Cronaca

Arresti DDA, Calamita: pronti a collaborare per ulteriori indagini

Di:

Daniele Calamita, Flai CGIL (ST)

Foggia – LA FLAI Cgil di Capitanata esprime la propria soddisfazione ed un sentito grazie ai magistrati della Dda di Bari e alle forze dell’ordine per l’operazione che ha portato ad arresti tra i vertici della mafia foggiana, svelando come gli interessi della criminalità organizzata non siano estranei al settore dell’agroalimentare.

“Non potrebbe essere diversamente – commenta Daniele Calamita, segretario generale della Federazione dei lavoratori dell’agroalimentare -: da sempre le mafie puntano sui settori più ricchi e remunerativi, e nella speciale graduatoria per incidenza del comparto primario sulla formazione del Pil la Capitanata è tra i primi posti in Italia”.

Il sistema di frodi allo Stato scoperto dalla Dda “non è certo nuovo e richiama le istituzioni pubbliche a maggiori controlli sui finanziamenti che riversano sulle imprese agroalimentari. E che questo settore fosse finito da tempo sotto gli occhi interessati della mafia lo denunciamo da tempo – nel 2004 consegnammo nel corso di un’audizione un documento alla Direzione nazionale antimafia – così come è noto il diffuso sistema di illegalità che colpisce soprattutto il lavoro e i lavoratori in agricoltura”.

In virtù di tali segnali preoccupanti “crediamo che il numero di aziende confiscate in questa provincia siano ancora poche, solo due, entrambe a Cerignola”. Per la pericolosità del fenomeno, per la vastità del territorio e per il numero di aziende operanti, “servirebbe una vera e propria task force intersettoriale per un controllo efficace e capillare delle tante situazioni di illegalità che emergono in agricoltura – afferma Calamita -. La mafia non è solo un fenomeno siciliano, ovviamente. Ma riscontriamo come qui in Capitanata in tanti abbiano paura nel pronunciare questa parola, soprattutto se legata al settore agroalimentare”.

Dalla Flai arriva la massima disponibilità alla magistratura e alle forze dell’ordine “nel collaborare segnalando tutti i casi sospetti di aziende e situazioni estreme che possono prefigurare reati associativi e interessi mafiosi. Chiediamo che su questa strada ci sia l’appoggio delle istituzioni e in primis delle associazioni dei produttori. La mafia non è solo un’emergenza sociale ma una tara insostenibile per la nostra economia, perché impoverisce il territorio, affama e sfrutta i lavoratori, evade l’erario e la previdenza, costringe le altre imprese ad una competizione al ribasso su diritti e rispetto dei contratti. Speriamo che l’attenzione della Dda sul nostro settore prosegua, e anche questa operazione non fa che rafforzare quanti chiedono l’istituzione di una sede distaccata della Dda anche a Foggia”.


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