Manfredonia
"Il cemento, unico strumento di sviluppo concepito dai nostri “prenditori” e politicanti, arricchisce i pochi e ostacola lo sviluppo"

“Cambio di destinazione d’uso” a Manfredonia

"Il cambio di destinazione d’uso diventa così un condono edilizio camuffato che, corredato delle permute al ribasso, si trasforma in regalie per parenti, amici, speculatori e cementificatori"

Di:

Manfredonia. I tentativi di creare sviluppo a Manfredonia sono falliti tutti. L’industrializzazione, i PIP e la reindustrializzazione, coni contratti d’aria e patti territoriali, hanno creato illusioni per tanti, ricchezze e potere per pochi. L’anelato e ostentato sviluppo continua ad annaspare. Mentre i cittadini continuano a subire il trauma della disoccupazione, il territorio, occupato e inquinato, continua ad essere depredato. L’unico strumento di sviluppo, concepito dalla politica dell’arraffare, è la cementificazione selvaggia in dispregio alle peculiarita e potenzialità del territorio. La cementificazione selvaggia consente il facile arricchimento di speculatori e cementificatori con la complicità diretta e/o indiretta di politicanti intenti alla gestione esclusiva del potere. Con questa logica si rende possibile qualsiasi mutazione teritoriale attraverso il consolidato strumento del cambio di destinazione d’uso.

Il cambio di destinazione d’uso diventa così un condono edilizio camuffato che, corredato delle permute al ribasso, si trasforma in regalie per parenti, amici, speculatori e cementificatori. Per giustificare le scellerate scelte si sbandierano i buchi di bilancio da coprire a discapito di un territorio deturpato, avaro di servizi, di verde pubblico e con l’ambiente congestionano. Non succede mai che un’area destinata alla cementificazione subisca il mutamento di destinazione d’uso a favore di servizi e verde pubblico.

pino delle noci, autore del testo

Spesso si autorizza la costruzione di palazzi adibiti ad abitazione in aree destinate a servizi. Agli acquirenti viene assicurata una futura deliberazione per un mutamento di destinazione d’uso. Gli immobili vengono realizzati e venduti con funzione abitativa ancor prima dell’inizio lavori; complice la latitanza e/o complicità di chi è deputato ai controlli. Conclusi i lavori, gli immobili vengono puntualmente abitati, dagli acquirenti e/o affituari, in attesa della promessa delibera che, puntualmente, arriva in prossimità di campagne elettorali. E’ il metodo consolidato per conservare, gestire e acquisire pacchetti di voti.

Il cambio di destinazione d’uso è uno strumento che arricchisce e favorisce i soliti noti: “prenditori” amici, sponsor e garanti di politicanti. Questi non rischiano mai di tasca propria perché utilizzano gli anticipi degli aspiranti proprietari di immobili; talvolta costretti anche a pagamenti in nero. Con il cambio di destinazione d’uso si riducono i costi per i beneficiari facendo
lievitare costi e tasse per i contribuenti onesti.

Il cemento, unico strumento di sviluppo concepito dai nostri “prenditori” e politicanti, arricchisce i pochi e ostacola lo sviluppo.

Consentire a un territorio di essere depredato e cementificato si dilapidano potenzialità e peculiatità, si annulla gli interessi e si favorisce l’emigrazione di risorse umane e portatori dei idee.

A cura di Pino Delle Noci, Manfredonia 13.06.2017



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Pino non condivido la tua analisi.
    Per prima cosa il cambio di destinazione d’uso non si fa a titolo gratuito ma a titolo oneroso e visto che abbiamo qualche problema di bilancio le casse comunali incasserebbero qualche euro.
    Inoltre dal mio punto di vista molto discutibile non essendo un tecnico, le logiche del piano regolatore di 20 anni fa prevedevano dinamiche di sviluppo diverse da quelle attuali.
    Una città che venti anni fa con il contratto d’area prevedeva diverse logiche di sviluppo, necessitava quindi non solo di civili abitazioni ma anche di uffici e attività commerciali.
    Dal 2007 le cose sono molto cambiate.
    Molti costruttori avevano già investito per la realizzazione di manufatti di tipo artigianale commerciale e uso ufficio.
    Ad oggi si trovano con appartamenti vuoti oppure dati in locazione come civile abitazione cosa per giunta non lecita.
    Qualcuno è riuscito anche a vendere. Vendere un A10 a fronte di un A3/A4 per chi acquista specie se prima casa ha costi diversi. Non puo’ assolutamente essere agevolato con le leggi fiscali per l’acquisto della prima casa.
    Le esigenze della città ad oggi purtroppo sono cambiate. Non vi è piu’ richiesta di manufatti adibiti ad attività commerciali ed uffici ma forse più di civile abitazione. Dico forse perchè tu sai benissimo che l’invenduto è tantissimo anche sulle civili abitazioni e chi ad oggi si avventura a fare nuovi manufatti anche residenziali rischia veramente tanto.
    Quindi io in questa operazione non vedo regalie ma vedo solo benefici.
    Da una parte il comune incassa oneri per cambio di destinazione urbanistica e magari per nuove costruzioni incassa anche oneri di urbanizzazione e Bucalossi, da un’altra parte l’utenza che ha acquistato illo tempore immobili uso ufficio e li usa per uso residenziale regolarizza la posizione con un grande risparmio sulle utenze energetiche imu e quant’altro.
    Inoltre magari aiutiamo qualche impresa edilizia a realizzare qualche nuovo manufatto o vendere il già realizzato permettendo di coprire debiti contratti con le banche aiutandole a non portare i libri in tribunale e cosa non marginale, magari mettendoli in condizioni di realizzare nuovi progetti ergo assumere un po’ di personale che ad oggi si trova in disoccupazione.
    Certo saro’ sempre in accordo con te per un eventuale cambio di destinazione urbanistica dell’ hotel Gargano in quanto li parliamo di turismo e di una location storica della città , mi auguro comunque per questa struttura si trovi una giusta soluzione sia per la proprietà che per la città.
    Per il resto ben vengano i cambi di destinazione d’uso, sempre che le imprese accetteranno gli oneri che non credo e non mi risulta essere di pochi euro.
    Mi perdonerai che non sono d’accordo con te…non è per criticare la tua tesi ma è solo un mio diverso punto di vista del tutto sindacabile in quanto non è una riflessione di un tecnico tanto meno di un esperto del mondo delle costruzioni ma solamente di chi cerca di leggere le dinamiche dell’economia.
    Con stima
    Antonello


