ManfredoniaRicordi di storia
Era usanza nella nostra comunità prima della mezzanotte, alla vigilia del Ferragosto, accendere un falò nei pressi della Chiesa di S.Benedetto

Vigilia di Ferragosto a Manfredonia: riti e usanze (foto-video)

A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia

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Manfredonia – Era usanza nella nostra comunità prima della mezzanotte, alla vigilia del Ferragosto, accendere un falò nei pressi della Chiesa di S.Benedetto, in onore della Vergine Assunta in Cielo e in suffragio delle anime sante del Purgatorio “l’aneme sande du Prijatòrie”.

Mi raccontavano anni fa, mia madre, Antonietta (Ninetta) e mia zia Gina “Geggine” La Torre, che abitavano da bambine con la loro famiglia “i Madonnòce” nei pressi del Campanile Orsini “u cambanère”, che alla vigilia della Madonna dell’Assunta, accompagnate da una loro zia detta “Zia bezzòche”, che viveva con loro nella casa paterna, si recavano nella tarda serata della vigilia del Ferragosto, presso la Chiesa di S.Benedetto per il rito della “preggessjone de l’Anime u Prijatòrje” la processione delle anime del Purgatorio.

Prima di recarsi presso la Chiesa di S.Benedetto, era usanza cenare, preparando “justenèlle fritte e melòne” (agostinelle del Golfo fritte con melone). I meloni, utilizzati per la cena erano “u melòne de pene gialle” detto anche “u bbrendesine ”o l’anguria “u melòne d’acque” detto anche “u melòne d’acque ammerechene”. Molti manfredoniani, alla vigilia del ferragosto erano soliti recarsi in comitiva o in gruppi familiari all’Acqua di Cristo (da alcuni anni questa usanza è ritornata in auge), dove era tradizione bivaccare sugli scogli con “justenèlle fritte e melòne”, e rinfrescarsi nelle acque sorgive e bere alla fonte.

Dagli inizi degli anni ’60, dopo la costruzione del Villaggio dei Pescatori, alla vigilia del Ferragosto, i residenti del villaggio, si riunivano con le loro famiglie numerose, insieme ad altri sipontini, per il tradizionale bivacco sugli scogli, a base di “justenèlle fritte e melòne” e pesce “i sbarrune” (spari) arrostiti sopa a furnacelle. L’usanza ha avuto luogo fino a prima della costruzione del megagalattico porto turistico. Altre famiglie di pescatori sono solite riunirsi per festeggiare la vigilia del Ferragosto, sul molo di ponente; questo anno non utilizzabile per lavori in corso.

Altri gruppi di manfredoniani, si recano in Montagna all’aperto o nelle loro villette di campagna o di mare, con familiari e amici per trascorrere al fresco “au friscke” la vigilia di Ferragosto, dove tra “justenèlle e mezze trègghie fritte”, melone, fichi d’India, bruschette, arrosti sulla brace o “sopa u furnacelle” di carne di vitello, di manzo, di maiale e salsicce varie “savesicchie a ponde de curtille e forte” e pesci arrostiti (a Manfredonia si prediligono i sbarrune) accompagnati da buon vino ed altre bevande, consumano in allegria una spartana lauta cena.

A PREGGESSIONE DE L’ANEME U PRIJATORJE. Era tradizione a Manfredonia, un’ora prima della mezzanotte, recarsi dietro l’ingresso della chiesa di S.Benedetto conosciuta in loco come chiesa di (Sanda Lucje), per il rito della processione de “l’aneme u Prijatòrje”. Gruppi di pie donne insieme a bambini e adulti, si recavano (lo si fa tuttora in forma minore) presso l’ingresso della Chiesa di S.Benedetto) per pregare, la Vergine Maria, Assunta in Cielo e per le anime del Purgatorio dei propri cari estinti, perché insieme alla Madonna, possano raggiungere il Paradiso. Un tempo, sempre alla vigilia del Ferragosto, si entrava anche in chiesa, per pregare la Madonna dell’Assunta, e un gruppo di ragazzini con candele accese in mano si recavano all’interno del campanile di S.Benedetto per suonare le campane, prima della processione al Cimitero, in onore dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo.

Le pie donne, partecipanti al rito della “processione delle anime del purgatorio”, recitano, prima della mezzanotte, 100 Ave Maria, segnandosi prima di ogni preghiera, con il segno di Croce, e intercalando antiche preghiere in vernacolo: “Cinde Cruce, Cinde Ave Marje, pe né vedì u nemiche “u diavele” a morte muje, Marje belle Assunde in Cile e curenete de stelle”. Completate le preghiere di rito insieme alla recita del Rosario per la Vergine, Assunta in Cielo, e per anime Sante del Purgatorio, dietro la porta della Chiesa di S.Benedetto, le pie donne insieme agli altri partecipanti all’antico rito, danno vita alla processione “alla pregessione de l’Aneme u Priatorje”, che dopo aver percorso alcune strade cittadine, si porta al cimitero. Gli oranti, lungo il percorso, recitano 100 Requiem aeternam (Eterno riposo…), per le anime del purgatorio ed altre preghiere. All’ingresso del cimitero, gli oranti concludono il rito con altre preghiere dedite alla Madonna Assunta in Cielo e alle anime del purgatorio, con un canto finale dedicato alla Vergine.

Era consuetudine (ora in forma minore) accendere dei ceri lungo il percorso della processione, che venivano posti sui davanzali delle finestre, dei finestrini e sui balconi, in suffragio e in ricordo delle Anime del Purgatorio. Tra le più assidue, organizzatrici negli ultimi anni, dell’antico rito della processione de “l’Aneme u Priatorje”, la presidente della sezione U.A.L. (Unione Amici di Lourdes) di Manfredonia, la cara amica e pia donna Lina Brigida.

**** La solennità dell’Assunzione di Maria Vergine al Cielo, fu proclamata il 1° novembre 1950, da Papa Pio XII, con la costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”, che diede la solenne proclamazione del Dogma dell’Assunzione di Maria Vergine in Cielo: “L’Immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo…”.

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

VIDEO

FOTOGALLERY FRANCO RINALDI (PASSATE EDIZIONI)

Vigilia di Ferragosto a Manfredonia: riti e usanze (foto-video) ultima modifica: 2015-08-13T19:52:51+00:00 da Franco Rinaldi



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