Stato prima
Comunicazione telefonica del via libera sul binario unico

Scontro treni Puglia, bilancio è di 23 morti e 52 feriti

"A noi risultano 23 vittime, 22 corpi sono già qui e un altro arriverà in giornata da Andria"

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La causa dell’incidente in Puglia sarebbe stata la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria, in quella tratta viene ancora usato il cosiddetto ‘blocco telefonico’, cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. E’ questa l’ipotesi che fa all’ANSA Stefania Gnesi, ricercatrice dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del Consiglio nazionale delle ricerche (Isti-Cnr).

NOMI VITTIME (ANSA). Antonio Summo 15 anni; Patty Carnimeo, trent’anni; Francesco Tedone, 19 anni; Luciano Caterino, 37 anni, originario di Corato (Bari); Gabriele Zingaro, 23 anni; Fulvio Schinzari, 59 anni, nato a Galatina (Lecce); Enrico Castellano, 74 anni; Salvatore Di Costanzo, 56 anni.

Scontro treni. Gorgoni e Dattoli illustrano bollettino medico. Il direttore del Dipartimento Politiche della Salute, Giovanni Gorgoni e il direttore generale del Policlinico di Bari, Vitangelo Dattoli, hanno diramato questa mattina un bollettino medico durante le operazioni di riconoscimento delle vittime, presso il Policlinico di Bari, dell’incidente ferroviario di ieri.

“Possiamo riferire, in questo bollettino medico, delle questioni relative ai pazienti che sono transitati ieri nei pronto soccorso – ha detto Gorgoni – sono stati in totale 52 pazienti, di questi sono ancora attualmente ricoverati 24, 11 al Bonomo di Andria, 4 al Dimiccoli di Barletta, 1 a Bisceglie, 2 a Molfetta, 2 a Terlizzi, 3 al Policinico e 2 al San Paolo. Tutti gli altri sono stati dimessi a casa con traumi di lieve entità. Dei 24 ricoverati, 8 sono in prognosi riservata, 1 al San Paolo, 3 al Policlinico e 4 all’ospedale di Andria. Le condizioni degli 8 in prognosi riservata sono orientativamente stabili. In particolare, due pazienti di Andria sono in prognosi riservata di prassi. Uno dei due è il piccolo Samuele che non ha grossi problemi ma è, per prassi, in prognosi riservata in Pediatria, tenuto conto della giovane età. Le condizioni degli altri, per quanto in riservata, sono stabili”.

Per Dattoli “23 sono le salme che sono state in parte sottoposte a riconoscimento. 18 sono stati i riconoscimenti eseguiti. 5 i riconoscimenti che auspichiamo di poter portare a termine in giornata. Tutta la fase è stata gestita dalla Direzione del Policlinico e da Medicina Legale che ha un servizio di psicologia molto irrobustito sia dagli strutturati che da esterni e associati. Anche il volontariato sta dando una grande mano sia per quanto riguarda gli accompagnamenti che per quanto riguarda le pratiche amministrative, oltre che per l’impatto emotivo che la vicenda sta creando. Entro qualche ora speriamo di portare a termine i riconoscimenti e iniziare la fase degli approfondimenti medico-legali in collaborazione con la Procura della Repubblica e con le prefetture di Bari e Barletta con cui siamo in collegamento. Qui abbiamo 23 riconoscimenti in corso, l’unità di crisi sta supportando le operazioni”.

Il prossimo bollettino medico sarà diffuso intorno alle 15.00.

In questi minuti presso la Prefettura di Barletta è in corso un incontro con la stampa presso il Centro Coordinamento Soccorsi (via Cialdini), con il vicepresidente Antonio Nunziante, il presidente del comitato regionale di Protezione civile Ruggiero Mennea e il prefetto della provincia BAT.

(ANSA) – BARI, 13 LUG – “Vi prego, fateci entrare, fateci vedere i nostri cari”: è la straziante richiesta che rivolgono i parenti delle vittime del tragico scontro ferroviario avvenuto ieri, al personale dell’istituto di Medicina legale del policlinico di Bari dove questa mattina avverrà il riconoscimento delle salme. I familiari delle vittime sono assistiti da psicologi e crocerossine.

