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Avvocato Foggiano: se ancora zero guadagni, perderà titolo professionale

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Foto Avv. Eugenio Gargiulo (ST)

Foggia – “LAUREATO con il massimo dei voti ad appena 22 anni, abilitatosi alla professione di avvocato a soli 25 anni ( tra i cinquanta più giovani legali italiani abilitatisi), procuratore legale dal 1996, ma esercitante presso il Tribunale di Foggia da circa 20 anni; vincitore di un concorso pubblico per dirigente presso un’azienda municipalizzata della città di Foggia, ma escluso
dallo stesso con la qualifica di “sovradimensionato rispetto all’incarico da ricoprire” (…) questo rappresenta , in sintesi, il il curriculum dell’avvocato foggiano Eugenio Gargiulo.

“Eppure tutto questo può non bastare se si vivono tempi di crisi come questo che sta attraversando il nostro Paese ( ed ancora più profondamente la città di Foggia)”.

L’avv. Eugenio Gargiulo, paradosso tra i paradossi, rischia di essere, altresì, classificato come “l’avvocato più povero della città in cui risiede” , in quanto, “a causa della crisi economica che attanaglia anche la categoria dei giovani legali, non ha uno straccio di clienti e, conseguentemente, non riesce a percepire nemmeno un euro!”.

Tutto questo se , da un certo punto di vista, può non sembrare clamoroso, in quanto Eugenio Gargiulo non è certo l’unico “disoccupato” foggiano, diventa più preoccupante e scioccante se produce, come conseguenza, la concreta possibilità che il giovane legale dauno sia , da qui a poco, costretto letteralmente a rinunciare al proprio titolo professionale, così faticosamente conquistato e per il quale ha lottato durante tutti questi anni.

Difatti, non percepire un euro, se si è avvocati, al giorno di oggi, può essere “catastrofico” in quanto implica non potere far fronte alle numerose spese obbligatorie , in primis quella prevista per la Cassa di Previdenza Forense che comporta un esborso annuo non inferiore a 3000 euro. E se non si può far fronte a tale incombenza, la conseguenza è “essere fatti fuori” dal mondo dell’avvocatura!

Ecco il perché della protesta vibrata e dell’urlo disperato dell’avv. Eugenio Gargiulo, che si unisce a quello di molti altri suoi giovani colleghi alle prese con il medesimo problema, al quale viene richiesto alle istituzioni competenti di fare attenzione ed al quale si chiede di trovare un rimedio onde evitare il “suicidio professionale” di migliaia di giovani avvocati italiani, laureatisi ed abilitatisi con mille sacrifici , e che ora rischiano di “essere
cancellati” dalla mappa dell’avvocatura italiana.

Ecco perché la mia – spiega l’avv. Eugenio Gargiulo- pur essendo una richiesta di aiuto personale , non può prescindere da quella che è la condizione generale che “attanaglia” centinaia di altri giovani legali italiani , tutti alle prese con il problema reale della possibile cancellazione dagli albi professionali dei vari consigli dell’ordine sparsi sul territorio del nostro Bel Paese!

La rivelazione dell’avv. Eugenio Gargiulo è finalizzata quindi ad “evitare che prossimamente il medesimo venga catalogato dalle cronache italiane come avvocato povero costretto a rinunciare al proprio titolo professionale”.

(Testo avvocato Eugenio Gargiulo – Redazione Stato)



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Commenti


  • Claudio

    Grande solidarietà all’avvocato Gargiulo,compreso tutti i giovani avvocati in difficoltà,è un mondo di sordi purtroppo quello che noi viviamo in questo momento davvero balordo.


  • avv. Gegè Gargiulo

    Grazie, sig. Claudio per la solidarietà dimostrata. Spero, comunque, con la mia buona volontà, di riuscire a “vincere” questa battaglia di equità sociale!


  • avv. Gegè Gargiulo

    Eugenio Gargiulo: Grazie a tutti per le adesioni e la solidarietà dimostratami soprattutto su Facebook, ove il link relativo al suddetto articolo è stato molto diffuso e letto.


  • Franco Frasca

    Tutta la mia solidarietà, avv. Gargiulo, in questi tempi così difficili e non solo dal punto di vista economico, riesco a comprendere del tutto anche il suo “piccolo dramma”.


  • Redazione

    Solidarietà avvocato; Red.Stato


  • Cristian Bove

    Cosa altro aggiungere, avv. Gargiulo , a quello che lei ha già scritto: sicuramente che gente in gamba come lei non dovrebbe trovarsi in situazione di precariato lavorativo e di disagio economico!


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Lo strano “destino” di un avvocato foggiano: da “Sovradimensionato rispetto all’incarico da ricoprire” ad “ avvocato più bello d’Italia”!