  • Nerone

    Concittadino Pino,

    La ringrazio per l’energia spesa nella denuncia pubblica di certi comportamenti. Continui nella sua attività apprezzata da molti sipontini.

    Tuttavia sarebbe più utile, a mio modesto parere, essere più precisi e meno generici, perché tutti a Manfredonia conoscono queste pratiche.

    Ad esempio, non sarebbe più utile analizzare e denunciare nel dettaglio il fallimento del CONTRATTO D’AREA (di cui Lei scrive) e lo sperpero dei finanziamenti (alcuni arrivano alla cifra di 2000 miliardi di lire ma sicuramente non sono sotto i 1000) che sarebbero potuti essere investiti in attività durevoli e più vicine alla nostra economia?

    Dove è finita tutta quella ricchezza visto che a Manfredonia ci sono diverse migliaia di disoccupati, un tasso di povertà altissimo e un tessuto economico ridotto al nulla paragonabile solo a quello riscontrabile in un periodo bellico?

    Non sarebbe interessante comprendere ogni azienda finanziata come e perché è fallita? E di chi siano le relative responsabilità?

    Non sarebbe interessante conoscere l’opinione di tutti quegli ex lavoratori delle aziende di cui parliamo cosa ne pensano?

    Grazie ancora.

    Nerone


  • Nerone

    Concittadino Pino,

    La ringrazio per l’energia spesa nella denuncia pubblica di certi comportamenti. Continui nella sua attività apprezzata da molti sipontini.

    Tuttavia sarebbe più utile, a mio modesto parere, essere più precisi e meno generici, perché tutti a Manfredonia conoscono queste pratiche.

    Ad esempio, non sarebbe più utile analizzare e denunciare nel dettaglio il fallimento del CONTRATTO D’AREA (di cui Lei scrive) e lo sperpero dei finanziamenti (alcuni arrivano alla cifra di 2000 miliardi di lire ma sicuramente non sono sotto i 1000) che sarebbero potuti essere investiti in attività durevoli e più vicine alla nostra economia? (altro che debiti!!!)

    Dove è finita tutta quella ricchezza visto che a Manfredonia ci sono diverse migliaia di disoccupati, un tasso di povertà altissimo e un tessuto economico ridotto al nulla paragonabile solo a quello riscontrabile in un periodo bellico?

    Non sarebbe interessante comprendere ogni azienda finanziata come e perché è fallita? E di chi siano le relative responsabilità?

    Non sarebbe interessante conoscere l’opinione di tutti quegli ex lavoratori delle aziende di cui parliamo cosa ne pensano?

    Grazie ancora.

    Nerone


  • svolta

    Analisi dei fatti, circostanze ed argomentazioni tutte vere e pertinenti la realtà politica/amministrativa/urbanistica e (in) civile che si attua in questa città.
    Da non dimenticare che cementificatori, partecipano all’elezione dei massimiesponenti politici/amministrativo, azzeccandoci sempre, tant’è che le cose in quel particolare settore non cambiano mai….. Si agisce a fotocopia…. già collaudata…. vedi ad esempio le famose urbanizzazioni…., che non vengono mai realizzare prima o parimenti all’edificazione dei fabbricati con la conseguenza che finiti i palazzi, incassati i soldi…. spariscono, falliscono lasciando l’onere del completamento in mano al comune….. come consuetudine…..senza che questo nel frattempo, stranamente, non si sia ravveduto dei lavori in corso….