SCONTRO TRENI: SQUALLIDO SCARICABARILE DI RESPONSABILITA’, MA SONO TUTTI COLPEVOLI. All’indomani della tragedia ferroviaria che ha sconvolto la Puglia, si registra il solito squallido scaricabarile di responsabilità tra istituzioni, politica ed enti, che cercano di lavarsi la coscienza chiamandosi fuori da qualsiasi colpa. Lo denuncia oggi il Codacons, che afferma: “L’unica verità è che sono tutti colpevoli, dal Governo agli enti locali, perché hanno ridotto il trasporto ferroviario del sud Italia a livelli da terzo mondo, con treni che viaggiano ancora a binario unico e la sicurezza affidata al fattore umano, in assenza di qualsiasi automatismo o tecnologia in grado di evitare incidenti, riservata alle linee ferroviarie del Nord e all’Alta Velocità, molto più redditizie e quindi degne di investimenti miliardari – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Il secondo binario sulla tratta teatro dell’incidente doveva essere realizzato già dal 2015: sono evidenti le responsabilità delle istituzioni che hanno ritardato il progetto nonostante i fondi erogati”.

Il Codacons – unica associazione intervenuta con fermezza dopo la tragedia ferroviaria di ieri – ha deciso di avviare una battaglia legale a tutela degli utenti del trasporto ferroviario, costituendosi parte offesa nel procedimento penale aperto dalla Procura di Trani. Non solo. Per l’associazione tutti i passeggeri dei due treni coinvolti nello scontro di ieri hanno diritto ad un mega-risarcimento danni, anche in assenza di lesioni fisiche, per i rischi corsi e per la paura e lo stress subiti. In tal senso l’ufficio legale del Codacons ha già avviato le procedure per l’azione risarcitoria, alla quale i viaggiatori possono GRATUITAMENTE aderire inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it

Incidente ferroviario: Consiglio in lutto bandiere a mezz’asta e una breve seduta. Bandiere a mezz’asta in segno di lutto e una breve seduta dedicata al cordoglio per il tragico incidente ferroviario sulla Corato-Andria: il Consiglio regionale della Puglia ha espresso così la commozione per un evento che ha sconvolto tutti i pugliesi. “Oggi è il tempo del cordoglio, della commozione e della solidarietà”, ha detto il presidente Mario Loizzo nell’intervento che ha preceduto un intenso minuto di raccoglimento dell’Assemblea. “Questo è un momento che non avremmo mai voluto vivere. Una cappa pesante di lutto e di dolore ingiusto è calata su tante famiglie. Il Paese intero si è stretto alla Puglia. Ieri mattina, una giornata come tante si è trasformata un incubo, a pochi chilometri da noi.

Uno scenario da guerra. Chi ha visto, descrive scene di orrore. Lamiere contorte. Vagoni accartocciati uno dentro l’altro. All’interno, c’erano donne, uomini, studenti, bambini, con le loro vite normali. I numeri della tragedia sulla tratta Andria-Corato delle Ferrovie del Nord Barese sono tanto elevati che si stenta perfino a comprenderli”. Il presidente Loizzo ha indicato i numeri al momento ufficiali: 27 morti, tra i quali i dipendenti della Ferrotramviaria e per una fatalità ancora più tragica, un contadino al lavoro nel suo campo. Si spera che il dato non debba aumentare. E alle vittime si aggiungono 50 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. “La più grande tragedia ferroviaria di sempre in Puglia ed una delle più gravi in Italia”, ha fatto presente.