    Tredici anni fa era stato definito “Troppo bravo per quel posto” o meglio, usando il linguaggio della burocrazia, “sovradimensionato”, quindi fuori dalla graduatoria.

    Per questo motivo, Eugenio Gargiulo, allora avvocato di appena 30 anni, era stato escluso da un concorso per un posto di caposezione del personale dell’azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di Foggia.

    Quaranta i concorrenti per un solo posto a disposizione. Dei partecipanti, solo 20 ebbero accesso alle prove orali e, di questi, dieci risultarono iscritti nella graduatoria finale. In quella graduatoria Eugenio Gargiulo non c’era.

    Il suo nome era invece collocato all’undicesimo posto, senza votazione ma con un asterisco che rimandava alla scritta posta in fondo al foglio, quella che spiegava che per quell’incarico lui era “sovradimensionato”.

    Vale a dire troppo bravo, come aveva dimostrato sbaragliando il campo degli altri concorrenti: punteggio di dieci decimi per i titoli; prova scritta superata al primo posto con un punteggio di 39/50mi, bis all’orale dove Gargiulo aveva conseguito ancora una volta il massimo del punteggio (50/50mi).

    Ebbene tredici anni dopo, il sempre imprevedibile destino ha riportato il giovane legale foggiano , di nuovo, agli onori della cronaca nazionale, in quanto , proclamato, nel primo “goliardico” concorso del genere, svoltosi nelle Marche “l’avvocato più bello d’Italia”.

    In questo periodo di concorsi di bellezza, in primis “Miss Italia” ( la cui finale è prevista per il 27 ottobre a Jesolo), si sono svolte selezioni dedicate alle più svariate categorie del genere umano (vedasi ad esempio il Babbo e la Mamma più belli d’Italia) ed anche relative alle più disparate professioni lavorative.

    In questo ambito si è inserito il concorso svoltosi, presso la ridente cittadina balneare marchigiana di San Benedetto del Tronto (AP), in un noto albergo del famoso lungomare , e dedicato alla categoria professionale degli avvocati italiani.

    Ed Eugenio Gargiulo, ora 43 enne , e’ risultato lui ’’ l’avvocato piu’ Bello d’Italia 2013”. Si è aggiudicato il titolo della 1° edizione di tale concorso, sbaragliando la concorrenza di altri 50 procuratori legali altrettanto avvenenti quando lui, provenienti da varie regioni italiane .

    Sportivo, dal fisico possente (é alto 1.82 cm. e pesa 75 kg) e di bella presenza (occhi azzurri e capelli biondi); è sposato da sei anni con Anna Rita ed è papà di Benedetta Pia, 3 anni e mezzo .
    Si definisce un papà premuroso e molto legato alla sua famiglia, e dice “l’ho presa come un gioco, non pensavo proprio di vincere, mi sono divertito molto ed è stata una bella esperienza. Sono contentissimo di essere “l’ avvocato più Bello d’Italia 2013! Ovviamente, dedico la vittoria alla mia famiglia”.

    Gli avvocati in gara hanno dovuto cimentarsi in varie prove di abilità per dimostrare di essere dei “super legali” , in primis l’esibire una sciolta fluente parlantina. Ma anche saper cantare, recitare ed avere degli hobby interessanti .

    La giuria, composta da cinque “colleghe” , dopo aver superato le iniziali difficoltà di valutazioni, è poi stata quasi unanimemente concorde nel far confluire i voti più alti sul foggiano Eugenio Gargiulo, tra l’altro, già abbastanza noto in Internet per essere stato recentemente proclamato dalla “Google Zeitgeist 2013” , il legale italiano “più cliccato sul web”.

    Una gran bella rivincita , quindi, per il giovane avvocato foggiano che , tredici anni fa, subì l’onta di essere escluso da un concorso pubblico perché troppo bravo per quell’incarico da dirigente: oggi è diventato sia il legale italiano più cliccato sul web, che l’avvocato più bello d’Italia!

    Quando si dice che l’esser “sovradimensionato” sia inciso nel proprio DNA!!!
    Foggia, 08 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • gino


  • ckav

    Solidarietà al collega, ma nello stesso tempo credo che la partecipazione a concorsi di bellezza per avvocati squalifichi il decoro e la serietà professionale


  • Alma

    Mica uni deve fare l’avvocato per forza
    Se non ha un cliente o si paga di tasca sua gli obblighi o va fuori
    Ma stiamo scherzando?
    Poi se vogliamo riformare seriamente la nostra professione io sarei il primo ad esserne felice.
    L’avvocato lo fanno i clienti non i titoli


  • Alma

    Se il collega non ha clienti che faccia altro
    Meglio anche x lui
    Io titolo in se non conta nulla
    Il mio dominus diceva che l’avvocato lo fanno i suoi clienti


  • Eugenio Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Parte da Foggia la rivolta dei giovani avvocati contro la Cassa Forense: “No al contributo minimo, pronti a cancellarci dagli albi in decine di migliaia !”

