Cronaca

Foggia, Cislaghi: “impossibile parlare di bilanci senza atti delle partecipate”

Di:

F.Giorgio Cislaghi, segretario Rifondazione Com. Foggia (ST)

Foggia – “RISULTA difficile discutere, il 14 settembre 2011, del bilancio preventivo, casomai si dovrebbe discutere dell’andamento dei conti del 2011 e di come si pensa di chiudere l’anno. Solo la delibera di giunta sulla “programmazione triennale del fabbisogno di personale” –n.84 del 2 agosto 2011 all’allegato 1- va in questa direzione fotografando la situazione del personale a giugno 2011. Purtroppo così non è stato fatto per le aziende partecipate, AMGAS, ATAF ed AMICA, di cui ci viene fornita solo la copia dei bilanci dell’anno 2009. Mancando i bilanci 2010 e le trimestrali di cassa 2011 di queste società, cioè delle società che hanno prodotto la maggior parte dei debiti del comune, ci si deve basare sulle dichiarazioni fatte alla stampa riguardo il risanamento dei bilanci delle stesse: AMGAS BLU risulta in attivo dopo la vendita dell’80% delle azioni che ha permesso di annullare i debiti verso i fornitori; ATAF ha ridotto le perdite a circa € 1.500.000 e, con l’acquisizione del servizio della sosta a pagamento, si prospetta il pareggio di bilancio se non un attivo; di AMICA sappiamo solo che ha ridotto le perdite di esercizio di circa 3.000.000 e non troviamo fonti che quantifichino le perdite d’esercizio, sappiamo solo che la debitoria verso fornitori si attesta attorno ai 50 milioni”.

“La linea di politica economica sin qui seguita dalla giunta è chiara: taglio del 30% delle spese del comune con la rinegoziazione dei contratti; aumento del 30% delle tariffe riscosse dalle aziende partecipate. Unica eccezione AMGAS BLU che è costata la marginalizzazione societaria del comune e la conseguente impossibilità di poter gestire la politica energetica comunale attraverso la produzione di energia da fonti alternative che avrebbero potuto dare maggiori entrate alle casse comunali coniugandole con il rispetto dell’ambiente”.

“Nel constatare la sconfitta della politica, a fronte di un approccio totalmente economicistico, diamo atto al sindaco che la responsabilità del disastro economico delle aziende partecipate è da iscrivere totalmente alle passate amministrazioni Agostinacchio e Ciliberti (e vogliamo qui ricordare che la comunità è ancora in attesa dei risultati della commissione Verile sulle cause e le responsabilità del disastro economico del comune di Foggia) ma non possiamo tacere che oggi l’unica novità degna di nota è la richiesta di aumentare la TARSU del 30% “al fine di consentire il riallineamento fra gettito e copertura a regime del predetto costo” ossia la gestione di AMICA e delle sue derivate. Ci risulta difficile poter attribuire al servizio di raccolta dei rifiuti le centinaia di persone impiegate nell’azienda AMICA con mansioni amministrative a fronte di poche decine impiegate nella raccolta e smaltimento dei rifiuti svolto nella totale violazione del regolamento comunale che disciplina il servizio. Per questo motivo sarebbe stato utile avere almeno un’informazione puntuale su come è oggi organizzata l’azienda e su quali performance si attesti la produttività accertato il costante calo della raccolta differenziata”.

“Per questi motivi chiediamo al consiglio comunale di rimandare l’aumento della TARSU sino a quando non sia presentato un piano di riorganizzazione aziendale che, nel rispetto delle leggi nazionali e regionali in merito alla raccolta ed allo smaltimento/riciclo dei rifiuti, sinora disatteso da AMICA, permetta di stilare un piano di ammortamento delle perdite con il recupero di efficienza del servizio. C’è bisogno di cambiare totalmente l’approccio al bilancio del comune, c’è bisogno di dar vita a quello che è stato un sogno che ha portato all’elezione del sindaco Gianni Mongelli, la democrazia partecipata, proseguito nella vittoria referendaria dell’idea che i servizi pubblici sono beni comuni ed in quanto tali non sono alienabili”.

“E’ nel prendere atto del fallimento dell’esperienza degli amministratori unici e della gestione economicistica che vogliamo affermare il principio che è la comunità a dover decidere del funzionamento delle aziende che le forniscono i servizi, per questo chiediamo al consiglio comunale di rivedere la composizione dei consigli di amministrazione, allargando la partecipazione a rappresentanze della comunità in quanto finanziatori e fruitori dei servizi stessi, dichiarando la fine della spartizione partitocratica degli incarichi nelle aziende comunali a la fine della delega al solo sindaco del loro controllo ed indirizzo”.

(A cura del segretario del circolo PRC di Foggia “Che Guevara” F. Giorgio Cislaghi)



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