  • tutto il male di una politica vecchia dove anche tu eri presente con tutti i partiti da te rappresentati , e , qui mi chiedo ,cosa hai fatto per non permettere questo ? .Comunque hai ragione ,basti vedere le ultimi lottizzazione concesse dall’ufficio tecnico del comune ,con l’avvallo dell’ assessori e sindaci di turno . COSTRUTTORI CHE HANNO AVUTO ULTIMAZIONI DI LAVORI E Agibilità DEI MANUFATTI SENZA AVER PAGATO NE SANATORIE E NE URBANIZZAZIONI VEDI DELIBERA C.C 53 DEL 2008 .
    STESSA DITTA DI COSTRUZIONI E SOCIETà CHE VIENE AUTORIZZATA AD INIZIO ESERCIZIO DI UN PSEUDO RESIDENZE TURISTICO ALBERGHIERO ,CHE SOLO L’UFFICIO TECNICO E VIGILI VEDONO ,DOVE VENGONO RILASCIATE ADDIRITTURA RESIDENZE FAMIGLIARI ,CON CONTRATTI DI LOCAZIONE DA VEDERE E NON CREDERCI,.
    CONTRATTI DI LOCAZIONE TEMPORANEA ALBERGHIERA CON TANTO DI SERVIZI COME RECEPTION BARE LAVANDERIE CAMERIERE ECC.ECC.
    E QUI MI CHIEDO MA I VIGILI ACCERTATORI COSA VEDONO E DICHIARANO ALL’UFFICIO TECNICO ?
    TUTTO REGOLARE COME DA CONTRATTO E DA CONCESSIONE EDILIZIA?
    palazzinari a Manfredonia hanno fatto sempre buon viso è cattivo gioco,facendo cadere colpe ai soli compratori .(vedi consiglio comunale del 17 03 2015) che vengono bacchettati da politici di turno ,i quali affermano che i furbi sono i compratori e non i costruttori . ecc
    Cmq l’acqua di cristo va oltre quelle palazzine,
    IL COMPLESSO, LE SOCIETA’, IL RICORSO – Con ricorso passato alla notifica il 13 dicembre 2006, e depositato il 13 gennaio 2007, la Tari s.r.l. (società di Manfredonia, che si occupa di lavori generali di costruzione edifici), in qualità di attuale proprietaria di un’area situata in Comune di Manfredonia tipizzata quale zona turistico-alberghiera e la Folaghe s.r.l., in qualità di dante causa (dopo che lo stesso Comune di Manfredonia, come detto, aveva rilasciato i permessi di costruire nn. 134 del 26 ottobre 2000, n. 232 del 24 ottobre 2003 e n. 142 del 27 maggio 2004 per la realizzazione di un complesso composto da quattro palazzine) aveva realizzato, in corso d’opera, alcune varianti per la costruzione del complesso ma “non autorizzate” (con le soppressioni e difformità sopra citate); relativamente alle stesse varianti venivano presentate delle istanze di sanatoria il 31 marzo e 13 novembre 2006, ma entrambe venivano rigettate.
    ORDINANZA DIRIGENZIALE RIMASTA ‘INOPPUGNATA’- Dopo il rigetto il Dirigente del Settore Edilizia Privata del Comune di Manfredonia, D.C., ordinava come detto la demolizione (42/06) delle “opere non assistite dal titolo edilizio”. Da qui il ricorso delle due società sia contro il provvedimento con il quale era stata rigettata definitivamente l’istanza di sanatoria, sia contro la conseguente ordinanza di demolizione. Alla camera di consiglio del 31 gennaio 2007, con ordinanza n. 86/2007 il Tar accoglieva la domanda cautelare ai fini del riesame della domanda di sanatoria presentata dalle ricorrenti il 13 novembre 2006. Con memoria depositata il 17 aprile 2007 il Comune di Manfredonia depositava la determinazione dirigenziale n. 10542/2006 ndel 29 marzo 2007 a mezzo della quale, in ottemperanza alla ordinanza collegiale n. 86/2007, a seguito di riesame, veniva confermato il rigetto della istanza di sanatoria presentata dalle ricorrenti il 13 novembre 2006. Il 21 maggio del 2007 una successiva richiesta delle due srl di sospensiva del provvedimento del Tar della Puglia. Il 27 giugno 2007 l’accoglimento dell’istanza da parte dello stesso Tribunale amministrativo regionale della Puglia. Il 30 luglio 2007 il ricorso al Consiglio di Stato da parte delle due srl, fino alle ordinanza 6010/2007 con la quale la quarta sezionbe dello stesso Consiglio di Stato, in data 20 novembre 2007, non stabilisce il “non accoglimento del ricorso”.
    NELLA sentenza dello scorso luglio 2010, il Tar cita come ‘inoppugnata’ l’ordinanza dirigenziale del Comune di Manfredonia (determinazione dirigenziale n. 10542/2006 del 29 marzo 2007 – con memoria depositata il 17 aprile 2007 – a mezzo della quale, in ottemperanza alla ordinanza collegiale n. 86/2007, a seguito di riesame, veniva confermato il rigetto della istanza di sanatoria presentata dalle ricorrenti il 13 novembre 2006). Un’ordinanza dirigenziale rimasta “inoppugnata”, non avendo detto le ricorrenti presentato, come detto, “motivi aggiunti avverso la medesima, né constatando che la stessa era stata impugnata in separata sede” (dato che il Comune nel frattempo aveva dato il permesso di costruire, ma il Tar non lo cita nella sentenza del luglio 2010 ). Il TAR della Puglia ha ritenuto infatti che che il ricorso delle due srl Tari e Folaghe, interessate alla costruzione del complesso delle quattro palazzine, vada dichiarato “improcedibile” per “sopravvenuto difetto di interesse”, non potendo infatti conseguire “alcun effetto utile”, a favore delle ricorrenti, “dall’eventuale accoglimento del ricorso”.
