Cronaca

Andria, “Quartiere Europa, l’Asilo e le Antenne”

Di:

Fiori, Asilo, Antenne (st)

Se (forse) è vero che non si conoscono ancora le conseguenze che produco gli impianti di telefonia mobile e ripetitori di altra natura sulla salute delle persone, soprattutto dei bambini è verissimo che i comuni civilmente più evoluti continuano ad adottare principi di cautela e prevenzione, almeno per salvaguardare e preservare i cosiddetti “siti sensibili” perché i rischi derivanti dall’esposizione alle onde elettromagnetiche, purtroppo, sono reali ed accertati. Non essendoci, “naturalmente”, quasi mai studi preventivi che a monte traccino una seria e completa mappatura dei rischi, spesso questo principio di precauzione viene meno, come accade, a nostro avviso, nel comune di Andria, nonostante un preoccupante e crescente aumento di malattie oncologiche, come è emerso puntualmente da recenti indagini e dalle situazioni reali cioè i drammi che vivono le famiglie e che nessuno può riuscire né a nascondere né a tramutare in altro che non sia “la malattia” e spesso una fine predestinata, purtroppo.

Se è vero, quindi, che il problema non è solo limitato alle antenne di telefonia mobile bensì anche ad altre fonti di inquinamento elettromagnetico prodotto da altre tecnologie, a maggior ragione si rendono necessari approfondimenti scientifici e le rassicurazioni servono a ben poco, se e quando ci sono, piuttosto che, addirittura, uno scaricabarile istituzionale assolutamente inaccettabile allorquando invece di rassicurare con dati alla mano ci si limita ad affermare che se i trasmettitori sono lì “è solo colpa degli stessi inquilini e proprietari”, omettendo di dire che proprio l’Ente non è mai riuscito a dotarsi di un adeguato e aggiornato Piano delle antenne piuttosto che di un regolamento di telefonia mobile, proprio come accade, invece, nelle altre città italiane dove la salute dei cittadini è ancora considerata un valore da preservare e salvaguardare.

Non stiamo qui a ripercorrere l’iter civico che vede da oltre dieci anni anche il nostro Comitato impegnato in questa battaglia ma crediamo che oggi ci sia un ulteriore elemento di riflessione che debba indurre a mettere in secondo piano l’entusiasmo per un’opera che pure con ansia era attesa nel Quartiere, anche se molti dei frequentatori dell’asilo comunale “A. Gabelli”, sito all’angolo tra Corso Europa Unita e Corso Italia, esattamente al centro del Quartiere Europa, frequentano ormai scuole di grado più elevato.

Proprio perché si tratta, in questo ed altri casi, di bambini, non possiamo dimenticare che la finalità della regolamentazione pubblica deve perlomeno “perseguire in via prioritaria la prevenzione e la tutela sanitaria della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico coordinandole con le scelte della pianificazione urbanistica” e queste non sono solo belle parole lanciate nel vuoto ma principi sanciti nelle leggi, anche locali, delle più avanzate società europee dove le città non possono essere utilizzate ad uso e consumo privatistico dei governanti di turno perché non devono essere gli spazi urbani e l’organizzazione civica ad adeguarsi ai politici che si avvicendano ma esattamente il contrario.

E’ ovvio, scontato, pacifico e chiaro che alla base anche di queste operazioni ci sono interessi, interscambi e rapporti di grossissimo calibro così come sono ovvie tantissime altre considerazioni che non facciamo per non essere tacciati di strumentalizzare un argomento così delicato quindi senza dire altre cose che tutti sanno o che è facilmente immaginabile, nella prossima, imminente riunione del Consiglio Direttivo del Comitato di Quartiere tratteremo proprio il tema Andria, “Quartiere Europa, l’Asilo e le Antenne”, rielaborando il corposo dossier realizzato in questi anni, rievocando le migliaia di firme da noi raccolte contro queste installazioni non solo nel nostro quartiere e deliberando sulla decisione di chiedere, tramite un esposto alla Procura del Tribunale di Trani, se prima dell’apertura dell’asilo agli addetti e all’utenza siano stati effettuate tutte le verifiche preventive e precauzionali al fine di rassicurare sui pericoli eventualmente derivanti dalle vicinissime installazioni di antenne e per predisporre un monitoraggio continuo e periodico nell’area interessata.

Tale richiesta si rende necessaria anche per salvaguardare altri siti sensibili ivi esistenti nelle immediate vicinanze quindi la Parrocchia S. Andrea Apostolo, l’Oratorio, il Centro d’Interesse di Quartiere, il Parco Pubblico “Giovanni Paolo II”, le scuole elementari in Corso Italia e Via Barletta, la Scuola Media, il Centro Famiglie Armonie e altri presidi e agenzie educative e aggreganti che, numerose, insistono proprio a due passi da quei mostri puntati, peraltro, in una zona ad alta densità abitativa, cosa che dovrebbe far rientrare anche l’intera area alla categoria dei “siti sensibili”.

Il nostro auspicio, infine, è che l’attualità rappresentata dall’argomento in trattazione sensibilizzi anche tutti i componenti della 4^ Consulta Comunale di Andria, della quale il Comitato è componete effettivo eletto democraticamente in rappresentanza delle Associazioni iscritte al Forum e senza sostegno politico, quindi venga posto in trattazione nella prossima, imminente riunione collegiale, alla presenza anche dei rappresentanti istituzionali.

(A cura Consiglio Direttivo Comitato Quartiere Europa Andria)



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