dell’Ausilio: promosso. È positiva la prima verifica del progetto di inserimento sociale dei detenuti, in corso a Lucera, pronto a completare il percorso sperimentale e a trasformarsi in una piccola azienda, con tutti i requisiti industriali e professionali, a costo zero per la collettività. In una conferenza stampa a Bari, in Consiglio regionale, è stato fatto il punto dell’esperienza: tre detenuti e quattro soggetti in esecuzione penale esterna impegnati nella sanificazione, riparazione e magazzinaggio di ausili protesici per disabili, dalle stampelle alle carrozzine. È un esempio di attuazione concreta del principio costituzionale che vuole la pena destinata alla riabilitazione del condannato e al suo reinserimento nella società, ha osservato il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, che ha detto di apprezzare “in modo sincero e non retorico” un’iniziativa di alto valore sociale, tra le azioni più qualificanti dell’Ufficio del Garante regionale delle persone private della libertà.

Da questa “sperimentazione pionieristica”, può nascere una strategia da estendere all’intera Puglia. Sono azioni importanti di recupero di chi ha sbagliato e si avvia al reinserimento socio lavorativo, ma puntano anche a rendere dignitosa la condizione di chi sconta in carcere. “In attesa di un miglioramento generale della detenzione – ha aggiunto Loizzo – è necessario dedicare attenzione alla sanità carceraria, con riguardo in particolare ai detenuti soggetti a patologie psichiatriche”. Va rafforzata la medicina penitenziaria – l’esempio è il potenziamento del centro clinico e diagnostico della casa circondariale di Bari, dove le attrezzature attendono spazi adeguati – anche per dare segni di operatività che contrastino la tendenza neocentralista in atto, di avocare la materia sanitaria allo Stato, sottraendola in tutto o in parte alla competenza delle Regioni. Introdotti dal Garante Pietro Rossi, hanno preso la parola rappresentanti della Regione e dell’Amministrazione penitenziaria. Atelier dell’Ausilio è una misura intelligente di riabilitazione, che riduce il rischio sociale della recidiva, ha fatto presente il consigliere regionale Marco Lacarra. “Un’iniziativa di inserimento sociale unica in Italia, che ha tanti significati, tutti socialmente utili”, ha notato il consigliere segretario Giuseppe Turco e che “si coniuga bene con la proposta di legge avanzata dal gruppo La Puglia con Emiliano in Consiglio regionale. Un progetto di legge che disciplina proprio il riuso di ausili protesici, affidati a imprese sociali dopo i necessari interventi di ripristino funzionale.

La sperimentazione in Capitanata, infatti, sta dimostrando che si può fare, che l’esperienza avrà un futuro, ha fatto presente il direttore del Dipartimento regionale della salute Giovanni Gorgoni. Si tratta di accompagnarla impiegando tutti gli strumenti normativi, per estenderla all’intero territorio regionale. Il progetto, hanno spiegato Pietro Rossi e Paolo Tanese (presidente della cooperativa sociale Escoop), associa un’attività industriale ad una socio-lavorativa ed entrambe convergono nel settore sanitario, restituendo funzionalità a materiali che altrimenti finirebbero rottamati anche per piccole avarie. In un’officina nel carcere di Lucera e in un deposito nella zona industriale di Cerignola, sono occupati con contratti regolari sette condannati. L’impresa si finanzia con il lavoro e non grava sulla comunità civile. Anzi assicura alla sanità pubblica un risparmio significativo, provvedendo al recupero di ausili protesici a ciclo completo: dal ritiro a domicilio alla sanificazione, lavaggio, riparazione, risanificazione, fino alla consegna, sempre a domicilio. Al 31 marzo 2016 erano 1066 gli ausili acquisiti, 605 dei quali già pronti, per un valore commerciale di 208mila euro. L’asl committente risparmia il 70%, per questo si stima un’economia complessiva di 9milioni 300mila euro all’anno, per il bilancio sanitario regionale, con la creazione potenziale in tutta la Puglia di 93 posti di lavoro che si finanziano da soli, ancora una volta a costo zero per i pugliesi.

Redazione Stato Quotidiano.it



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi questo articolo!