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Monte Sant’Angelo, le barriere architettoniche bloccano i disabili

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Le barriere architettoniche a Monte Sant'Angelo bloccano i disabili (Ph: F.Stelluti)

Monte Sant’Angelo – LA Città di Monte Sant’Angelo non è clemente e ospitale con chi in carrozzella si muove per la città. Troppe le “barriere architettoniche” che indignano i montesangiolesi per l’inospitalità verso i portatori d’handicap. A Monte non bastano solo le ripide vie con salite e discese per rendere difficile la vita a chi non ha la fortuna di camminare con le proprie gambe. Certo, son pur sempre ostacoli, ma naturali cui l’uomo difficilmente può porre rimedio.

A rendere difficoltoso, se non proprio proibitivo il transito agli amici in carrozzella, a Monte Sant’Angelo ci pensano le Barriere Architettoniche volute dall’uomo. Passeggiando per le vie della “Città dell’Arcangelo Michele” da turista “ATTENTO” ho notato che molti marciapiedi sono privi di rampe per i portatori di handicap, specie quelli in carrozzella. Marciapiedi invasi da pali per l’illuminazione pubblica e che non permettono un’agile viabilità alle carrozzelle. Ho notato anche che i nostri amici meno fortunati di noi normodotati per muoversi nel traffico cittadino devono obbligatoriamente chiedere aiuto all’amico di turno, una mano dovuta giacché gli spazi più che angusti sembrano progettati per omini.

Barriere architettoniche a Monte Sant'Angelo (Ph: F.Stelluti)

Da attento giornalista, e soprattutto da buon
cittadino con forte senso civico e legale (e non mi autoproclamo dato che sono note le mie incisive battaglie mediatiche a tal riguardo), mi son chiesto se almeno gli ingressi delle principali sedi amministrative e istituzionali sono conformi alle nuove direttive in materia, se sono state costruite o ristrutturate secondo le norme vigenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche. La letteratura legale è piena di norme e leggi che disciplinano questo grave problema, specie se la barriera è presente su edifici pubblici.

Tanto per citare alcuni esempi legislativi si veda il “Decreto Ministeriale n°236 del 14 giugno 1989 – Ministero dei Lavori Pubblici” oppure la “Legge n°13 del 9 gennaio 1989” e la “Legge n°118 del 30 marzo 1971 (art.27)” che disciplinano le costruzioni edili in materia. Leggi che oltre a regolare le costruzioni di edifici pubblici e privati, disciplinano anche le finanze da porre in essere e le relative detrazioni fiscali, in modo da agevolare pubblici e privati e perciò favorire l’adempimento legale.

Un esempio esaustivo è la “Circolare Ministeriale n. 13/E del 6 febbraio 2001 – Ministero delle Finanze, Agenzia per le Entrate” che insieme alla “Legge n°449 del 27 dicembre 1997 (art. 1)” e quella “n°388 del 23 dicembre 2000 (art.2, comma 2)”: un’occhiata non farebbe male a chi amministra e a chi firma Determini Comunali per Piani Regolatori in materia di Urbanistica. Sicuramente lo fa, ma da quanto ho osservato pare che la dimenticanza sia una malattia cronica di chi eleggiamo per amministrarci.

Barriere (Ph: F.Stelluti)

Ebbene, interrompendo la mia visita turistica nella città “Patrimonio dell’Umanità” (anche se Monte ci vengo spesso), ho potuto costatare che sia Enti Pubblici, privati e altri uffici per i servizi pubblici, sia il cimitero e gli ingressi di alcune sedi delle Istituzioni, sono privi di rampe per i disabili. Finanche le ASL hanno barriere architettoniche. Un “Handicap” per chi ha handicap. In altre parole, Monte Sant’Angelo non è ospitale con chi si muove in carrozzella. Molto grave poiché è da poco che l’Unesco l’ha fregiata con il suo marchio nel mondo e promuoverla con barriere architettoniche è un’offesa al Territorio. Unica eccezione, se non erro, è la Basilica di San Michele Arcangelo provvista di un ingresso a regola d’arte con un ampio ascensore che trasporta i disabili fin giù la grotta dell’Arcangelo. Ma è un’eccezione giacché anche alcuni luoghi di culto del centro garganico sono sprovvisti di rampe per carrozzelle. Un neo che Monte Sant’Angelo ha l’obbligo di estirpare, quel bollino rosso relegandola fra i comuni disattenti alle disabilità.

Monte Sant’angelo dovrebbe essere una città a misura d’uomo disabile e non normodotato, dove il cittadino disabile, maggiormente quello in carrozzella, dovrebbe sentirsi a suo agio. Sembrerebbe una contraddizione, ma in realtà è la scelta migliore per vivere e far vivere Monte a tutti senza ostacoli. L’Amministrazione Comunale di Monte Sant’Angelo (e non solo lei, ma tutte quelle dei centri urbani, se vogliamo consegnare ai nostri figli migliori condizioni di vita) dovrebbe investire nel futuro seguendo questo esempio, che ovviamente è un suggerimento, fornendo più servizi tali da rendere più partecipi i nostri cari meno fortunati alla vita cittadina.

Barriere (Ph: F.Stelluti)

Ricordo a cuore aperto che questo non è un problema individuale ma sociale, che appartiene alla collettività. Come già detto ci sono leggi che tutelano queste persone, già gravate dalla mancanza di libertà. Che facciamo, li “parcheggiamo” procurando loro un altro danno oltre la beffa? Il turista in carrozzella, che con sacrificio e tanta fede cristiana visita la “Grotta dell’Arcangelo” sperando in un intervento divino, è già conscio delle difficoltà che deve affrontare per recarsi nel centro garganico. Giunto a Monte che fa, supera altre difficoltà come le Barriere Architettoniche, come a dire “sacrificati di più per ottenere la grazia”.

E’ ridicolo e, se concedetemi il termine, disumano! A meno di 15 km San Giovanni Rotondo ha ben saputo fare in materia e le differenze si notano a colpo d’occhio. Monte Sant’Angelo vive di turismo innanzitutto e presentarsi al mondo con Barriere Architettoniche non le rende giustizia. Abbattere questi ostacoli che offendono la dignità umana è una priorità che sia l’Amministrazione Comunale di Monte, sia quella Provinciale con sede a Foggia dovrebbero speditamente eliminare.

Diamoci da fare cari Amministratori del Territorio, cari eletti dal popolo. Ricordatevelo.

(A cura di Arcangelo Palumbo, direttore newsgargano.com)

(Foto realizzate dal corrispondente Francesco Stelluti).



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