Cronaca

Carcere Foggia, Lumieri: inferno, grave disagio per Polizia penitenziaria

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Entrata carcere di Foggia (archivio)

Foggia – LA visita della CISL FNS, con la presenza del Segretario Nazionale Mattia D’Ambrosio, del Segretario Generale Regionale Crescenzio Lumieri e il segretario Generale Provinciale Michele Lanza, effettuata in data odierna, ha messo in evidenza il gravissimo disagio della Polizia Penitenziaria nel carcere di Foggia.

“La Casa Circondariale di Foggia, super affollata, contiene 750 detenuti, alla data odierna, a fronte dei 350 previsti dalla capienza tollerabile”. “Il rapporto tra personale e detenuti risulta essere meno di mezzo agente per ogni detenuto. In effetti, le 295 unità previste in organico sono suddivisi in tre o quattro turni di servizio di cui 51 di questi, sono assegnati al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti per le attività del Tribunale, trasferimenti, piantonamenti e visite ambulatoriali”.

“Una gravissima carenza di risorse umane è rilevata presso la sezione femminile. di Foggia, mentre la Cisl FNS evidenzia che presso il carcere di Lucera vi è un congruo numero di agenti donne senza la presenza di un reparto femminile. A tal riguardo la Cisl chiede al Dipartimento i motivi per i quali si verificano tali incresciose situazioni”.

“La situazione igienico-sanitaria della struttura è da ritenersi drammaticamente carente, soprattutto nei servizi igienici del block house e nel reparti denominati transito ed isolamento per il quale si chiede nuovamente la chiusura, perché necessita di interventi urgenti e risolutivi. Durante i turni pomeridiani e notturni i 750 detenuti vengono gestiti da un numero di agenti che in alcuni casi è inferiore alla soglia minima di sicurezza, Tale circostanza assume rilievo sul piano della sicurezza, in modo negativo”.

“Si denuncia con forza il mancato funzionamento del sistema di antiscavalcamento del muro di cinta, nonostante l’amministrazione penitenziaria e lo Stato hanno investito somme ingenti per razionalizzare le unità di polizia penitenziaria. La domanda della Cisl, rivolta ai vari livelli dell’amministrazione penitenziaria è: “come mai si investono risorse economiche, ed il servizio non garantisce l’efficacia e l’efficienza sperate? “.

“Altro gravissimo problema che affligge la Casa Circondariale di Foggia, è la mancanza di un reparto per la degenza di detenuti sottoposti a ricoveri, nonostante le promesse dell’ASL in ordine alla ristrutturazione del vecchio reparto utilizzato per i ricoveri”. “A tutt’oggi detto reparto non è stato ancora restituito alla Polizia Penitenziaria per lo svolgimento del servizio di propria competenza”. “A causa di ciò i molti ricoveri di detenuti presso la struttura ospedaliera vengono eseguiti nei reparti ordinari, con gravi disagi ai cittadini che risultano ricoverati negli stessi luoghi, con ripercussioni e rischi per la sicurezza pubblica, oltre che sperpero di personale che non è sufficiente alle altre esigenze della struttura penitenziaria.”

“La carenza di Personale crea gravi disagi alla vita quotidiana dei poliziotti e delle loro famiglie. Le ore lavorative giornaliere superano i criteri contrattuali, determinando stress che, aggiunto alle continue aggressioni subite, sta decimando il Personale. Basta verificare le assenze del Personale per malattia e convalescenza”.

“I disagi dovuti ai tagli dei fondi creano invivibilità nella dimensione carceraria, che si ripercuote sui Poliziotti che subiscono, in prima persona, lo stato di malessere prodotto dalla carenza di fondi e dal grave affollamento esistente. Il taglio dei fondi crea gravi problemi strutturali, anche nella sede della Casa Circondariale di Foggia si riscontrano crepe nei cornicioni e nei pilastri delle strutture dovute a probabili infiltrazioni”.”La CISL FNS denuncia con forza la mancata applicazione della Legge svuota carceri proposta dal Ministro Guardasigilli che prevede la detenzione o gli arresti domiciliari per reati che prevedano una pena residua fino a diciotto mesi e soprattutto gli arrestati per reati del giudice monocratico vengono associati presso la Casa Circondariale, nonostante la norma prevede che il processo per direttissima ed il fermo deve essere effettuato presso le camere di sicurezza delle forze dell’ordine che procedono all’arresto”, termina Lumieri nella nota.


Redazione Stato



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