Loizzo ha rivolto un apprezzamento alla macchina dei soccorsi: “che si è mossa bene, tempestivamente, superando le difficoltà di una località isolata nei campi e allestendo sul posto centri di primo intervento sanitario, psicologico, logistico”. In un ringraziamento particolare ha accomunato “quanti si sono prodigati”: ai volontari, al personale del 118, ai medici e infermieri di diversi ospedali, ai Vigili del Fuoco, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile. “Ha brillato anche la solidarietà della gente comune, che ha raggiunto i centri trasfusionali per donare sangue e ha manifestato sensibilità e partecipazione”. Soccorritori, cittadini, istituzioni: la Puglia è unita da un sentimento comune. “Condividiamo tutti un dolore che ci lascia senza respiro troppe vite spezzate, troppe esistenze segnate per sempre, troppi affetti sconvolti. L’angoscia per le vittime supera ogni capacità di esprimerla. Siamo idealmente al capezzale dei feriti, ci stringiamo ai familiari e alle comunità colpite”, ha concluso il presidente del Consiglio regionale, invitando l’Assemblea ad osservare un minuto di silenzio, prima di dare la parola al vicepresidente della Giunta regionale Antonio Nunziante (che ha illustrato i dati e gli interventi di soccorso) e sciogliere la seduta.



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Commenti


  • Redazione

    TRAGEDIA FERROVIARIA ANDRIA-CORATO: CORDOGLIO ANCI PUGLIA

    Antonio Branca – Anci Puglia

    Anci Puglia esprime profondo cordoglio alle famiglie delle vittime, ai sindaci e alle comunità coinvolte nel disastro ferroviario avvenuto sulla linea Andria-Corato; vicinanza e solidarietà anche ai tanti feriti e alle rispettive famiglie.

    “Una tragedia assurda che getta in un grande sconforto le comunità del territorio nord barese colpito brutalmente. – ha dichiarato il presidente Anci Puglia sen. Luigi Perrone – Una sciagura immane che ha scosso l”Europa intera, che ripropone all’attenzione la questione sicurezza nei trasporti e la necessità di radicale snellimento e sburocratizzazione delle procedure approvative per sbloccare interventi infrastrutturali prioritari per garantire il diritto alla mobilità nei nostri territori. In attesa di fare chiarezza sulle cause dell’incidente, va riconosciuta l’efficienza e la tempestività della nostra macchina dei soccorsi, ma anche la forza e la solidarietà delle comunità pugliesi, che da ieri continuano a mobilitarsi in una gara di altruismo e generosità, per fare fronte all’emergenza sangue proveniente dagli ospedali in cui sono ricoverati i feriti.”

    Bari, 13 luglio 2016


  • Pasquale

    Triste notizia a ciel sereno per tante famiglie che hanno perso i propri cari.
    Credo che ci sia tanta RABBIA in tutti noi, singoli cittadini, che siamo costretti a fare uso del treno, sino a ieri ritenuto uno dei mezzi piu’ sicuro di trasporto, e poi ti accorgi che per una ” cretinata” puo’ portare la morte.
    Non vorrei essere tra coloro che dovevano e potevano, anche con altri meccanismi di sicurezza, EVITARE tale tragedia, recando la perdita di

    tanti concittadini regionali, portando al dolore piu’ profondo di un essere umano, in un momento tranquillo della loro vita.


  • Redazione

    Scontro treni. Delrio alla Camera, Distaso: “La questione meridionale torni al centro dell’agenda”

    “Dobbiamo riportare la questione meridionale al centro dell’agenda del Paese. Nei fatti. In questo momento non è sufficiente che il presidente del Consiglio ci venga a dire che le responsabilità saranno accertate”. Lo ha detto oggi alla Camera il parlamentare di Cor (Conservatori e riformisti) Antonio Distaso, nel corso dell’informativa del Ministro Delrio sullo scontro tra treni in Puglia,

    “Non è certo il momento della polemica politica – ha aggiunto Distaso – ma dobbiamo sottolineare che la questione meridionale è una questione culturale prima che economica. Rendere più difficoltoso l’accesso a una parte dei tesori di Puglia significa tenere nascosta una parte del Paese. Ho sempre avversato il meridionalismo piagnone. Non fa parte dello spirito autentico dei pugliesi. E non intendo certo riversare solo su questo Governo ritardi decennali. Non credo che negli ultimi sessant’anni siano mancati soltanto i soldi per investimenti in infrastrutture.
    Da un certo punto in poi è mancata la classe dirigente, a livello nazionale e anche in Puglia. Abbiamo avuto la Cassa per il Mezzogiorno, l’Agensud, le opportunità derivanti dai finanziamenti del Qes, il Quadro economico di sostegno, a livello europeo. Alcuni strumenti ben utilizzati, altri no”.

