Economia

Cgia Mestre: Imu sulla prima casa più leggera dell’Ici

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Bortolussi (Cgia Mestre)

Roma – NONOSTANTE le previsioni, l’IMU sulla prima casa più leggera dell’Ici, almeno per quasi tutte le famiglie con figli a carico. Dai dati emersi, l’Imu peserà mediamente di più sulle tasche dei proprietari di prima casa residenti a Roma (397 euro), a Bologna (345 euro) e a Bari (297 euro). E’ quanto comunica la Cgia di Mestre mediante un confronto tra costi Ici (tenendo conto delle aliquote e delle detrazioni applicate allora) e pagamenti dal 2012 degli italiani con l’introduzione dell’Imu; questo ipotizzando l’applicazione – di tutti i Sindaci dei Comuni capoluogo – dell’aliquota ordinaria del 4 per mille. Inoltre, nell’applicazione della nuova imposta, si è considerata la detrazione di 200 euro prevista dalla legge per ciascuna abitazione principale e gli ulteriori 50 euro che saranno riconosciuti per ogni figlio a carico (under 26), sino ad un massimo di 8.


Imu: peserà per il 62% sulle famiglie e per il 38% sulle imprese
terra.
Il 62% del gettito previsto dall’applicazione dell’Imu sarà in capo alle famiglie italiane, il restante 38%, invece, graverà sulle attività economiche. I conti li ha fatti la CGIA di Mestre che ha cercato di capire come sarà suddiviso il gettito derivante dall’applicazione della nuova imposta sulle abitazioni e sui beni strumentali.

Rispetto ai 21,4 miliardi di euro di gettito attesi dal fisco italiano, la simulazione della CGIA è avvenuta su un ipotetico gettito complessivo pari a 18,4 miliardi di euro. Quest’ultimo importo diverge da quello ufficiale per il fatto che i calcoli sono stati effettuati senza considerare il gettito proveniente dai terreni, dagli immobili situati nelle province autonome di Trento/Bolzano e da tutte le tipologie di immobili con vocazione potenzialmente “no profit”. Pertanto, su un gettito totale stimato dalla CGIA pari a 18,4 miliardi di euro, 3,1 miliardi saranno in capo ai proprietari di prima casa (pari al 17,2% del totale), 8,2 miliardi peseranno sui proprietari di seconde e terze case (44,8% del totale), mentre gli imprenditori dovranno pagare poco più di 7 miliardi di euro (38% del totale).

Capannoni industriali: imu piu’ cara dell’ici anche dell’82%. Per le imprese l’Imu sarà una vera e propria mazzata. Rispetto a quanto pagavano sino all’anno scorso, la nuova imposta comporterà degli aumenti medi annui che potranno raggiungere anche l’82%. I calcoli li ha fatti l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha monitorato i Comuni capoluogo di provincia che, sino ad oggi, hanno deliberato l’aliquota dell’Imu da applicare sui capannoni industriali e l’hanno comunicata al Dipartimento delle Finanze. In totale sono 21 le Amministrazioni comunali dei capoluoghi di provincia che hanno fatto questa operazione. Tutti gli altri Comuni, ricorda la CGIA, avranno tempo sino al 30 settembre per ufficializzare l’aliquota, nel frattempo per queste ultime realtà gli imprenditori dovranno pagare la prima rata entro il 18 giugno applicando l’aliquota base del 7,6 ‰.

Ritornando agli Enti locali che hanno già deliberato, gli imprenditori di Caserta, di Pesaro, di Savona e di Rovigo subiranno un aumento medio annuo , rispetto al 2011, del +82%; in questi Comuni gli aggravi in termini assoluti oscilleranno tra gli 749 euro del capoluogo polesano e i 1.378 euro del comune campano. In tutte queste 4 realtà i Sindaci hanno deciso di alzare l’aliquota fino al valore massimo del 10,6‰. Ad Arezzo (aumento del +77% rispetto l’Ici), ad Udine (+72%) e a Firenze (+70%), invece, gli aumenti saranno tutto sommato abbastanza contenuti: tra i 340 euro in più per gli aretini sino ai 471 euro aggiuntivi in capo agli imprenditori fiorentini. Anche in quelle realtà comunali dove è stato deciso di mantenere l’aliquota base, gli aumenti per le imprese saranno molto importanti. A Pordenone l’aggravio con l’Imu sarà pari a 989 euro (+66% rispetto all’Ici), a Pavia di 597 euro (+35%), a Brindisi di 2.514 euro (+30%), a Gorizia di 206 euro (+30%), a Vicenza di 749 euro (+30%) e ad Oristano di 222 euro (+30%).


Redazione Stato



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