    NEL 2008 IL COMUNE AVEVA RILASCIATO INFATTI IL PERMESSO DI COSTRUIRE – Come recita il permesso di costruire n.135 del 2 ottobre del 2008 del Comune di Manfredonia, visto il progetto allegato all’istanza 12.12.2007-prot.54280, come integrato durante l’istruttoria, che ha previsto delle modifiche alla opere contestate con il verbale di violazione n.93/05 (che portò al sequestro del complesso edilizio), e richiamata la relazione istruttoria e proposta di provvedimento del 22 aprile del 2008 (relazione di istruttoria, con la quale, come scrive il Comune, “atteso che il progetto, apportando sostanziali modifiche a quello che più volte era stato rigettato, riconduce l’intervento preposto all’impianto progettuale originariamente assentito” – ovvero: con le modifiche aggiuntive il progetto è ritornato simile al piano originario stabilito), lo stesso Comune ha accolto il permesso di costruire in sanatoria delle due srl, una volta ritenuta ‘ammissibile’ l’applicazione degli articoli 36-31 del Dpr 380/2001 smi (Interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali – Accertamento di conformità – Dpr 380/2001 ) e dunque l’accoglimento dell’istanza per il rilascio del permesso di costruire.
    FOCUS: CON LA GIUNTA RICCARDI NUOVO DIRIGENTE DEL SETTORE – Per diritto di cronaca va ricordato che attualmente la copertura del posto (lascianto vacante) dall’allora dirigente D.C. del settore urbanistica ed edilizia-lavori pubblici ed espropriazioni è stato affidato, con l’insediamento della Giunta Riccardi, all’ingegnere G.Spagnuolo (del. Gc. N. 159 del 30.04.2010) attraverso “contratto di lavoro subordinato a tempo determinato e pieno di diritto privato. Come disposto con deliberazione di G.C. n. 307 del 23.06.2006, fa riferimento complessivamente a 304 posti, di cui 8 Dirigenti, la dotazione organica del Comune, dotazione ridefinita con deliberazione di G.C. 234 del 06.05.2009, individuando, nell’ambito degli otto Settori della struttura comunale, “un nuovo segmento organizzativo dell’area tecnica (70 Settore “Urbanistica ed Edilizia Lavori Pubblici ed Espropriazioni”), tramite accorpamento dei Settori 7^e 8^. In seguito per il posto lasciato vacante dal Dirigente del 7^ Settore “Urbanistica ed Edilizia – Lavori Pubblici ed Espropriazioni” (“dato che la copertura secondo le ordinarie procedure concorsuali o selettive di diritto pubblico” avrebbe richiesto “tempi medio – lunghi con gravi difficoltà per l’Amministrazione“) e considerando la copertura dal 09.08.2002 per il posto di Dirigente dell’ex 8^ Settore era tato coperto dallo stesso ingegnere Spagnuolo, il sindaco Riccardi, “stante la estrema necessità di assicurare le esigenze” del settore indicato continuerà ad avvalersi della collaborazione dell’ingegnere citato “per anni 5 e, comunque, non oltre la durata del proprio mandato”; questo “non solo per continuità e coerenza d’azione ai fini del concreto raggiungimento degli obiettivi prefissati nel programma amministrativo, ma anche tenuto conto che lo stesso “ha assicurato compiutamente e pienamente tutte le qualificate e gravose funzioni dirigenziali riferite alla molteplicità dei servizi di propria competenza”. Infine, l’assunzione è stata motivata anche per la “straordinaria entità di opere pubbliche, di piani urbanistici generali e di piani attuativi, mai effettuata negli anni precedenti”, realizzati con la Giunta Campo, e che, “in relazione anche alle nuove esigenze che si sono concretizzate” nella città, era necessario proseguire la stessa attività “secondo i medesimi ritmi”. Pari a 76.478,72 euro il compenso stabilito per la coperta finanziaria del ruolo.
    TORNANDO AL PROGETTO DELLA TARI-FOLAGHE: IL RILASCIO DEL PERMESSO E’ STATO CONDIZIONATO AL PAGAMENTO DI UNA SANZIONE – Dietro il rilascio del permesso di costruire in sanatoria del 2008 (che è stato naturalmente certificato anche dall’Asl, dai Vigili del Fuoco, tra l’altro) anche il pagamento, ai danni naturalmente delle due srl, di una sanzione pari a 154.130,10 euro, a titolo di oblazione. Una sanzione rateizzata, con idonea polizza fidejussoria (accoglimento della rateizzazione su base delibera cc 53/15 luglio del 2008 – 5 rate senza interessi).
    IL RILASCIO DEL CERTIFICATO PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI è stato correlato all’effettivo pagamento dell’intera oblazione indicata. Come risulta dagli atti del Comune, la Tari e la Folaghe avrebbero già erogato il 20% della somma alla Tesoreria della Bpm, mentre l’altro 80% (oltre 123mila euro, con polizza fidejussoria) dovranno essere erogati alla società di intermediazione finanziarie di Roma, ma con sezione anche a Manfredonia, nelle vicinanze della sede della Tari e della Cooperativa Edile Unitaria.
