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Nursind: “i tagli al SSN tra le cause della violenza sul personale sanitario”

12 maggio, Giornata Internazionale dell’Infermiere

Nelle piazze per dire ai cittadini e alle istituzioni “Prenditi cura di noi affinché possiamo prenderci cura di te”

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Foggia. A distanza di 4 anni, Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, riporta i riflettori sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. Nel 2013, riprendendo la campagna del sindacato infermieristico spagnolo SATSE, “l’aggressione non è la soluzione”, avevamo somministrato un questionario sulle aggressioni agli operatori sanitari a cui avevano risposto 1.765 professionisti sanitari. I dati emersi furono oggetto di una pubblicazione http://www.nursind.it/nursind2/pdf/Indagine_sulle_aggressioni_al_personale_sanitari o.pdf che oggi riprendiamo per comparali con quelli rilevati in queste settimane a seguito della somministrazione del medesimo questionario.

I dati raccolti tra il 13/04/2017 e il 26/04/2017 sono ancora in fase di elaborazione e saranno oggetto di successiva più approfondita analisi e pubblicazione. Tuttavia, una prima riflessione appare già significativa ed è in linea con quanto leggiamo nella stampa locale e nazionale: il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario è in continuo aumento e sta assumendo numeri importanti che incidono non solo sulla persona colpita ma su tutto il sistema. Il campione. Sono stati invitati a rispondere al questionario diversi operatori sanitari attraverso l’invito rivolto direttamente tramite email e la citazione in articoli sull’iniziativa apparsi sui social network e sul sito www.infermieristicamente.it . Al 26/04/2017 hanno risposto 4.591 professionisti sanitari (nel 2013 le risposte sono state 1.765) così suddivisi per qualifica: infermiere 88,7% (88,5%)1, ostetrica 2,5% (1%), medico 0,3% (1,9%), OSS 2,8% (0,4%), tecnico 2,2% (0,7%), altro 3,3% (1,7%). I dati anagrafici e la provenienza delle risposte sono in linea con i dati del 2013. Nell’analisi dei dati occorre anche tenere presente che i numeri delle aggressioni degli anni più recenti alla data dell’intervista possono essere maggiori anche perché si ricorda di più e meglio quello che è successo nel breve termine piuttosto che quello che si è verificato anni addietro.



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