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Forse un riflesso di dolore e malinconia che ha dentro e che si trasforma talvolta in sottesa nostalgia quando affronta e si confonde con i temi dell’emigrazione e dello “strappo”

Con Michele Munno Rignano diventa un borgo di richiamo per gli appassionati d’arte pittorica

Tra l’altro, ha partecipato all’atelier Fatebenefratelli di San Colombano del Lambro (MI) sia nel 1996, sia nel 2005

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Rignano Garganico. Anche quest’anno il “Rignanestate” ha riservato in cartellone spazi adeguati all’arte e ai libri. Si è cominciato con la mostra pittorica di Michele Munno, lombardo di adozione, ma sammarchese d’origine. La stessa è in corso da alcuni giorni al “Purgatorio”, piccolo ed accogliente contenitore culturale, ubicato nel cuore del centro storico medievale, in tempi recenti restaurato di tutto punto dal Parco del Gargano con i fondi Pis, unitamente al Museo e al Centro Multimediale di Paglicci. L’esposizione comprende una nutrita collezione di quadri su soggetti vari, con particolare riguardo alla natura morta, costituita da foglie, tronchi, uccellini, case, ecc. I fabbricati che dipinge o che disegna con linee sottili sono strutture – icone lineari di una geometria pura ed evanescente. Forse un riflesso di dolore e malinconia che ha dentro e che si trasforma talvolta in sottesa nostalgia quando affronta e si confonde con i temi dell’emigrazione e dello “strappo”, ossia i luoghi cari della sua infanzia-adolescenza trascorsa nella terra natale. Allora le case, le nuove case delle periferie urbane, dove vive, si trasformano in “contenitori chiusi, ambienti circondati da stretti confini”, quasi ad escludere e a reprimere ciò che avverte dentro di sé. Al contrario i volti e gli oggetti si accendono e prendono forma quando si accinge a ritrarli in uno stile naif tutto suo. Il Munno è reduce di innumerevoli mostre in Italia e all’estero.

Tra l’altro, ha partecipato all’atelier Fatebenefratelli di San Colombano del Lambro (MI) sia nel 1996, sia nel 2005 (Cooperativa sociale matti per il lavoro). Con questo tipo di esperienza a contatto con il disagio psichico, diventa un esponente di primo piano della cosiddetta arte “outsider”, peraltro ben rappresentata all’estero (Collection de l’Art Brut di Losanna, Art en Marge di Bruxelles e il Mad musée di Liegi). Nel 2009 è a Reggio Emilia alla mostra”Il battito di ciglia”. In precedenza suoi quadri sono stati scelti e presentati alla “Fiera d’arte di Basilea”. La pittura di Munno – secondo alcuni suoi critici – s’intinge di neoplatonismo ed umanesimo, allorquando tocca gli aspetti più lirici e soggettivi del “suo” naturalismo propositivo (alberi, foglie, ecc.). Non c’è stato l’assalto, ma sono stati tantissimi i visitatori finora intervenuti, qui a Rignano , quasi tutti motivati e in massima parte dall’esterno, richiamati non tanto dalla pubblicità (per la verità scarsa) quanto con il passaparola. Munno è soddisfatto e si promette di tornare ancora in questo luogo che lo ha colpito ed ama assai.

(A cura di Antonio Del Vecchio, 12 agosto 2015)

Con Michele Munno Rignano diventa un borgo di richiamo per gli appassionati d’arte pittorica ultima modifica: 2015-08-13T12:45:16+00:00 da Redazione



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