    NATURALMENTE, dopo che il Centro commerciale-Direzionale, Complesso turistico-alberghiero, delle srl Tari e Folaghe ha ricevuto il permesso di costruire del Comune, nel 2008, è stata anche stabilita l’adeguamento agli strumenti urbanistici del Piano Asi, dello stesso comune sipontino (DPGR Puglia). I lavori dovevano essere ultimati a 19 mesi dal dissequestro, vale a dire entro il 26 gennaio del 2009. Il complesso turistico-alberghiero della Tari e Folaghe è stato classificato con 4 stelle, e per lo stesso sono state previste,prima dell’ultima dei lavori, delle “modifiche per la distribuzione, aumento delle unità residence, aumento numero boxes, modifiche prospettiche, nel rispetto della Lr 11/99, comprese le necessarie opere di demolizione e adeguamento normative”.
    COMPLESSIVAMENTE dopo i numerosi ricorsi al Tar Puglia, le richieste di permessi di costruire in sanatoria, i rigetti del dirigente dell’urbanistica dello stesso Comune sipontino, i mancati accoglimenti della Cameria di Consiglio del Tar, il sequestro dell’immobile (disposto dalla Procura di Foggia), la Tari e la Folaghe hanno ottenuto il permesso di costruzione in sanatoria nel 2008, dietro il pagamento di una sanzione (pari a 154mila euro), a titolo di oblazione (di cui l’80% ad una società di intermediazioni finanziarie). Questo per aver apportato delle “sostanziali modifiche” utili per riportare lo stesso complesso turistico all’impianto progettuale iniziale.
    IN CONCLUSIONE – LA FOLAGHE E LA TRASFORMAZIONE IN ASI DELLA BRAUHAUS – VA ricordato, inoltre che, quanto riguarda le due società, che della Folaghe srl se ne parla in una delibera di giunta comunale del 3 marzo del 2006, relativamente alla trasformazione di parte dell’attività produttiva di un birrificio locale – alla quale è collegata la stessa ditta Folaghe srl – in agglomerato Asi Manfredonia-Monte Sant’Angelo, zona porto Alti Fondali. Il birrificio in questione ha goduto dei fondi del secondo protocollo aggiuntivo del Contratto d’Area di Manfredonia-Monte Sant’Angelo e Mattinata (fondi secondo protocollo aggiuntivo, della quale ha goduto naturalmente il Consorzio Asi e pari complessivamente, in miliardi, a 1.071.979 760.220,7 per un totale sulla carta di 3.113 – Il Contratto d’Area di Manfredonia ) a 4.190 per gli investimenti, a 2.891 per i contributi, per 12 occupati. Con la trasformazione di parte della produttività in Asi la Folaghe-Brauhause sarebbe riuscita infatti a realizzare dei complessi edilizi ad uso uffici e attività commerciali. Questo mentre, per un immobile ad edilizia pubblica a Manfredonia si spenderebbe meno che attraverso l’acquisto fatto attraverso una cooperativa edilizia (Focus – Focus, rapporto e stime edilizia residenziale e non in Italia )
    INFINE, sempre di Folaghe srl se ne parla infatti in un’altra delibera del Comune, del 12 luglio del 2006, relativamente al progetto di sistemazione del tratto finale di via Cala del Fico in prossimità del varco doganale secondario esistente (relativo allo stesso piano citato) a scomputo degli oneri di urbanizzazioni dovuti al Comune dalla stessa Folaghe srl e dal birrificio citato.
    seconda parte
    Manfredonia – UN progetto sofferto, quello delle due srl Tari-Folaghe, un progetto relativo alla realizzazione di 4 palazzine, a Ippocampo (Riviera Sud-Manfredonia), adibite a “residenza turistico-alberghiera”. Un progetto sofferto, e “in via di ultimazione” secondo lo stesso Comune sipontino, questo dopo le numerose varianti apportate al piano dalle società edili (varianti inizialmente ‘non autorizzate’), dopo il diniego del Comune per il proseguimento delle opere, dopo i ricorsi rigettati dal Tar contro le due ricorrenti, dopo il rigetto del ricorso presentato dal rappresentante della Folaghe sul rilascio del permesso di costruire del 2003, con “vincolo indissolubile” per una possibile vendita di struttura e residence “in forma unitaria e come unità principale”, dopo le istanze di sanatoria presentate dalle srl, dopo i permessi di costruire dapprima rigettati ed in seguito accettati dallo stesso Comune, fino al sequestro-dissequestro del complesso turistico-alberghiero e al pagamento di una sanzione, da parte delle srl per la definizione delle opere, a titolo di mera oblazione‘ (per 154mila euro, di cui l’80%, come polizza fidejussoria, ad una società di intermediazione finanziaria). Complessivamente: un iter amministrativo “tortuoso” quello che ha preceduto la nascita del Centro commerciale-Direzionale, Complesso turistico-alberghiero, a Ippocampo, delle srl Tari e Folaghe.
