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"Proseguiremo la nostra battaglia contro la militarizzazione"

UGL Forestale: aberrante parere Consiglio Stato

"Non ci aspettavamo nulla di diverso nella sostanza del parere"

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Roma. “Siamo rimasti esterrefatti nel leggere il parere reso dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo che sancirà la fine del Corpo Forestale dello Stato e la militarizzazione del personale e delle funzioni di polizia ambientale ed agroalimentare, ma la nostra battaglia non si fermerà, non arretreremo di un millimetro”. A dichiararlo il Segretario generale dell’Unione Generale Lavoratori Corpo Forestale dello Stato Danilo Scipio. “E’ veramente fastidiosa la nonchalance con la quale la Commissione incaricata di redigere il parere sostiene che all’interno del comparto sicurezza non vi siano differenze, tra civili e militari, che occorre ragionare per ambiti di competenza e non più per status giuridico, che vi è un amplissimo margine per gli appartenenti al Corpo forestale per rifiutare l’accesso all’Arma ed essere trasferiti ad altra Amministrazione civile per poi suggerire di introdurre un contingentamento ferreo dei posti”.

“Gli effetti della nomina del nuovo Presidente del Consiglio di Stato e l’invito alla massima collaborazione con il Governo rivolto dal Ministro Boschi durante la cerimonia di insediamento sono assolutamente evidenti: si sono cercate le pagliuzze nel provvedimento sorvolando sulle pesanti travi che stanno violentando la costituzione ed i diritti di lavoratori che hanno sempre servito il Paese con amore, dedizione e professionalità”. “Non ci aspettavamo nulla di diverso nella sostanza del parere, ma la fantasia utilizzata per giustificare l’operato del governo ha superato anche la più fervida immaginazione. Auspichiamo che il Presidente della Repubblica intervenga per porre fine al massacro delle Donne e degli Uomini del Corpo Forestale dello Stato, la cui unica colpa è quella di aver sempre tutelato la natura e l’ambiente senza condizionamenti politici”. “Proseguiremo la nostra battaglia contro la militarizzazione utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, dagli scioperi alle manifestazioni, sino ad arrivare al contenzioso legale innanzi alla Corte di Giustizia Europea”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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