    Fino ad un anno fa, l’avvocato che percepiva un reddito inferiore ai 10.300 euro non era costretto a registrarsi all’ente previdenziale ovvero la Cassa Forense. Da oggi non è più così ed i giovani e meno giovani avvocati, per i primi cinque anni, anche in caso di reddito prossimo allo zero, dovranno versare alla Cassa Forense un minimo di contribuzione che dovrebbe essere di 800-850 euro l’anno pena la cancellazione dall’albo In aggiunta , i nuovi iscritti a basso reddito avranno diritto a un regime agevolato, che però consentirà loro di vedersi riconosciuti solo sei mesi di anzianità contributiva per ogni anno.

    Ma tale normativa che introduce contributi minimi per la pensione, mette seriamente a rischio la attività di migliaia di legali italiani. E i giovani avvocati , giustamente, non ci stanno. Il nuovo regolamento della Cassa forense, il loro ente di previdenza, è una mazzata. Perché d’ora in poi, questa è la questione, anche chi ha un reddito basso sarà costretto a versare un minimo contributivo, pena la cancellazione dall’albo.

    La novità è conseguenza della riforma della legge professionale, portata a termine dal governo Monti, che ha reso obbligatoria per tutti gli avvocati l’iscrizione alla Cassa forense. Prima chi percepiva un reddito inferiore ai 10.300 euro, corrispondenti a circa 15mila euro di fatturato, non era costretto a farlo. I nuovi iscritti a basso reddito avranno comunque diritto per otto anni a un regime agevolato, che però consentirà loro di vedersi riconosciuti solo sei mesi di anzianità contributiva per ogni anno di contributi versati. Per i primi cinque anni, anche in caso di reddito prossimo allo zero, il minimo da versare sarà di 800-850 euro all’anno, tra contributo soggettivo di base e contributo di maternità. Nei successivi anni, fino all’ottavo, il versamento minimo, che includerà una quota del contributo integrativo, sarà di quasi 1.200 euro. Una volta terminato il periodo agevolato, saranno dovuti alla cassa almeno 3.700 euro all’anno!

    Per la maggioranza dei giovani avvocati, le agevolazioni non sono sufficienti, e da Foggia è partita una forma di protesta energica “capeggiata” dal giovane noto avvocato Eugenio Gargiulo: “Costringere chi ha un reddito basso a farsi carico di un contributo fisso, seppur edulcorato al ‘minimo’, rappresenta un’evidente violazione del principio di proporzionalità e progressività contributiva previsto dalla Costituzione”, afferma il giovane legale foggiano. Una soluzione più equa sarebbe stata “mantenere una soglia di esenzione per i redditi bassi e un’imposizione contributiva fondata sul criterio della proporzionalità al reddito prodotto”.

    Per protestare contro “l’imposizione di versamenti obbligatori d’importi iniqui e vessatori in un momento economico drammatico” , l’avvocato E. Gargiulo minaccia una cancellazione di massa di decine di migliaia di giovani e meno giovani avvocati dagli albi di appartenenza .

    Vi è , infatti- conclude l’avv. Eugenio Gargiulo – il serio rischio che molti dei 50mila avvocati che dovranno iscriversi all’ente previdenziale non avranno i soldi per farlo. E saranno quindi costretti a cancellare il proprio nome dall’albo professionale.

    Non è insolito, infatti, -evidenzia l’avv. Eugenio Gargiulo – che un avvocato all’inizio della propria attività incassi pochissimo: “Le nostre parcelle – spiega il legale pugliese – vengono spesso pagate solo dopo la chiusura della pratica. E anche nel caso in cui si incassi un acconto, questo basta a malapena a coprire le spese. L’avviamento di un avvocato, che non sia figlio di avvocati dura sette-otto anni”. I minimi da versare per la pensione rischiano così di tagliare le gambe a molti giovani. E se si aggiungono agli altri costi introdotti dalla riforma della legge professionale, come l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile e quella contro gli infortuni, la situazione per gli avvocati giovani e meno giovani con basso reddito può definirsi davvero drammatica!

    Urge, pertanto, un immediato drastico intervento del governo Renzi per impedire che decine di migliaia di giovani avvocati siano costretti a cancellarsi dai rispettivi albi dell’ordine di appartenenza.
    Foggia, 3 giugno 2014 Avv. Eugenio Gargiulo

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