    IL PROGETTO – IN qualità di (attuale) proprietaria di un’area situata nel Comune di Manfredonia (località turistico Ippocampo – Riviera Sud), un’area tipizzata quale zona turistico-alberghiera, una srl di Manfredonia dedita all’attività edile (con un’altra srl occupantesi di lavori generali di costruzioni edifici), presenta un progetto per la realizzazione di un complesso di quattro palazzine a Manfredonia, palazzine adibite a residenza turistico-alberghiera. Ma nel corso della costruzione le stesse srl realizzano delle varianti in corso d’opera, varianti “non autorizzate”.
    LE DUE SRL: TARI E FOLAGHE – IL progetto è presentato nel 2000 da due srl di Manfredonia: la Tari (con sede nel centro sipontino, nei pressi di una Cooperativa Edilizia Unitaria e di una società di intermediazione bancaria) e la Folaghe. La Tari è rappresentata dai fratelli N.S. e G. Tarantini, oltre che da A.Rinaldi, mentre la Folaghe fa riferimento all’imprenditore di Manfredonia D.Salcuni (alla quale è collegato anche un birrificio locale, mentre si ricorda che lo stesso Salcuni era stato già in passato gestore di un approdo per il diporto nautico sul lato mare della lottizzazione Ippocampo, nonché intermedario di terreni).
    IL PRIMO PERMESSO DI COSTRUIRE NELL’OTTOBRE DEL 2000 – Nel tempo, il Comune di Manfredonia rilascia i permessi di costruire nn. 134 del 26 ottobre 2000, n. 232 del 24 ottobre 2003 e n. 142 del 27 maggio 2004. Dopo il p.d.c. n.142-25 maggio 2004, l’emissione di un verbale di violazione (15 marzo 2006, n.93) per alcuni varianti non autorizzate, redatte dalle stesse società a responsabilità limitata.
    IL PERMESSO DI COSTRUIRE DELL’OTTOBRE 2003, IL COMUNE A SALCUNI: “PERMESSO MA STRUTTURA E RESIDENCE NON POTRANNO ESSERE VENDUTI SEPARATAMENTE” – Relativamente ai permessi di costruire rilasciati dal Comune di Manfredonia alle srl proponenti il piano edilizio, va anche segnalato un recente decreto – con decisione del 6 luglio a Bari, ma con pubblicazione il 6 agosto – con il quale il Tar Puglia – Sezione Seconda – ha ritenuto perento (Di diritto o azione giudiziaria decaduti, estinti perché trascorsi i termini stabiliti per esercitarli) il ricorso proposto da Salcuni Damiano (rappresentante Folaghe) contro il Comune di Manfredonia, nei confronti di Migliorin Angela (moglie di Salcuni), per l’annullamento “in parte qua e nei limiti dell’interesse del ricorrente” del permesso di costruire n. 232/2003, rilasciato il 24 ottobre 2003, dal Dirigente del Settore Urbanistica ed Edilizia del Comune di Manfredonia, VII Settore, laddove vieneiene imposto al ricorrente di “sottoscrivere prima dell’ultimazione dei lavori atto unilaterale d’obbligo, sotto forma di atto pubblico, registrato e trascritto, contenente il vincolo indissolubile tra la struttura alberghiera principale e i residence con regime tipico alberghiero annessi, che non potranno essere oggetto di contraddizione e vendita separata ed autonoma ma dovranno seguire il rapporto disciplinare dell’unità principale”. Dunque: nell’ipotesi di una alienazione futura del complesso i rappresentanti legali delle srl in questione dovranno far riferimento al “vincolo indissolubile – da atto pubblico registrato- tra la struttura alberghiera principale e i residence con regime tipico alberghiero annessi”, che potranno dunque essere venduti unitariamente, anche attraverso “il rapporto disciplinare dell’unità principale”.
    CON LO STESSO RICORSO il rappresentante della Folaghe chiese anche il rigetto “di tutti gli atti presupposti, consequenziali e connessi a quello impugnato, anche se non ancora conosciuti, per i quali si formula espressa riserva di presentare motivi aggiunti”, e per l’accertamento e la conseguente declaratoria incidentale di nullità ed inefficacia anche la “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà prodotta dal sig. Salcuni in data 16.10.2003″.
    IL ricorso risultò depositato il 21 gennaio 2004. Nei termini della legge 21 luglio 2000 n. 205 non fu presentata nuova istanza di fissazione di udienza, da qui la dichiarazione, del Tar lo scorso 6 luglio, di “perenzione” (estinzione) del ricorso indicato (come stabilito dal presidente Tar-Puglia, seconda sezione: presidente Amedeo Urbano)
    GLI INADEMPIMENTI RISCONTRATI NEL CORSO DEI CONTROLLI – Le palazzine sono complessivamente quattro: fra l’altro, come si legge nel permesso di costruire in sanatoria del comune per lavori già eseguiti in corso d’opera (135-02.10.2008), il Comune rileva e stabilisce che al piano interrato “la reception e l’androne di accesso alla reception, la rampa pedonale, la sala bar-ristorante e office sono soppresse” in considerazione di una “suddivisione totalmente diversa” da quanto “assentito” nel progetto iniziale (per il quale era stato dato permesso di costruire n.142 del 25 maggio del 2004).
