Lavoro

Aumento 0,5% Pil nel secondo trimestre 2010

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produzione-industriale-pil-istat (fonte image: haisentito.it)

Roma – NEL secondo trimestre del 2010 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,3 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2009. La stima preliminare diffusa il 6 agosto scorso indicava un aumento congiunturale dello 0,4 per cento e un aumento tendenziale dell’1,1 per cento. Il secondo trimestre del 2010 ha avuto una giornata lavorativa in più sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al secondo trimestre 2009. La crescita acquisita per il 2010 è pari allo 0,9 per cento.


Nel secondo trimestre, il PIL è aumentato in termini congiunturali del 2,2 per cento in Germania, dell’1,2 per cento nel Regno Unito, dello 0,6 per cento in Francia, dello 0,4 per cento negli Stati Uniti e dello 0,1 per cento in Giappone. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 3,7 per cento in Germania, del 3,0 per cento negli Stati Uniti, dell’1,9 per cento in Giappone e dell’1,7 per cento in Francia e nel Regno Unito.

Nel complesso, il PIL dei paesi dell’area Euro è cresciuto dell’1,0 per cento in termini congiunturali e dell’1,9 per cento in termini tendenziali. In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono cresciute dello 0,8 per cento, il totale delle risorse (PIL e importazioni di beni e servizi) dello 0,5 per cento. Dal lato della domanda, le esportazioni sono aumentate del 3,3 per cento, gli investimenti fissi lordi dell’1,3 per cento, i consumi finali nazionali dello 0,1 per cento. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è rimasta stazionaria, quella della Pubblica Amministrazione (PA) e delle Istituzioni Sociali Private (ISP) è aumentata dello 0,4 per cento. L’aumento degli investimenti è stato determinato da una crescita del 3,9 per cento degli investimenti in macchine, attrezzature e altri prodotti e del 2,6 per cento delle spese per mezzi di trasporto, mentre gli investimenti in costruzioni sono diminuiti dello 0,9 per cento. In termini tendenziali, le esportazioni sono aumentate del 9,2 per cento, le importazioni dell’8,2 per cento. La spesa delle famiglie residenti è cresciuta dello 0,7 per cento, quella delle PA e delle ISP è diminuita dello 0,7 per cento.


Analisi settoriale del valore aggiunto– La spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato una variazione, in termini tendenziali, dello 0,8 per cento; in particolare gli acquisti di servizi sono aumentati dell’1,3 per cento, i consumi di beni non durevoli sono diminuiti dello 0,6 per cento e i consumi di beni durevoli del 2,8 per cento. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una crescita del 2,9 per cento, con aumenti del 12,6 per cento per i macchinari e gli altri prodotti e del 3,3 per cento per i mezzi di trasporto; gli investimenti in costruzioni, invece, sono diminuiti del 3,5 per cento. Rispetto al primo trimestre, il deflatore del PIL è aumentato dello 0,7 per cento. Il deflatore della spesa delle famiglie residenti è cresciuto dello 0,6 per cento, quello degli investimenti dello 0,8 per cento.

Il deflatore delle esportazioni ha mostrato un incremento del 2,6 per cento, quello delle importazioni del 4,2 per cento. In termini tendenziali, il deflatore del PIL è aumentato dello 0,9 per cento, quello della spesa delle famiglie residenti dell’1,5 per cento. Nel secondo trimestre si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto per l’industria in senso stretto (più 1,3 per cento), per il settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (più 0,9 per cento), per il settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (più 0,6 per cento) e per gli altri servizi (più 0,2 per cento); si registrano contrazioni del valore aggiunto dell’agricoltura (meno 2,7 per cento) e delle costruzioni (meno 0,7 per cento). In termini tendenziali, il valore aggiunto dell’industria in senso stretto è cresciuto del 5,1 per cento, quello dei servizi dello 0,9 per cento, quello dell’agricoltura dello 0,4 per cento; il valore aggiunto delle costruzioni ha registrato una flessione del 2,8 per cento.

GLOSSARIO – Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al trimestre precedente. Variazione tendenziale: variazione percentuale rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (PIL): risultato finale dell’attività produttiva delle unità residenti. E’ pari alla somma dei valori aggiunti ai prezzi del produttore delle branche, aumentata dell’IVA e delle imposte indirette sulle importazioni. Valore aggiunto ai prezzi del produttore: differenza tra produzione totale e consumi intermedi di beni e servizi utilizzati nel processo produttivo. Crescita acquisita: crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno. Dati corretti per gli effetti di calendario: dati depurati dagli effetti dei giorni lavorativi, delle festività pasquali e dell’anno bisestile. Dati destagionalizzati: dati depurati delle fluttuazioni stagionali dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.

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