    Distaso ha poi sottolineato che “la Ferrotramviaria non è un esempio di cattiva gestione. Eppure su 83 chilometri di percorrenza oltre la metà sono a binario unico. Non solo. Le procedure non sono ancora quelle ormai da tempo in uso nelle Ferrovie dello Stato. Mi riferisco in particolare al Sistema di controllo marcia treno. E il raddoppio della linea era da tempo finanziato. Poi i soliti tempi per autorizzazioni, espropri e così via. E onestamente non mi sento di dire che l’Istituzione regionale abbia fatto tutto il possibile, soprattutto in termini di tempistica.

    Al presidente del Consiglio, al Governo e a tutti i rappresentanti istituzionali locali – ha concluso Distaso – chiediamo un impegno concreto come risposta a un evento così tragico”.


  • Redazione

    FS ITALIANE, RAPPORTO ONDS 2015: OLTRE 1.300 INTERVENTI A PERSONE DISAGIATE NELL’ HELP CENTER DI BARI

    · 960 persone hanno chiesto aiuto per la prima volta

    · 117 mila gli interventi effettuati nel 2015

    Bari, 13 luglio 2016

    Sono state 1.326 le persone “senza fissa dimora” che si sono rivolte all’Help Center di Bari nel 2015. In prevalenza si tratta di uomini (1188), mentre la minoranza è rappresentata da donne (134) e transgender (4). Bassa la percentuale di italiani (circa il 15%) mentre circa il 53% delle persone in difficoltà è rappresentata da extracomunitari e il 6% da cittadini comunitari. Tra loro ben 960 si sono rivolti al centro per la prima volta nella vita.

    L’Help Center di Bari, gestito dalla Cooperativa di Solidarietà C.A.P.S. nel 2015 è rimasto aperto 310 giorni, fornendo 3720 ore di assistenza grazie al lavoro di tre operatori sociali e di due volontari. Ogni utente, nell’arco dell’anno, si è rivolto al centro mediamente sei volte a fronte di una media nazionale negli altri centri di circa 10 volte. Circa 117 mila gli interventi effettuati a Bari, per la maggior parte dei casi a bassa soglia e in minima parte di orientamento sociale.

    I dati nazionali del Rapporto dell’Osservatorio Nazionale sul Disagio e sulla Solidarietà nelle stazioni italiane (ONDS) 2015, sono stati presentati oggi a Roma, nella sede di Ferrovie dello Stato Italiane, alla presenza del presidente e dell’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Gioia Ghezzi e Renato Mazzoncini, della vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, del presidente dell’INPS, Tito Boeri, del presidente del Consiglio Nazionale dell’ANCI, Enzo Bianco, e del direttore di ONDS, Alessandro Radicchi.

    Gli Help Center italiani, insieme agli altri centri di accoglienza occupano circa 15.500 mq di spazi all’interno di grandi e medie stazioni, messi a disposizione in comodato d’uso gratuito da FS Italiane a Comuni e associazioni che rappresentano un barometro attendibile della situazione sociale del Paese.

    Quest’anno la presentazione del Rapporto è stata l’occasione per inserire le attività sociali di Ferrovie dello Stato nel più ampio orizzonte dei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030, illustrati dal prof. Enrico Giovannini, mentre il prof. Stefano Zamagni ha inserito le attività sociali del Gruppo FS Italiane nel nuovo modello di welfare centrato sulla sussidiarietà circolare.

    Fabrizio Torella, responsabile Attività Sociali d’Impresa di FS Italiane, ha chiuso i lavori sottolineando l’importanza del sinergia alla base del progetto Help Center che ha reso possibile tutto questo: una collaborazione tra pubblica amministrazione, privato e Terzo Settore che è diventata di esempio a livello europeo, modello per tutte le altre reti ferroviarie.

    Alessandra Passeri

    Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.

    Direzione Centrale Comunicazione Esterna e Media

    Corrispondente Puglia e Basilicata

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