    IL SEQUESTRO PREVENTIVO – IL 22 marzo del 2006, ad una settimana dal verbale di violazione emesso dal Comune, il Gip presso il Tribunale di Foggia dispone il sequestro preventivo delle palazzine (sequestro prev. N.2494/06), con ordinanza di sospensione dei lavori 7/06, in data 5 aprile 2006.
    NEL NOVEMBRE DEL 2006, LA RICHIESTA DI COSTRUZIONE IN SANATORIA: RIGETTATA – CHIESTA LA DEMOLIZIONE – 13 novembre del 2006, la srl Tari e Folaghe fanno richiesta al Comune di Manfredonia di un permesso di costruire in sanatoria. Il 22 novembre 2006 il Dirigente del 7^ settore (Giunta Campo) del Comune di Manfredonia rigetta il permesso delle due srl.. Il 30 novembre 2006 viene stabilita la demolizione (42/06) del futuro complesso turistico-alberghiero, per riscontrata “difformità” rispetto al permesso di costruire del maggio 2004 (n.142/27.05.2004), con richiesta dello stesso Comune di “ripristino dello stato dei luoghi, nel rispetto dello stesso permesso”.
    I RICORSI AL TAR DELLA PUGLIA – Nello scorso mese di luglio, il Tar della Puglia in considerazione “dell’impossibilità di conseguimento di effetti utili”, a favore della ricorrente (Tari e Folaghe srl, ndR), dall’eventuale accoglimento del ricorso per la realizzazione di un complesso di quattro palazzine, e considerando l’ordinanza dirigenziale del Comune “inoppugnata”, non avendo le ricorrenti presentato motivi aggiunti contro la stessa (né constatando che la stessa era stata impugnata in separata sede) ha dichiarato “improcedibile” lo stesso ricorso delle ricorrenti per “sopravvenuto difetto di interesse” delle stesse ricorrenti
    COSA ERA SUCCESSO – LA sentenza è stata come detto del Tar della Puglia, relativamente al ricorso del 2007, proposto dalla Tari Srl e Folaghe Srl, rappresentato e difeso dagli avv. Marco Gentile, Vittorio Gentile, contro il Comune di Manfredonia (e ingegnere relativo) per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del citato provvedimento del 22 novembre 2006, del Dirigente del 7° settore del Comune, notificato il 27 novembre 2006, con il quale era stata rigettata la richiesta di permesso di costruire in sanatoria, presentata dalle società T.A.R.I. s.r.l. e Folaghe s.r.l., di 4 edifici adibiti a residenza turistico-alberghiera. Richiesta di annullamento anche del provvedimento del 30 novembre 2006, del Dirigente del 7° Settore del Comune di Manfredonia, con il quale è stata ordinata la demolizione delle opere oggetto di sanatoria.
    RELATORE nell’udienza pubblica del 17 giugno 2010, la dott.ssa Roberta Ravasio, con nessuna presenza della parti relative all vicenda
    ma non finisce qui:
    l’assessre attuale concede gas con delibera di giunda in data 24 10 2014 congede ESTENSIONE DELLA RETE DI DISTRIBUZIONE DEL GAS METANO PRESSO L’AGGLOMERATO “A.S.I. ZONA ACQUA DI CRISTO” NELL’ABITATO DI MANFREDONIA – ACCOGLIMENTO CERTIFICATO DI COLLAUDO E ACQUISIZIONE RETE – GAS INTERNA ALL’AGGLOMERATO.
    Su relazione del Capo Servizio “Manutenzione” Dott. Ing. Giuseppe DI TULLO.
    Le premesse costituiscono parte integrante del presente provvedimento
    1. di accogliere il certificato di collaudo della rete di gas naturale realizzata all’interno del Lotto industriale – commerciale – direzionale e ricettivo sito in zona ASI-località Folaghe, a firma dell’ing. Francesco COCCIA, trasmesso dalle società TA.DI s.r.l. – T.A.R.I. s.r.l. – FOLAGHE s.r.l. in data 08/09/2014 prot. n. 28593, unitamente alla dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte, corredata della relazione con la tipologia dei materiali utilizzati;
    2. di acquisire al patrimonio comunale la rete in parola realizzata dalle società TA.DI s.r.l. – T.A.R.I. s.r.l. – FOLAGHE s.r.l., come espressamente formalizzato dalle stesse società con la predetta proposta di cessione n. 4972 di prot. del 5/02/2014 e secondo lo schema di atto pubblico allo scopo predisposto dall’U.T.C.;
    3. di autorizzare il responsabile del procedimento ing. Giuseppe Di Tullo, Capo Servizio impianti, a prendere in consegna anticipata la suddetta rete e trasferirla contestualmente al gestore convenzionato “Mediterranea Energia s.c.a.r.l.”, nelle more della sottoscrizione dell’atto di cui al punto precedente;
    4. di dare atto che il presente provvedimento non è ricompreso tra quelli di cui all’art. 23 e successivi del D.Lgs. n.33/2013.
    IL DIRIGENTE DEL SETTORE
    (Dott. Ing. Giovanni SPAGNUOLO)
    mi chiedo dove esiste questo albergo ???
    acqua di cristo terra di conquista .
    adesso spero che qualcuno legga .
    chi ha fatto il furbo la deve pagare .
    perchè è sempre a danno del cittadino .
    per capire certe concessioni non ci vuole una semplice laurea qui devi essere diabolico,e avere le giuste conoscenze per le dovute concessioni.
    e poi gli affari li fanno i cittadini,

