Cultura

“I volti, la speranza”, una mostra, uno sguardo, un sorriso

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(ph: sienalibri.it)

Foggia – L’idea di realizzare questa mostra nasce nell’ambito del rapporto di collaborazione, ormai consolidato, tra l’Università degli studi di Foggia e il Liceo artistico “G. Perugini” di Foggia che all’interno di un’offerta didattica innovativa ha attivato negli anni scorsi un laboratorio fotografico diretto dal prof. Mimmo Attademo. L’iniziativa, che ha visto il coinvolgimento, altresì, dell’ONLUS Solidaunia e dell’Associazione Emergency, si pone lo scopo di favorire l’integrazione culturale, sociale e lavorativa degli immigrati nel nostro territorio troppo spesso luogo di emarginazione e ghettizzazione.

La mostra fotografica “I volti, la speranza” propone, infatti, attraverso l’appassionato lavoro di Mimmo Attademo, una serie di suggestivi ritratti di immigrati residenti nella Capitanata (bambini, giovani studenti, uomini e donne) che, attraverso un volto, un sorriso, uno sguardo, comunicano il loro desiderio di costruire in questa terra una vita dignitosa; volti che nascondono storie di persone che hanno abbandonato i loro Paesi d’origine con la speranza di un futuro migliore.

“La mostra “I volti, della speranza” non intende documentare le condizioni disumane nelle quali migliaia di giovani migranti sono costretti a vivere e a lavorare nelle campagne di Capitanata. Non è un reportage di denuncia. E’ molto altro. – ha dichiarato il rettore dell’Università di Foggia Giuliano Volpe – Questa iniziativa punta a far conoscere le numerose storie che si nascondono dietro i volti, gli occhi, i sorrisi, di tanti immigrati che in fuga dalla povertà, dalla fame, dai conflitti, dalle guerre, con la speranza di un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie lontane, hanno, invece, trovato lo sfruttamento schiavistico nel lavoro, il caporalato, l’emarginazione in masserie abbandonate e in capanne provvisorie, la negazione di diritti fondamentali, il pregiudizio. Non un è ‘facebook’ virtuale, ma un ‘libro di facce’ drammaticamente e gioiosamente reali di persone che, nonostante tutto, non hanno perso la dignità e la voglia di vivere. Volti con la speranza alimentata anche dal silenzioso impegno di tanti volontari”.

“Iniziamo questo secondo anno scolastico di riforma come Liceo Artistico all’insegna della continuità del rapporto della scuola con il territorio e le principali agenzie formative, come l’Università degli studi di Foggia. – ha commentato la dott.ssa Maria Antonietta Garofalo Dirigente Scolastico del Liceo Artistico Perugini di Foggia – Questa volta in modo particolare l’esperienza che si offre allo sguardo dei nostri alunni fotografi si carica di risvolti umani e sociali, filtra attraverso la loro sensibilità di giovani che incontrano per la prima volta in modo significativo un mondo “altro”, parallelo eppure per molti versi invisibile; l’augurio che rivolgo loro è che il reportage sociale che sta nascendo da questa collaborazione non sia per loro il completamento “tecnico” ed asettico di un’esperienza didattica da aggiungersi alle altre, ma occasione impegnativa di confronto e di crescita, ossia coinvolgimento veramente “pedagogico”, immersione in un contesto in cui il senso del vivere dell’essere umano assume contemporaneamente tutti i possibili sensi e significati, per concretizzarsi infine nell’immagine di un volto e di ciò che esso ci comunica: speranza, certo, e in questo amore per la vita, per gli altri, per il futuro. Che è ciò che fa dell’arte la più alta modalità comunicativa dell’umanità”.

La mostra, che è stata curata nella progettazione grafica dallo Studio Grenzi, verrà ospitata nelle sedi dell’Università degli studi di Foggia e sarà affiancata da iniziative di conoscenza delle attività, realizzate nel territorio di Capitanata di sostegno e promozione dell’integrazione sociale, culturale e lavorativa degli immigrati.

Redazione Stato



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