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Battuta d’arresto per la riduzione dei consiglieri. Servono approfondimenti

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Consiglio regionale Puglia, immagine d'archivio

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Bari – LE audizioni degli assessori Marida Dentamaro (Sud e Federalismo) e Michele Pelillo (Bilancio) in settima Commissione hanno confermato un punto fondamentale: i lavori in tema di riduzione dei costi della politica con particolare riferimento agli articoli 14, 15 e 16 della manovra finanziaria, sono ancora in corso. In questo contesto la decisione di aprire un dibattito, seppure per taluni necessario, sulla modifica del numero dei consiglieri regionali potrebbe essere una fuga in avanti.

Tanto più che nella precedente riunione della Commissione la proposta presentata dai presidenti Rocco Palese (Pdl), Francesco Damone (LPpdt) e Davide Bellomo (i pugliesi), aveva creato qualche mal di pancia. Lavori in corso quindi. Le Regioni, le Province ed i Comuni, ha spiegato l’assessore Dentamaro, all’indomani dell’approvazione al Senato della manovra-bis, hanno ribadito al Governo l’insostenibilità delle misure introdotte nelle loro competenze. Il confronto è ancora aperto ha detto l’assessore al Federalismo “anche per tutelare le prerogative costituzionalmente garantite nelle sedi giurisdizionali opportune”.

Marida Dentamaro ha ricordato l’apertura del ministro Fitto, nel corso della cerimonia inaugurale della Fiera del levate, alla possibilità di accettare la proposta di istituire una Commissione straordinaria paritetica rappresentativa delle Regioni, del Governo, delle Province e dei Comuni. È in atto un approfondimento su come riordinare il sistema delle istituzioni nell’ottica di una semplificazione della governance del territorio. Una riforma coerente e complessa dei costi di tutti i livelli di governo e degli apparati centrali e periferici dello Stato e di tutte le istituzioni a carico dei bilanci pubblici. “Bisogna però tenere presente – ha detto l’assessore Dentamaro – che serve una riscrittura del codice delle autonomie che tenga conto del nuovo quadro che si è delineato, che di fatto rende inapplicabile la legge sul federalismo fiscale in seguito all’azzeramento dei trasferimenti alle Regioni e alla riduzione dei trasferimenti agli enti locali”.

Questo dal punto di vista più politico istituzionale. Poi c’è la “la roba” e lì Pelillo è stato chiaro, “non abbiamo ancora ben definita quale sarà la pesatura dei criteri relativi al patto di stabilità. Al netto di tutti i ragionamenti in pratica la Puglia non è in grado ad oggi di stabilire dove si collocherà, quale sarà il suo parametro di riferimento”. In questo quadro generale il presidente della settima Commissione, Giannicola De Leonardis ha accolto la proposta del capogruppo dell’Udc, Salvatore Negro (condivisa dalle altre componenti politiche della Commissione), di fare una pausa di riflessione in attesa che siano più chiare le posizioni e le scelte del Governo nazionale e di quello regionale.

Il presidente Rocco Palese ha accettato questa soluzione nella “speranza che il presidente Vendola non decida di ricorrere alla Corte Costituzionale contro l’art. 14 del DL 138 (manovra finanziaria) che prevede la riduzione del numero dei Consiglieri regionali”.
Anche Antonio Decaro capogruppo del Pd, sostenitore della proposta di riduzione dei consiglieri da 70 a 50 ha accettato la soluzione di “sospendere temporaneamente il dibattito in Commissione su questa materia in attesa di un quadro di riferimento più puntuale”. Stessa posizione per Angelo Disabato (LPpV) e Orazio Schiavone (Idv) Arcangelo Sannicandro (Sel), Donato Pellegrino (Socialisti/Misto), Antonio Buccoliero (Mep).


Redazione Stato



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