  • mi chiedo ora come può l’ assessore al bilancio non accorgersi un mancato versamento di sanatoria e urbanizzazioni pari a circa 536.000.00 si sarebbe pagato di certo un terzo del debito ase invece di fare un mutuo cosi grande .
    perchè l’ufficio tecnico non vedendo i pagamento ha rilasciato concessione di ultimazione lavori e agibilità dei manufatti ,concessione del gas ecc
    perchè ???????? ora che si fa si fa pagare ai soli cittadini???? perchè non pagano anche coloro che hanno permesso tutto questo ???


  • Franco

    Insomma secondo qualcuno fare i furbi è sempre concesso purchè il Comune possa ricavarci qualcosa.
    Ma esiste ancora chi rispetta le regole (edilizie) in questo paese? Oppure devo dar ragione a chi in pieno corso manfredi ha sopraelevato e fatto di tutto e di più senza visibili conseguenze?


  • deluso

    Per Antonello: vieni allo scoperto e dichiara cosa ti h promesso il sindaco.
    Per cittadino: commenti più conciso, per dare la possibilità di percessione a tutti.
    Invito gli amministratori a farsi una passeggiata sui lungomare di Margherita di Savoia, Trani, Barletta ect per rendersi conti dove intelligenza e competenza,,,,,e mi fermo qui


  • cittadino

    E’ tutto studiato a tavolino con le controparti, sicché si concorda il tutto, logicamente a vantaggio di certuni purché non si proceda nei ricorso nelle sedi deputate….. e tutto finisce a tarallucci e vino , mantenendo gli impegni presi prima…. e chi ci vist ci vist…. con buona pace dei commensali.


  • cittadino

    Cittadino x cittadino…. A proposito di bilancio e relativo assessore… A me risulta che gli importi, seppure quantificati, delle opere di urbanizzazione non vengono iscritti in bilancio perché altrimenti anno per anno si vede che non vengono mai scomputate in quanto non essendo eseguite, come di solito avviene, sarebbe interrogazione facile, in fase di approvazione del bilancio, poter richiedere chiarimenti…. che risulterebbero imbarazzanti per diversji soggetti, amministrativi e politici.
    Non so se mi hai inteso.


  • Alberto

    Tutti si stupiscono di quello che succede,molto probabilmente non hanno capito cosa è stato ed è tuttora MANI PULITE


  • Franco

    Nello stesso consiglio comunale del 15/03/2015, poco prima delle ultime elezioni, è stato fatto uno sconto di circa 2 milioni di euro alla Cava Foglia per risparmi nelle opere di bonifica in cambio di un anticipo nella chiusura anticipata delle attività di scavo mai avvenuta. Pino studiati pure questa!


  • Antonello Scarlatella

    Deluso…..non ho bisogno di nulla dal Sindaco, non ho figli che vivono a Manfre, quindi le tue illazioni sono cavolate.
    Ciao.
    Magari se sei capace analizza e dimmi dove e’ sbagliata la mia descrizione dei fatti.
    Io stimo Delle Noci…
    Diversamente se sei capace solo a fare chiacchiere da bar celandoti dietro un nick taci.


  • antonella

    Sig. Delle Noci, il fascicolo da lei riferito, se dotto e pieno di notizie crimini circostanziate e dettagliate, dovrebbe essere trasferito alla procura della repubblica e corte dei conti.


  • stufo

    Commissario prefettizio


  • Staff affollato

    Ma chi è sto personaggio? Tale scardatella chi è il portavoce del potere politico locale?


  • cittadino

    Alcuni palazzi di Foggia, sono stati informati….ieri, oggi e domani…..

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